Giocabilità

Uno degli aspetti che più determinano la riuscita e la popolarità di un videogioco è la sua giocabilità, chiunque ha speso un po’ di tempo sulle varie console ne ha speso altrettanto a parlare con amici dei giochi stessi. Ma cosa si intende di preciso con giocabilità? La giocabilità, per come è intesa in termini videoludici e spiegata con vocaboli psicologici, riguarda la possibilità di esaudire, in termini di interazione intenzionale con l’ambiente virtuale, le richieste che un giocatore ha nel momento in cui si interfaccia con l’ambiente stesso. Tali richieste derivano in parte dalle aspettative che il giocatore ha nei confronti del gioco e in parte dal concetto di affordance, proiettato in un mondo virtuale. Gli aspetti che possono influenzare questo criterio, fondamentale nel coinvolgimento del giocatore, sono molti:

  • Qualità grafica: è fondamentale per avvicinare il giocatore al mondo del videogame, inoltre la ricchezza dei dettagli e la mancanza di incongruità con lo scenario aumentano il senso di realtà dell’esperienza.
  • Senso di presenza: è la sensazione di essere “dentro” il videogioco, quindi di poter interagire liberamente con l’ambiente nella misura in cui il videogioco lo permette, spesso aumenta con l’esperienza, le competenze e la conoscenza dei meccanismi di punizione/premio.
  • Competenza: è il risultato dell’interazione delle abilità che un giocatore matura durante il gioco e che riesce a mettere in atto nel momento opportuno, trasferendo quindi conoscenze mentali sul gioco in azione pratiche nell’ambiente virtuale.
  • Rinforzi: sono i “premi” che il gioco propone in modo casuale o per il conseguimento di obiettivi, ovviamente devono essere equilibrati alle “punizioni” ovvero la negazione di tale premio o la possibilità di game over; sono direttamente connessi alla sensazione di sfida che un giocatore prova durante l’attività (se troppo bassa c’è il rischio di noia, se troppo alta di abbandono).
  • Esperienza: è un parametro trasversale rispetto a molti degli altri, è contemporaneamente fuoco e benzina rispetto al tempo trascorso sul gioco e la sensazione di piacevolezza che si ha giocandoci: l’uno alimenta l’altro. Incide su competenza, memoria dei meccanismi di premio/punizione, senso di presenza e capacità di previsione della relazione causa effetto (conoscendo a priori l’effetto si può meglio decidere quale strategia causare per provocarlo). Livelli elevati di “expertise” rispetto ad un videogioco possono anche condizionare l’approccio a giochi successivi.
  • Base di input: la scelta di utilizzare, in base alla piattaforma su cui si gioca, mouse e tastiera piuttosto che un tipo di joystick o un altro, incide sulla giocabilità rispetto al livello di competenze che un giocatore si attribuisce nell’uso di quel supporto specifico. La possibilità di modificare la configurazione dei tasti a piacimento è un tentativo di aumentare la confidenza del giocatore con il titolo e di conseguenza ottimizzare la sua esperienza di gioco.

 

  • Va comunque ricordato che oltre a questi attributi unicamente soggettivi c’è anche da considerare la dimensione sociale che, in modo particolare per i giochi online, tende ad influenzare, anche se indirettamente, la valutazione che un giocatore fa del videogame per quella stessa influenza sociale che lo porta o non lo porta ad acquistarlo.

 

By | 2017-05-13T13:14:00+00:00 febbraio 16th, 2015|Cultura videoludica|0 Comments

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