Realtà Virtuale e Realtà Aumentata. Il rapporto con il mondo reale

Non è forse paradossale chiamare qualcosa “realtà” quando di reale, di tangibile, non c’è nulla? Definirsi “realtà” è una pretesa con cui il mondo dei Videogiochi ha sempre dovuto scontrarsi. Sostituirsi alla realtà è una sorta di albero del peccato: è li, volendo si potrebbe, ma…una volta colto il frutto? Le controversie circa gli effetti dei videogiochi sono da sempre legate al fatto che alcune persone finiscano per “perdersi” nel gioco trasformandolo in vita reale, non uscendo mai da quel mondo fantastico. Fermarsi quindi? MAI. Cogliere il frutto? SI…Ma come?

 

Come spesso accade, per quanti fiumi possano riempire una valle la fonte è una e porta il nome di Ivan Edward Sutherland. Nel 1968 (si…1968!!!!!!!) questo illustre informatico statunitense inventò la Spada di Damocle: il primo sistema di realtà virtuale con “visore” talmente primitivo e pesante che per indossarlo doveva essere appeso al soffitto (da qui il nome).

La soluzione è dunque questa: Realtà Virtuale. Un’altra realtà. Non è la grafica ad essere il centro del processo di coinvolgimento, ma la posizione di chi usa una determinata tecnologia. Nel nostro caso, il punto di vista rimane il nostro, ma in un mondo diverso.
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Ad oggi la definizione è:

[Realtà Virtuale è] un mondo artificiale costituito da immagini e suoni creati da un computer e modificabile attraverso le azione della persona che lo esperisce.

I rischi a cui alludevamo prima, per chi decide di intraprendere questa strada, sono molti e l’appellativo scelto dallo scienziato la dice lunga sulle sue possibili paure: è bello essere re, ma c’è sempre un rischio, una spada che ti oscilla sulla testa…un pericolo.

 

Sostituire la realtà, in toto, è affascinante. Ma se io non volessi? Se mi sentissi schiacciato da questo “replacement” che annulla quello che di reale ho attorno? L’obbiettivo coinvolgimento è assicurato, ma a quale prezzo?

 

Ecco arrivare la soluzione. Proposta dalla stessa, geniale, mente: la Realtà Aumentata.

Con queste parole si intende una versione affascinante della realtà, integrata attraverso l’uso della tecnologia che produce informazioni digitali sotto forma di immagine o oggetto e vista attraverso un dispositivo.

Un visore anche qui, ma con lenti trasparenti ed il mondo ben saldo davanti ai nostri occhi.

Mettiamo ad esempio che io decida di farmi una corsetta nei boschi e nel mezzo della mia attività la peperonata di ieri irrompe trionfante ed io mi ritrovo con una tachicardia da preinfarto.

 

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La realtà dei fatti è che sono sudato, in mezzo ad un bosco, sull’orlo di un attacco di cuore ma almeno so che ho corso per 3 miglia (dato gonfiato), che il cuore batte 163 volte al minuto, ho corso per 18 minuti (si, anche qui ho gonfiato di circa 15 minuti) con una media di un miglio ogni 6 minuti. Forse morirò…però che figata! Se sopravvivo al posto delle informazioni voglio dei compagni di viaggio, magari armati, e voglio dei nemici sparsi sul percorso (almeno ho una scusa per fermarmi). Ora non è più una corsa, è un videogioco! Per noi questa fantasia, a breve, sarà realtà. I passi da gigante che questa tecnologia ha fatto nel sviluppo videoludico? Scopriteli qui!

 

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By |2017-05-08T12:24:43+00:00agosto 17th, 2015|Games & Technology|0 Comments

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