Prima si perde la testa, poi la partita!

Indipendentemente da titolo e genere i videogiochi sono capaci di trasportare forti emozioni e coinvolgere il giocatore nella loro realtà. A lungo sono stati interpretati e giudicati come metodo di sfogo di rabbia o altre emozioni a sfondo ostile, senza riuscire a comprenderne le reali potenzialità e applicazioni. Inutile sottolineare che rabbia o aggressività sono solo alcune delle emozioni e che i videogames non si fermano a questo tipo di interpretazione. Tuttavia oggi ci sentiamo di fare un passo a favore della critica, a modo nostro.
A tutti è successo, probabilmente più spesso di quanto faccia piacere ammettere, di trovarsi ad imprecare davanti ad uno schermo con una manopola in mano. Per colpa della IA di FIFA che ti costringe ad un triplo palo ad un passo dal goal del 2 – 1, piuttosto che per un lag inaspettato durante una partita su BO III che ti condanna a perdere round e match, o per l’ennesimo fallimento nel connettersi al server. I motivi sono e possono essere molti e molto vari, tuttavia le “manifestazioni di dissenso” sono in genere simili e crescenti di intensità e, per chi vede da fuori, di ilarità.
I videogiocatori, infatti, appaiono piuttosto “assenti” con lo sguardo completamente immerso nello schermo, un’attenzione e un coinvolgimento così elevati da rasentare quello di NEO in diretta connessione in Matrix. Definiti buffi e talvolta esagerati nelle loro reazioni, numerosi video su youtube sono galeotti di misfatti come joystick spezzati a mani nude o console che spiccano il volo dalle finestre (importante precisare che una possibilità non esclude l’altra). Ma cosa scatta in un giocatore che ha una reazione del genere?

 

Rabbia. È la prima risposta che viene in mente. A questo punto la domanda diventa: se è così frequente, come può essere impiegata o gestita durante il gioco?
Ovviamente trovare una risposta che si adatti a tutti è impossibile e non è quella l’intenzione di chi scrive. Può essere però interessante riflettere su come arrabbiarsi mentre si gioca, con tutte le crescenti sfumature che la cosa può assumere, non porti necessariamente un vantaggio al giocatore. Come in ogni altra situazione di vita, la rabbia inibisce parte del processo razionale, con il risultato di diminuire notevolmente la lucidità di chi la sperimenta.
Nei videogiochi, dove le dinamiche  sono a volte più “veloci ed immediate” rispetto alla realtà, un momento di rabbia può far perdere la partita o la calma, come nelle suddette prove di volo per console. Fortunatamente anche questa capacità di controllo della rabbia è una delle abilità che si può apprendere e migliorare con l’esercizio, più o meno come ogni altra.
Se pensate ad uno sportivo di alto livello, o se avete la fortuna di conoscere videogiocatori professionisti noterete che la loro attenzione è sempre nel qui e ora, mentre rabbia e frustrazione appartengono più ad una dimensione passata. Il concentrarsi sulla situazione presente e non su “chi ce l’ha con me??!” della situazione trascorsa, oltre ad essere un’ottima soluzione per la gestione di quella stessa rabbia, è anche uno dei metodi più efficaci per riprendere le redini della partita, ricominciando a giocare in tranquillità e come si è capaci.
I videogiochi permettono infatti di sperimentare emozioni forti, che sono tuttavia vincolate alla realtà in cui sono espresse senza avere ripercussioni (esclusi casi estremi e patologici) in quella quotidiana.
Detto questo diventa difficile pensare ad una palestra migliore, anche se così si fosse costretti ad interpretarla, dei videogame per migliorare una simile abilità, all’interno di un contesto protetto, nella speranza di arrivare, un giorno, ad una vera e propria educazione in merito.
Forse siamo un po’ ripetitivi ma … ecco un altro motivo per cui avere un videogioco come amico!!

 

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By |2017-05-08T12:24:38+00:00dicembre 22nd, 2015|Gamer's Mind|0 Comments

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