Videogiochi ed emozioni – L’analisi di “To the moon”

Per la rubrica Analisi di videogiochi, oggi vi proponiamo un titolo del 2011 che ha riscosso un enorme successo con la critica.

Il gioco in questione è “To the moon“.

Sviluppato dalla Freebird Games, e creato quasi interamente da Kan Reives Gao, To the moon è un gioco indie d’avventura, ispirato graficamente a titoli quali “The legend of Zelda – A link to the past” o “Golden Sun“.
Questo gioco è una sorta di visual novel, con stile punta e clicca, che si focalizza prevalentemente sulla trama spessa e complicata che intrappola il giocatore fino alla fine del gioco. I personaggi sono pochi ma molto ben caratterizzati, ognuno ha un proprio profilo psicologico che viene mantenuto dall’inizio alla fine del titolo.

LA TRAMA… IN POCHE RIGHE – In sintesi, noi impersonificheremo due dottori, Eva Rosalene e Neil Watts, della Sigmund Corporation (il nome vi dice qualcosa? ;D), che, presso un’abitazione stile ‘800 costruita su una scogliera vicino ad un faro, dovranno esaudire l’ultimo desiderio di un vecchio morente di nome Johnny: farlo andare sulla luna. Come fare ciò, se il vecchio, oltre ad avere una certa età, è proprio in fin di vita? Dovranno viaggiare attraverso i ricordi di quest’ultimo (con speciali apparecchiature di un futuro imprecisato), cercando di capire il perchè di quel desiderio, cercando alla fine di realizzarlo. In breve, i due dottori scoprono che tutta la vita del vecchio Johnny gravita attorno alla moglie River (a cui la canzone dedicata al piano fa emozionare chiunque), affetta da un grande disturbo psicologico: la sindrome di Asperger.

LA SINDROME DI ASPERGER – Ma cosa è questa sindrome, tanto discussa nel gioco? E’ un disturbo pervasivo dello sviluppo ed è considerata una forma dello spettro autistico ad alto funzionamento. Chi ne è affetto non è esattamente autistico. Molti hanno in mente solo la forma autistica più grave, cioè quella in cui sono compromesse le capacità comunicative degli individui in maniera debilitante. Le persone affette da sindrome di Asperger hanno un’intelligenza nella media (o addirittura superiore), ma che hanno spesso deficit e problemi nel comunicare con altre persone. Hanno spesso manie, in questo caso la moglie River adora creare origami di conigli, con cui riempie la casa. Possono poi soffrire di depressione e di ansia, a causa dei problemi che riscontrano con le persone. Kan Gao, con questo gioco, cerca di sensibilizzare noi giocatori a questo tipo di problema.

LA RIVINCITA DEI 16BIT – To the moon è un gioco particolarmente breve (dura circa 4 ore), ma, nonostante la componente grafica sia estremamente semplicizzata, stile Game Boy Advance, è riuscito a intrattenere la maggior parte dei videogiocatori tanto basta per riuscire a commuovere chiunque. Nonostante questo stile alla “vecchia maniera”, Kan Gao riesce a dare quella componente nostalgica e melanconica che suscita emozioni in giocatori di qualunque età.

MUSICHE MOZZAFIATO – Le musiche sono uno dei punti forti del gioco. Scritte e prodotte dallo stesso creatore del titolo, la poesia dei suoni creati dal pianoforte del protagonista ci rimangono in testa per tutta la partita (e oltre). La fantastica colonna sonora, anche se ripetuta per tutto il gioco, non è mai troppo ripetitiva, dato che crea la giusta atmosfera per ogni scena e situazione che ci troveremo ad affrontare.

IL GIOCO PIU’ COMMOVENTE DI SEMPRE – Il gioco, pur essendo pieno di citazioni ad altri videogiochi, film, fumetti e libri, e pur avendo una parte comica non irrilevante, grazie alle battute ironiche di Watts, riesce comunque a commuovere chiunque, nella sua semplicità. Non posso farvi spoiler, il gioco dovete assolutamente provarlo, però c’è da dire che la fine della storia lascia un enorme groppo in gola anche ai giocatori più virili. Videogameplayers di tutto il mondo sono infatti scoppiati a piangere in diretta webcam, durante le ultime battute del gioco. Brividi che scendono lungo la schiena, ti fan capire che il gioco lo hai amato e sei riuscito ad entrare in empatia con il vecchio Johnny e con gli altri protagonisti di questa straordinaria avventura, nonostante i 16bit, che rendono il gioco unico.

Provare per credere! 😉

 

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By |2017-06-15T13:00:28+00:00marzo 31st, 2015|Game Analysis|0 Comments

About the Author:

Dottore in Psicologia dello sviluppo e della comunicazione Nato a Brescia (BS) il 24/10/1992. Si è laureato presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia nel 2014 in Scienze e tecniche psicologiche e nel 2016 ha conferito la laurea magistrale in “Psicologia della comunicazione, del benessere e dell’empowerment”. Appassionato di videogame dalla tenera età di 5 anni, predilige i Gdr, i fantasy e i giochi strategici. Gioco preferito: “The legend of Zelda: The wind waker”