Strategia FIFA: quando vendere è la priorità

La notizia è ufficiale ormai già da qualche settimana: in FIFA 16 saranno presenti anche le squadre femminili. Un piccolo passo per il celebre gioco di calcio, ma un grande passo per le giocatrici di tutto il mondo, che finalmente potranno utilizzare anche le loro beniamine. Tuttavia l’inserimento del calcio femminile è solo l’ultimo step di una serie di aperture a mercati fin li poco sfruttati dai giochi del settore. Partendo dai campionati sudamericani e arrivando a quelli australiani, coreani e arabi, FIFA nelle ultime edizioni si è concentrata particolarmente sull’apertura di nuove aree di commercio piuttosto che nel miglioramento della giocabilità, una mossa vincente? Forse si, ma all’utente appassionato chi ci pensa?

IL DUELLO DEGLI ANNI 2000FIFA-14-vs-Pes-2014-graphic-comparisons Per comprendere le ragione che hanno portato FIFA a tale strategia di mercato, bisogna tuttavia partire dal principio: la sfida con PES. Già perchè fino a 10 anni fa il dominio non era del gioco canadese, ma bensì dell’antagonista giapponese. Il primo dunque, non potendo competere sulla giocabilità tentava di stare al passo inserendo un maggior numero di campionati, cosi da poter offrire una modalità campagna più soddisfacente all’utente (il quale poteva formare la sua squadra attingendo da un bacino di calciatori nettamente più ampio) da una parte e dall’altra da poter vendere anche in paesi poco considerati dal colosso nipponico. Celebre è il caso della Bundesliga, che sebbene sia diventata uno dei campionati più importanti del mondo (e ce lo dice il Raking UEFA) è sempre stata poco considerata da PES. Le cose iniziano però a cambiare col 2010: Fifa inserisce un nuovo sistema di gioco iniziando così l’intrepida rincorsa: sistema di passaggi più fluido, gestione della palla più realistica e meno buggata, valori più realistici (i tifosi interisti ricorderanno come in PES 11, Wesley Snijeider valesse solamente 79 sebbene fosse fresco vincitore della Champions League e meritasse ampiamente il pallone d’oro) sono solo la punta di diamante del nuovo gioco destinato a polverizzare la concorrenza.

FIFA AD OGGI – Diciamocelo: ora come ora FIFA è il gioco di calcio più completo. Che poi possa piacere e non piacere è un altro discorso, ma in termini di giocabilità, di possibilità di gioco e di ampiezza dei database direi che è nettamente superiore a PES. Tuttavia anche il titolo canadese negli ultimi anni sembra essere in una situazione di stallo. Dopo il capolavoro di FIFA 13, e dico capolavoro perchè a mio modesto parere il gioco di quell’anno è stato il più bello di sempre, soprattutto in termini di giocabilità, le edizioni 14 e 15 sono state alquanto deludenti. Giocatori macchinosi, lenti e spesso in difficoltà nella gestione del pallone. È vero, il 13 forse era troppo irrealistico: vedere un Jon Taylor qualunque (non un giocatore a caso, gli appassionati lo conosceranno di certo) saltare mezza squadra e depositare in rete forse era un pò eccessivo. Ma non dimentichiamo che un gioco deve pur sempre essere tale e dunque giocabile. Dunque vedermi il buon Jon che sbaglia il controllo e perde palla è sicuramente realistico, ma nel contempo frustante. Per cui è sensato rinunciare ad una giocabilità quasi ottimale in nome del buon vecchio realismo? Secondo gli ultimi FIFA pare che la risposta che hanno dato i programmatori a questa domanda sia “eccome”, tuttavia tale scelta non sembra soddisfare a pieno l’utenza, visto il malcontento che serpeggia sui social. Vi chiederete dunque: come mai? Se il gioco è più realistico non è meglio? Ni, perchè, mi ricollego a sopra, un gioco deve pur sempre essere giocabile, poichè dev’essere poi utilizzato da utenti che da un lato valuteranno sicuramente grafica e appropriatezza dei movimenti, ma dall’altro vogliono poter giocare e soprattutto vincere (sebbene non in maniera troppo facile). Quindi permettere a Jon Taylor di lasciare sul posto due difensori con un doppio passo forse non è una mossa così controproducente.

TRA ONLINE E NUOVI CAMPIONATIdinhomex Arriviamo dunque a trattare l’argomento anticipato ad inizio articolo: FIFA sta concentrando molte delle sue energie sul perfezionamento della modalità online (FUT vi dice niente?) e sull’inserimento di nuovi mercati. Muove insomma verso il futuro: se da un lato il gaming online è uno dei trend del momento, dall’altro l’apertura a nuovi mercati consente di espandere sempre di più le vendite e dunque i guadagni. E qui ci spieghiamo l’inserimento di campionati meno blasonati come quello australiano, quello coreano, quello arabo e dal 2016 quello mondiale femminile. Ma come spiegato sopra, questa strategia FIFA l’ha sempre adoperata. Peccato che ora le condizioni siano cambiate, non c’è più un colosso giapponese con un sistema di gioco nettamente superiore a minacciare il mercato. Dunque forse sarebbe il caso di rallentare la conquista globale per qualche anno, magari per soddisfare meglio l’utenza.

COSA MIGLIORARE? – Il caso della giocaibilità presentato sopra è solo uno dei problemi di FIFA, ma ne potremmo citare tanti altri. La modalità giocatore singolo in primis: che voi giochiate nella Virtus Entella o nel Barcellona, la vostra squadra difficilmente farà più possesso palla degli avversari. Inoltre i compagni di squadra sono molli, perdono la posizione estremamente facilmente, sbagliano passaggi scontati e chi più ne ha più ne metta. Insomma l’esperienza di gioco più che essere appagante diventa irritante. Un altro aspetto da sistemare è certamente il mercato: i giocatori ricercati sono solo quelli più forti, il sistema di svincolo dei giocatori è poco coerente e il sistema degli osservatori fa acqua da tutte le parti. Da non trascurare c’è anche l’aspetto inerente alla mole di gioco nelle partite contro il PC (e non solo): vi sarà sicuramente capitato di fare qualcosa come 12 tiri a 2 e vedere la partita terminare 1-1. Omettendo il fatto che il contatore spesso non calcola azioni o tiri, bisogna dire che quando questa diventa la norma l’utente può sentirsi decisamente preso in giro. Tali episodi possono capitare ogni tanto, ma sempre rende l’esperienza di gioco estremamente insoddisfacente e frustrante.

Insomma di aspetti da sistemare ce ne sono parecchi, dunque forse sarebbe il caso di ritardare l’avvento di altri campionati (giapponese, indiano e cinese arriveranno presto, ne sono sicuro) mettendo al primo posto la soddisfazione dell’utente appassionato e non la smania di vendere. FIFA è diventato grande proprio soddisfacendo al meglio l’esperienza di gioco degli utenti, sarebbe un peccato smettere di farlo proprio ora. Anche perchè il mercato è spietato, uno-due anni si può deludere, ma non di più, la Konami ne sa qualcosa.

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By |2017-05-08T12:24:44+00:00luglio 5th, 2015|Game Analysis|0 Comments

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