Il vantaggio di essere uno Shooter

Gli sparatutto (o shooter) sono i giochi più criticati della nuova generazione. Spesso accusati di essere poco educativi e troppo violenti, sono costantemente nell’occhio del ciclone. Tuttavia in questo articolo non ci concentreremo sulle implicazioni morali ed educative del genere, ma tratteremo il vantaggio principale che giocare a tale genere di gioco comporta: l’aumento delle capacità visuo-spaziali.

SHOOTER E VIOLENZA – “Capacità visuo-cosa?” Non vi preoccupate, ogni cosa a suo tempo. Cominciamo a delineare il quadro generale. Perchè sicuramente avrete sentito che gli shooter sono giochi violenti, che non sono adatti a bambini e adolescenti e che spesso sono “responsabili” di fatti di cronaca agghiaccianti. Un ragazzo in America ha fatto una strage in una scuola? Eh già, gli piaceva giocare a Call of Duty. La causa è chiaramente questa. I genitori assenti, la facilità di reperire un’arma, i disturbi psicologici non segnalati, e chi più ne ha più ne metta non c’entrano. O forse, più semplicemente, non fanno notizia. E qui torniamo al discorso introduttivo del capro espiatorio. Perchè appunto, il fatto di giocare agli sparatutto può essere una concausa, ma attribuire l’intera colpa di una strage ad un videogame mi sembra decisamente eccessivo. In ogni caso se siete interessati al discorso di violenza e videogiochi potete approfondirlo qui, visto che in questo articolo tratteremo ben altro.

COSA SI INTENDE CON SPARATUTTO? – 20130114cnsbr13433-1024x576Dunque, entriamo nel merito della categoria shooter: che tipo di giochi sono? Tendenzialmente sono giochi di guerra o guerriglia, in cui il protagonista (generalmente in prima persona, anche se in questo caso bisogna specificare la tipologia che diventa FPS, first person shooter) deve sparare a nemici, salvare ostaggi, ricercare materiali, ecc. Cosa significa questo in termini di giocabilità? Immaginate di essere inseriti in un mondo con movimenti più o meno stereotipati (in alcuni shooter si può girare liberamente, mentre in quelli più vecchi l’avanzamento nella missione era automatizzato) in cui dovete identificare e freddare il nemico prima che questo vi colpisca. Ecco che dunque comprendiamo come questo genere di giochi sia tutt’altro che scontato poichè richiede la capacità di riconoscere e discriminare sagome e forme molto in fretta e di evitare/attaccare al momento più opportuno. E qui entrano in gioco le abilità visuo-spaziali.

EVITA, INDIVIDUA, COLPISCI – Secondo la definizione di Benton (1985) le abilità visuo-spaziali sono quelle che garantiscono il riconoscimento della distanza tra un soggetto e un oggetto, che permettono di relazionarsi con questo oggetto e che ne riconoscono l’orientamento nello spazio. Insomma se vi state leggendo questo articolo sorseggiando tranquillamente una tazzina di caffè sappiate che se siete in grado di riconoscerla, di stimare correttamente la distanza e l’orientamento e di prenderla in mano correttamente è per merito delle vostre abilità visuo-spaziali. Chiaramente la tazzina è ferma e non si muove, al massimo scotta, dunque a parte il dover stare attenti alla temperatura, non è richiesta una grandissima abilità per poterla maneggiare. Diverso è il discorso per i videogiochi di genere sparatutto. Per poter trionfare infatti è necessario riconoscere estremamente in fretta gli avversari e rispondere adeguatamente (in genere uccidendoli). Ecco che allora la vostra abilità di ricerca visuale (capacità che rientra tra le visuo-spaziali) verrà costantemente sollecitata, proprio attraverso ai meccanismo di riconoscimento-risposta, incrementandone i livelli ben oltre la media, come testimonia lo studio di Sijing Wu & Ian Spence (2013). Tale studio evidenzia inoltre, come coloro che giocano più o meno regolarmente alla categoria di videogame sparatutto (o anche ai giochi di guida, ma l’effetto sembra essere minore) tendano ad elaborare maggiormente le informazioni visuali attraverso alla modalità top-down. E qui entriamo un po’ nel difficile, ma cercherò di restare il più semplice possibile. La modalità top-down è una proprietà percettivo-identificativa del nostro cervello che consente di identificare gli stimoli attraverso all’esperienza, alla conoscenza alle aspettative e alla motivazione. Insomma come saprete se avete già giocato ad un qualsiasi videogioco di guerra o anche ad uno di corse automobilistiche, spesso è difficile muoversi in tempo, dunque bisogna fare riferimento alla propria esperienza, alle aspettative inerenti alla situazione, ecc, per poter riuscire nel gioco.Converted_file_fbe17562

Esempio classico: se non vedo nessuno in giro ma vengo colpito da un proiettile (sempre nel gioco) deduco che possa essere un cecchino appostato: rapido checkout dell’ambiente circostante, individuazione dei possibili nascondigli e stesura di un piano d’azione per neutralizzarlo. Questi giochi richiedono di ragionare costantemente così, ovvero elaborando la realtà (virtuale) in modalità top-down. Ecco che allora per “deformazione professionale”, gli shooter useranno questo approccio di pensiero anche nella vita reale.

E NELLA VITA QUOTIDIANA? – Come d’abitudine chiudiamo l’articolo rispondendo alla consueta domanda: “E io che me ne faccio di un’abilità di elaborazione visuo-spaziale sopra la media?” Ebbene, il medesimo studio sopraccitato testimonia che un aumento di tali abilità non è circoscritto all’ambito dei videogame, ma generalizzabile alle situazioni della vita quotidiana. Il che significa che la capacità degli appassionati del genere shooter nel riconoscere e discriminare stimoli e (presumibilmente) di reagirvi adeguatamente è utilizzabile in qualsiasi ambito. Dalla guida in cui si deve individuare all’ultimo un passante che si sta buttando dove non ci sono le strisce pedonali, al semplice dover ricercare un oggetto smarrito, fino al successo in un’attività sportiva anche solo occasionale, avere un’abilità di riconoscimento e reazione spaziale può tornare utile in diversi contesti della vita quotidiana. Quindi quando stincherete all’ultimo salvando la vita ad una vecchietta che non vi aveva visto arrivare, sappiate che è per tutte le vite che avete preso con il vostro fucile!

By | 2017-05-08T12:24:43+00:00 settembre 4th, 2015|Gamer's Mind|0 Comments

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