Etica e videogiochi: la “dipendenza” è colpa del videogiocatore?

Spesso parlando di videogiochi si finisce per arrivare al complesso e spinoso argomento della dipendenza.

I Videogames vengono visti come una minaccia alle vite sociali e personali dei Gamers. Inutile dire che possano ricoprire questo ruolo, ma da cosa dipende?

Ci sono giocatori che sono più inclini alla dipendenza o al gioco compulsivo, ma esiste la possibiltà che i giochi moderni cerchino di fomentare queste dinamiche psicologiche?

Ahimè, le società che sviluppano e distribuiscono videogiochi scelgono di seguire i propri interessi economici.

Prendiamo d’esempio Destiny, titolo di successo della Bungie che registra milioni di giocatori. Appena si prende confidenza col gioco si capisce come, per restare al passo con gli altri e poter apprezzare il gioco nei suoi dettagli, sia necessario prestargli un’attenzione continua, organizzata e studiata.

Ogni giorno si rinnovano le Taglie, piccole missioni da completare per usufruire di punti utili a salire di Grado ed ottenere risorse; ci sono anche Taglie settimanali che richiedono di essere completate tutte per ottenere ricompense speciali. Allo stesso modo ogni giorno viene estratta una modalità Player versus Player: chi vi parteciperà otterrà delle risorse extra. Ci sono anche Missioni giornaliere che seguono lo stesso principio. Salendo di grado e completando le Taglie si ottengono “Strane Monete”, unica risorsa per pagare Xur, mercante di armi, dal quale comprare le armi e le armature più preziose. Questo personaggio ha anche un’altra caratteristica: si presenta solo dal Venerdi mattina alle 10.00 fino a Domenica alle 11.00.  Le “Prove di Osiride” consistono in sfide online tre contro tre; vincere partite in questa modalità permette di accedere ad alcune armi ed armature. Questa modalità è fruibile da Venerdi a Martedi. Ogni mese, per una settimana, c’è lo “Stendardo di Ferro”, modalità Player versus Player online che permette di ottenere punti doppi ed armamenti esclusivi derivati dal tipo di evento.

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Ogni Martedì si “resetta” l’universo di Destiny: sarà possibile fare modalità PvE che danno ricompense speciali ed ottenere “Marchi Leggendari” (una delle tante risorse del gioco, le stesse che vengono dati al giocatore dopo aver completato la modalità giornaliere). Inutile scendere nei dettagli e continuare con l’elenco. Emerge chiara un’intenzione riconducibile a chi ha ideato il gioco: giocare almeno una volta al giorno e, nel weekend, giocare più che puoi!

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Sinceramente non avevo dato molto peso a queste dinamiche fino alle vacanze natalizie e, per un insieme di contingenze, mi sono sentito dipendente. Questa la situazione: sono partito per una vacanza il Lunedì 21 dicembre per tornare il 23, il giorno 24 e il 25 ero a trovare dei parenti e così soltanto il 26 sera sono tornato a casa…finalmente un po’ di spari!

Ma aspetta, è Sabato…c’è Xur! Che arma f**a! compriamola subito…ho circa 4 strane monete… me ne servono 23! Ho circa 12 ore per arrivare a 36 strane monete (c’era anche l’armatura f**a, capitemi). Ma devo anche fare le Taglie giornaliere! e le Taglie settimanali! e ci sono anche le prove di Osiride….Aiuto. “Avrei dovuto giocare di più”, si instaura in me il dubbio: “ma io gioco solo quando ne ho voglia”. Mi ritengo un giocatore responsabile, ma è la prima volta in cui mi sono sentito “oblligato” da un gioco a prestare più attenzione, più tempo di quello che gli dedicherei io stesso.

La mia consapevolezza di questa natura del gioco è maturata dopo essermi trovato in questa situazione. Mi metto per un attimo nei panni di chi ci pensa prima. La prospettiva è abbastanza inquietante, perchè sembra una sorta di dipendenza forzata: se voglio certe cose domani devo giocare.

C’è qualcuno all’interno della casi di produzione di videogames che pensa all’etica nei videogames? C’è una figura professionale che si occupa di tutelare noi giocatori? Seguiranno altri indagini, Stay Tuned

By |2017-05-08T12:24:38+00:00dicembre 29th, 2015|Cultura videoludica|0 Comments

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