Sesso e videogiochi – Quando il piacere diventa digitale

La componente erotica nei videogame si è sempre più evoluta, nel corso degli ultimi decenni. Da seni pixellosi o triangolari (povera Lara) si è passato a vere e proprie scene erotiche in alta risoluzione.
Mettere scene di sesso nei videogiochi, ormai, è consuetudine. Serve in primis, per attirare una numerosa fetta di pubblico (soprattutto maschile). In più, serve per dare maggiore credibilità alla trama del gioco.
Si definisce, infatti, fanservice tutte quelle particolarità inutili (in un videogioco come in un film) che, però, attraggono una folta schiera di gente. Un videogioco in cui è presente una donna vestita di abiti succinti e con una quinta abbondante farà vendere molte copie alla casa videoludica. Mettere scene di sesso (in cui si può intravedere poco o nulla) serve per attirare una grande fetta di pubblico, che magari sceglie di prendere il gioco perchè motivato dal fattore nudità.

ORGASMO TECNOLOGICO VS. ORGASMO VIDEOLUDICO Quando esce sul mercato un nuovo modello di iPhone o quando nasce una nuova Playstation con la grafica superHD in cui puoi vedere pure le ciglia del protagonista, la maggior parte di noi fan della tecnologia proviamo eccitamento. Questo salto di qualità della tecnologia che ci provoca un certo grado di piacere è chiamato orgasmo tecnologico.Ormai, con i nuovi videogiochi in cui il sesso può essere considerato come protagonista vero e proprio, nerd disperati in amore provano davvero orgasmi videoludici. Alcuni videogiochi (soprattutto giapponesi, dannati pervertiti oltreoceano) sono fatti apposta per fornire piacere sessuale ai videogiocatori. E’ il caso di Custom Maid!

CUSTOM MAID & OCULUSCustom Maid è un videogioco erotico nel quale il giocatore deve cercare di fare sesso con le cameriere dell’hotel, in cui si trova. In questo gioco è possibile, ad esempio, creare la propria maid (cameriera) a seconda delle proprie preferenze e perversioni. FREUD SAREBBE FIERO DI COME SI SONO EVOLUTI I VIDEOGIOCHI!
Con l’arrivo dell’Oculus Rift, questi videogiochi venderanno ancora di più. I primi videogiochi disponibili con l’Oculus, infatti, sono o indie horror o veri e propri porno, come Custom Maid 3D.

 

Esistono pure joystick nel quale è possibile inserire il proprio arnese (per gli uomini) e mimare l’atto riproduttivo cercando di sfondare le care e pucciose donzelle che stanno, urlanti, nelle posizioni ai giocatori più congeniali e malate.

QUANDO IL SESSO DA QUEL QUALCOSA IN PIU’! – Ci sono pure videogiochi di vario genere che hanno scene di sesso che arricchiscono trame e sottotrame del gioco.Giochi come Heavy Rain, ad esempio, presentano scene di sesso facendo intravedere piccoli scorci dell’eccitante azione, giusto per rendere più ricca e interessante la storia. Usare il sesso come narrazione è l’ingrediente segreto che fa alzare il voto al videogioco. Piccoli (o grossi eheheh) dettagli che rendono un gioco un capolavoro. In altri giochi, come ad esempio Dragon Age Origins o la saga di GTA, invece, il sesso è un extra: il personaggio può andare a pagare prostitute per semplici piaceri sessuali. Serve a dare un tocco di realtà alle vicende del gioco: un guerriero medioevale dovrà pur svagarsi in qualche modo! Lo stesso vale andando in giro per le vie di San Francisco. In ultima analisi, Catherine è un videogioco horror con piccoli sprazzi di erotismo, nella quale la componente sessuale c’è sia per attrarre i videogiocatori a comprare il gioco, sia per fornire una personalità precisa alla protagonista del videogioco.

Insomma, il sesso nei videogame può essere usato come espediente narrativo che dà qualcosa di più al videogioco, oppure può essere usato semplicemente per attizzare e attirare una grande fetta di pubblico maschile che comprerà il gioco solo per vedere due tette giganti.

 

 

By |2017-06-15T10:26:38+00:00dicembre 17th, 2015|Cultura videoludica|0 Comments

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Dottore in Psicologia dello sviluppo e della comunicazione Nato a Brescia (BS) il 24/10/1992. Si è laureato presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia nel 2014 in Scienze e tecniche psicologiche e nel 2016 ha conferito la laurea magistrale in “Psicologia della comunicazione, del benessere e dell’empowerment”. Appassionato di videogame dalla tenera età di 5 anni, predilige i Gdr, i fantasy e i giochi strategici. Gioco preferito: “The legend of Zelda: The wind waker”