Le OST dei videogame, tra arte e emozioni

Ci imbattiamo spesso in discussioni sull’importanza effettiva delle soundtrack di un videogioco. Ma esse sono realmente tali?

Koji Kondo, compositore e musicista giapponese di soundtrack di videogame come The Legend of Zelda o Super Mario 64

COSA SONO LE OST? – Innanzitutto definiamo il concetto di OST.
L’OST (letteralmente original soundtrack) corrisponde a tutta la colonna sonora presente in quel determinato videogioco.
Viene a volte sottovalutata l’importanza che le canzoni e le musiche hanno per quanto riguarda il gameplay, l’esperienza videoludica che il videogiocatore affronta. Invece, sono proprio le OST, le musiche, che fanno affiorare le emozioni che il gioco cerca di comunicare tramite la narrazione.
Le OST sono il veicolo, per cui il gioco, comunica stati d’animo ed emozioni che, altrimenti, la narrazione non avrebbe suscitato nel videogiocatore (o almeno, in maniera così evidente).

Ogni videogioco famoso è, quindi, caratterizzato da particolari colonne sonore che l’hanno reso popolare in tutto il mondo. Gente di ogni età, spinta dal desiderio di ricercare e riprovare quelle emozioni provate durante il gioco, cercherà le OST con le quali ha provato maggiore affinità, per potersele risentire in ogni momento della giornata.

Una delle particolarità della stragrande maggioranza delle OST è che sono solo “musicali”, non è presente un cantante, in quanto una voce umana distrarrebbe il giocatore dal proprio obiettivo videoludico.

Kan Gao, autore del gioco e delle musiche di “To the moon” e “A bird story”

Ci sono centinaia e centinaia di OST che mi piacerebbe descrivervi e farvi sentire, ma mi limiterò a postarvi le più belle e significative nella mia carriera videoludica.

LACRIMUCCE DA OST – Quante OST ci hanno fatto commuovere e quante effettivamente ci sono riuscite (complice un gioco drammatico allo stesso tempo)? Le OST che ci hanno fatto versare qualche lacrimuccia (o qualche cascata) le ricordiamo più spesso e volentieri, e andandole a risentire, riviviamo i momenti provati mentre giocavamo a quel determinato game.

 

Come prima traccia proposta in questa categoria, non può mancare l’imperdibile “For River” di Kan Gao, del videogioco To the Moon:

Kan Gao, il creatore del gioco, ha ideato e messo a punto lui stesso anche le melodie e le musiche del gioco, diventando famoso anche nel mondo musicale.
Altra musica triste e melanconica è quella proposta dal videogame della Ubisoft Valian Hearts – The Great War. Anche qui siamo di fronte ad un contesto tragico, a una trama drammatica, che sommata alla musica, ci porta a provare empatia verso i personaggi, rendendoci tristi per la morte o per la partenza dei protagonisti:

E, tra musiche che suscitano tristezza e malinconia, non possiamo far altro che citare la famosa “To Zanarkand“, proveniente direttamente dalla saga di Final Fantasy:

MUSICHE DA BATTICUORE – Un’altra caratteristica delle musiche di un videogioco è quella di far provare volontariamente dell’ansia. Posto subito, ad esempio, l’OST più famosa della saga di Metal Gear Solid:

Come si può sentire dall’OST soprastante, la tensione è palpabile. Veniamo subito immersi nell’atmosfera tesa del videogioco, in cui impersonificheremo, appunto, una spia, per cui ogni mossa falsa che compiremmo sarà fatale agli esiti del gioco.

Anche la classica “musica da battaglia battaglia tra Pokèmon” è da immettersi in questa categoria:

Notiamo che, la caratteristica prevalente di queste OST da batticuore, è che tutte le musiche di questo tipo sono molto veloci, come ci conferma anche la OST che salta fuori quando il caro Phoenix Wright cerca disperatamente di risolvere un caso:

 

Orchestra su OST del videogioco Nintendo: The Legend of Zelda

ORCHESTRE VIDEOLUDICHE?! – Ultimamente, le OST hanno preso sempre più importanza all’interno del panorama videoludico mondiale. Tra brani rap, remix, cover dei brani, si può notare come la colonna sonora di un videogioco rende quest’ultimo unico nel suo genere. Le emozioni che si provano ascoltando le varie musiche rimangono impresse nella mente del giocatore, che entrerà più facilmente in empatia con il protagonista del gioco.
Un’artista che si sta ultimamente sempre più affermando è Lindsey Stirling, violinista che ha avuto successo nell’ambito musicale creando cover di giochi famosi ricreando le atmosfere e le emozioni che fanno provare quest’ultimi. Come esempio, vi proponiamo una celebre OST di Skyrim:

Anche orchestre vere e proprie si stanno formando, sull’onda del successo delle fenomenali musiche dei videogiochi. Una delle orchestre più famose è quella dedicata alla saga dei videogiochi di The legend of Zelda, di Koji Kondo:

In conclusione, riassumo dicendo che le OST veicolano le emozioni che proviamo giocando a certe scene. Ci aiutano a immergerci nell’atmosfera, ci fanno quasi “toccare” e “odorare” l’ambiente circostante. Ci fanno immedesimare nel nostro pg, con l’onda delle musiche epiche sconfiggiamo i boss più ardui, affrontiamo enigmi e prove a tempo. Proviamo sensazioni di libertà quando esploriamo vasti territori in cui ancora non ci siamo avventurati. Insomma, le musiche ci fanno sentire parte di un mondo in cui mai ci addentreremo dal vivo, ma che con la fantasia e l’immaginazione, condite con le sinfonie e le melodie prodotte da geni e artisti degni dei più grandi compositori, possiamo vivere e sognare.

Purtroppo, per questione di ordine, non posto più soundtrack che mi hanno colpito, anche se sono veramente tante quelle che mi hanno toccato nel profondo.
Ma poi chissà, magari in futuro se ne potrà riparlare.

 

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By | 2017-06-15T12:58:07+00:00 maggio 11th, 2015|Cultura videoludica|0 Comments

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Dottore in Psicologia dello sviluppo e della comunicazione Nato a Brescia (BS) il 24/10/1992. Si è laureato presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia nel 2014 in Scienze e tecniche psicologiche e nel 2016 ha conferito la laurea magistrale in “Psicologia della comunicazione, del benessere e dell’empowerment”. Appassionato di videogame dalla tenera età di 5 anni, predilige i Gdr, i fantasy e i giochi strategici. Gioco preferito: “The legend of Zelda: The wind waker”