Networked Flow: fusione di menti nella realtà virtuale

Immaginate di essere coinvolti da un gioco multiplayer che vi permette di cooperare perfettamente con i vostri compagni di squadra nel sferrare un attacco micidiale o nel conquistare e difendere una determinata zona durante la battaglia più serrata.

In alcune rare situazioni di gioco con altri giocatori le azioni sembrano come essere sincronizzate spontaneamente e l’effetto è spesso sorprendente per gli stessi giocatori che, a quel punto, si godono una gran partita. Questo effetto tanto raro quanto complesso rimanda al concetto di Flow, già trattato in articoli precedenti ma che può essere riassunto come segue.  Flow coincide con un esperienza ottimale vissuta sulla base della percezione di equilibrio tra risorse proprie e sfide dell’ambiente che si rispecchia in una prestazione eccellente.WoWScrnShot_093006_183216
Rivederne velocemente le dimensioni principali, può essere utile per comprenderne meglio il funzionamento; è importante evidenziare come sia necessario che venga percepito, da chi è alla ricerca di una “Flow experience”, una situazione di equilibrio tra le richieste del compito (sfide) e le capacità che ciascuno si attribuisce (risorse). Tale equilibrio porta il giocatore a sperimentare un’unione più solida tra azione e coscienza e permette di rendere chiari gli obiettivi e come raggiungerli attraverso la concentrazione massima sul compito.

Questo aumenta il senso di controllo percepito durante l’attività  e porta ad una perdita parziale di consapevolezza, permettendo così l’emersione di un’esperienza autotelica (favorita da motivazione interna e percepita come divertente e emotivamente positiva).
Se pensate che una situazione di Flow sia una rarità per i giocatori vi sbagliate di grosso: non solo è un tipo di esperienza che può riguardare chiunque singolarmente, ma può presentarsi contemporaneamente in un gruppo attraverso il Networked Flow, definito da Sawyer come “ una proprietà emergente del gruppo intero come unità collettiva”. Questa definizione non necessariamente semplice da gestire può essere semplificata attraverso un paio di esempi direttamente dalla realtà virtuale.
battlefrontPensate ad una missione in un qualsiasi gioco MMORPG o ad un FPS in cui diversi giocatori si affiancano per portare a termine l’incarico. Oltre alla naturale collaborazione che si sviluppa tra i giocatori in modo attivo e consapevole, un’altra dinamica prende forma e agisce a loro insaputa ed è relativa alla presenza sociale nell’attività condivisa. Questo riconoscimento della “presenza degli altri” è concesso dalla capacità di riconoscere intuitivamente nell’ambiente le intenzioni altrui (Argenton e Triberti, 2013) e permette una sincronizzazione delle intenzioni sia per quel che riguarda i mezzi che gli scopi. In pratica permette una comprensione automatica di ciò che vuole e può fare ogni giocatore o di cosa abbia bisogno in quel momento.

In questa situazione di conoscenza reciproca il Networked Flow si verifica quando il gruppo vive la condizione di Flow nel come se fosse un’unica individualità. Un esempio si può trovare in World of Warcraft dove alcune missioni richiedono la creazione di un gruppo con capacità specifiche e set di mosse integrate tra i vari giocatori.
L’esperienza ottimale del Networked Flow, quindi, riguarda la condivisione di questo tipo di esperienza da parte dell’intero gruppo attraverso 4 step:

  • Incontro: tra persone con caratteristiche simili e mutuo riconoscimento.
  • Riduzione delle distanze: i soggetti che si percepiscono come simili diminuiscono le distanze sia fisiche che affettive.
  • Azione parallela: i membri del neo gruppo orientano se stessi e il gruppo verso un contesto di azione autonomo con una direzione ben precisa .
  • Networked Flow: esperienza ottimale globale con co-costruzione di obiettivo e modalità per raggiungerlo.

In definitiva il concetto di Networked Flow riguarda quel tipo di esperienza condivisa che rende i giocatori completamente consapevoli di quello che devono fare e come farlo, permettendo loro di impiegare direttamente e collettivamente le proprie intenzioni nella realtà virtuale, portandoli non solo alla migliore prestazione possibile, ma anche ad una padronanza della situazione quasi completa. Divertimento e soddisfazione sono gli ovvi effetti collaterali.

 

By | 2017-05-08T12:24:43+00:00 agosto 21st, 2015|Cultura videoludica|1 Comment

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