Heavy Rain – Senso di presenza nei videogiochi

Fino a che punto ti spingerai per salvare qualcuno che ami? – (incipit del killer)

Ho da pochi giorni terminato “Heavy Rain” e l’ho adorato così tanto da scriverci praticamente subito un articolo sugli aspetti psicologici che questo gioco propone.

LA TRAMA IN BREVEHeavy Rain è un videogioco di genere thriller/psicologico, nei quali il giocatore dovrà impersonare quattro personaggi che si alternano, a seconda delle vicende del gioco. Ogni personaggio ha una determinata personalità e si muove in un preciso contesto, ma tutti sono accomunati da un unico obiettivo: scoprire chi è l’assassino degli origami, terribile killer che va in giro ad uccidere bambini (senza un apparente motivo). Entreremo nei panni di Scott, investigatore privato assunto dalle famiglie dei bambini uccisi.
Giocheremo con la fantascienza con l’agente dell’FBI Norman, oppure entreremo in empatia col povero Ethan, padre disposto a tutto per salvare il proprio figlio, rapito dall’assassino degli origami. Infine, potremo impersonare Madison, giornalista che farà di tutto (o quasi) pur di riuscire ad ottenere qualche scoop sul noto killer.

PERCHE’ SENSO DI PRESENZA? – Di Heavy Rain è uscita una versione speciale, denominata “Move Edition“. Cosa c’è di così speciale? Il giocatore sarà costretto a muovere il joystick a seconda di come si evolve la situazione: se, ad esempio, verremo afferrati alle spalle da qualche malintenzionato, si dovrà muovere il controller su e giù, fino a liberarsi dalla presa. Mentre si è in strada il giocatore potrà curvare il veicolo a seconda di come inclina il joystick (un pò come succede con i vari giochi di auto per la Wii). Muovendosi praticamente in sintonia col personaggio del videogioco, il giocatore si sentirà molto più partecipe alla trama della vicenda.
I vari e lunghi combattimenti corpo a corpo che il gioco propone, infatti, faranno faticare letteralmente il giocatore, che dovrà stare sempre col controller in mano, senza poterlo poggiare nemmeno un secondo.

LA VITA DEI PERSONAGGI E’ NELLE NOSTRE MANI – Anche qui, come in “The walking dead” della Telltale, l’evoluzione della storia dipenderà dalle nostre scelte. Il videogioco conta ben 17 epiloghi diversi, sia positivi che negativi. Potremo spesso rischiare di uccidere i personaggi principali, perdendo poi la possibilità di usarli successivamente nel gioco. E’ importante, poi, che il giocatore riesca a prendere decisioni il più in fretta possibile, così da riuscire ad arrivare al miglior finale possibile della storia. Questo gioco, quindi, oltre al senso di presenza, stimola particolarmente anche la presa di decisione (decision making). Il giocatore verrà sottoposto continuamente a scelte, diventando sempre più veloce a scegliere la cosa che più lo potrebbe soddisfare.

In sintesi, Heavy Rain l’ho adorato per la storia (i videogiochi si amano per la storia, ragazzotti/e, più che per la grafica), mai banale. In più, si entra molto facilmente in empatia con tutti e quattro i personaggi del gioco, grazie all’elevato senso di presenza richiesto.

Giocatelo, non ve ne pentirete!

 

By | 2017-06-19T14:02:41+00:00 novembre 5th, 2015|Game Analysis|0 Comments

About the Author:

Dottore in Psicologia dello sviluppo e della comunicazione Nato a Brescia (BS) il 24/10/1992. Si è laureato presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia nel 2014 in Scienze e tecniche psicologiche e nel 2016 ha conferito la laurea magistrale in “Psicologia della comunicazione, del benessere e dell’empowerment”. Appassionato di videogame dalla tenera età di 5 anni, predilige i Gdr, i fantasy e i giochi strategici. Gioco preferito: “The legend of Zelda: The wind waker”