Oculus Rift e Progetto Morpheus: vi spiego perche’ l’esperienza e’ straordinaria.

Siete seduti in camera vostra e state per giocare ad un qualsiasi videogame.

Vi sedete sulla vostra seggiolina, “sfigata” per antonomasia, accendete la console, lo schermo, e siete pronti a dare inizio all’avventura.

Il gioco e’ emozionante, la grafica e’ realistica e dettagliata quindi riuscite a cogliere diversi particolari. Come notate quei dettagli pero’ noterete anche il paio di calzini che avete lasciato sul tavolo, accanto allo schermo. Oppure vicino al vostro personaggio potrete gioire della presenza dell’orsetto di peluche, appoggiato sulla mensola li dietro, che nonna vi regalo’ nel 95’.

L’aspetto più rivoluzionario dell’Oculus Rift (e del progetto Sony “PlayStation VR”) e’ proprio questo: l’orsetto di peluche viene immediatamente polverizzato.

Scherzo naturalemente.

Ciò che e’ straordinario di questi due dispositivi e’ la totale immersione del giocatore nell’ambiente di gioco. La sensazione e’ questa: quando mettete gli “occhiali” vedete davanti a voi degli alberi, alzate la testa e ne vedete le fronde, vi girate e vedete una valle, con il sole che tramonta. Siete nel gioco, muovete la testa per vedere quello che avete intorno perchè, in quel momento, sembrerà di avercelo davvero.

Avrete giocato tutti ai videogames in prima persona, ed avete ben presente quale sensazione si prova mentre si esplora un ambiente. Attraverso il movimento delle levette muovete la “prospettiva” del vostro personaggio e potete osservare una determinata porzione di realtà virtuale. Tuttavia vi sentite distanti da quei luoghi, percepiti lontani dalla loro costrizione nello schermo: l’ambiente e’ attorno al vostro personaggio e voi gli permettete di muoversi e vedere al suo interno.

La vostra percezione si configura quindi come IO —>

[PERSONAGGIO —> AMBIENTE] e questo vi fa sentire relativamente bene perchè sapete che la roccia che vi sta rotolando dietro colpirà soltanto il vostro alter-ego digitale e non la vostra fantastica schiena. Tuttavia questo passaggio vi lascerà un po’ con l’amaro in bocca. Perché e’ il mio personaggio a godersi tutto il divertimento? Anche voi volete stare li in mezzo. Nessuno vuole essere rilegato sulla sua seggiolina sfigata, messa di fronte allo schermo, con dietro la mensola con sopra l’orsetto di peluche che la nonna vi regalo’ nel 95’ (a cui non verra’ torto un capello, giuro).
L’Oculus Rift e PlayStation VR invece rendono VOI il personaggio mettendovi dietro ai suoi occhi: [IO = PERSONAGGIO —> AMBIENTE] come una cosa sola.

La grande rivoluzione sta quindi nel superamento dello schermo, freddo rettangolo illustrativo, a favore del posizionamento, nell’ambiente virtuale, del giocatore stesso.

Se osserverete qualcuno utilizzare uno di questi dispositivi per la prima volta vedrete come le sue reazioni saranno straordinariamente corporee: alla presenza di una minaccia, ad esempio un leone, la persona si muovera’ sulla sedia nel tentativo di fuggire alle fauci della bestia. Questo e’ perche’ il leone non si avvicina al vostro personaggio…ma a voi!

By | 2017-05-08T12:24:50+00:00 febbraio 22nd, 2015|Games & Technology|0 Comments

About the Author: