Mario e Sonic – L’importanza di una mascotte

Appena sentiamo la parola NINTENDO, pensiamo subito al buffo idraulico baffone vestito di rosso. Se invece sentiamo la parola SEGA (in ambito videoludico, mi raccomando!) ci viene subito in mente il porcospino blu che sfreccia come una saetta con le sue scarpette rosse, su percorsi boscosi in 16 bit.
Da loro, nasce un universo di personaggi e di storie infinite, che frutteranno all’azienda sempre più idee per nuovi giochi.
Trovare, quindi, un personaggio significativo e porlo come “leader” della testata è fondamentale per riuscire a vendere il prodotto.

LA NASCITA DI SUPER MARIO! – Super in ogni cosa che fa, l’incredibile Mario ha fatto vendere milioni e milioni di giochi e console alla cara e adorata Nintendo. Eppure, è nato per caso: nel 1982 (Campioni del mondo! Ah, no, quella è un’altra storia) uscì il leggendario “Donkey Kong“, gioco dalla trama semplicissima: un idraulico vestito di rosso doveva salvare una principessa, tenuta prigioniera da un gorilla (Donkey Kong, appunto), il quale gli lanciava addosso barili e chi più ne ha, più ne metta. Il videogioco ebbe subito un successo incredibile, e così Miyamoto creò “Super Mario bros.” nel 1983, sfruttando l’onda del successo.
Andando avanti con gli anni, gli addetti al marketing videro che gli utenti compravano le console solo se queste avevano delle esclusive interessanti. Così, i giochi successivi che uscirono per NES o SNES ebbero come protagonista Super Mario, nei vari sequel del videogioco. Si stava, insomma, creando una storia infinita, una trama generale intorno al personaggio, così da renderlo immortale negli anni a venire.

SONIC E LA RIVINCITA SEGA! – Visto l’enorme successo ottenuto da Nintendo, anche SOA (Sega of America, la sede della casa videoludica situata in America) aveva bisogno di una mascotte. Kalinske (qui, nella foto di sinistra), responsabile delle vendite dei videogiochi made SEGA in America, decise che doveva essere il famoso porcospino blu, inizialmente chiamato Mr. Needlemouse e solo successivamente Sonic the Hedgehog, a dover rappresentare l’azienda negli anni a venire. Ma presentare un videogioco a 16 bit con un porcospino blu che corre senza uno scopo è una cosa stupida. Kalinske, allora, ebbe la brillante idea di creare una storia del personaggio, ideando personaggi secondari, amici e boss vari del protagonista. In più modificò sostanzialmente l’aspetto del primissimo abbozzo di Sonic: all’inizio era ritratto con una chitarra elettrica, zanne aguzze e una donna/prostituta accanto. Kalinske adattò l’immagine rendendola piacevole, perchè le persone giocano se riescono ad immedesimarsi nella storia del personaggio, e nel personaggio stesso. Sonic doveva stare simpatico agli americani, per riuscire a vendere il prodotto. E, con la nascita di Sonic, naque una delle più grandi competizioni videoludiche: NINTENDO VS. SEGA (Davide contro Golia, in pratica).

MASCOTTE E MARKETING – Le mascotte sono fondamentali in una società videoludica, per riuscire a guadagnare barche di soldi. La Nintendo, con Super Mario, ha guadagnato, nel 1990, più di 500 milioni di dollari con il terzo capitolo della saga di Super Mario bros. Questo grazie anche ai gadget Mario & friends usciti negli Happy Meal di tutti i McDonalds del mondo. Oggi esiste di tutto, con sopra la faccia di Mario (o anche con le spine del meno acclamato Sonic): da orologi a biscotti, da peluches a fumetti.

 

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By |2017-06-19T14:18:32+00:00dicembre 1st, 2015|Cultura videoludica|0 Comments

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Dottore in Psicologia dello sviluppo e della comunicazione Nato a Brescia (BS) il 24/10/1992. Si è laureato presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia nel 2014 in Scienze e tecniche psicologiche e nel 2016 ha conferito la laurea magistrale in “Psicologia della comunicazione, del benessere e dell’empowerment”. Appassionato di videogame dalla tenera età di 5 anni, predilige i Gdr, i fantasy e i giochi strategici. Gioco preferito: “The legend of Zelda: The wind waker”