I videogiochi non fanno pensare… OBIEZIONE!!! – Phoenix Wright

Si sente spesso e malvolentieri che i videogiochi non aiutino la persona a sviluppare un proprio pensiero. La gente che propone certe affermazioni, probabilmente non ha mai giocato ad un solo videogame in vita sua, dato che molti titoli videoludici aiutano la persona a sviluppare un ottimo pensiero critico, in ogni fase della vita.

Uno di questi videogiochi, che trattiamo in questo articolo, è Phoenix Wright: Ace Attorney, visual novel della Capcom.

AVVOCATO IN AZIONE! – Uscito nel 2001 per il Game Boy Advance (e successivamente per DS), il gioco mostra subito un gameplay particolare. Ci ritroviamo nei panni di un giovane avvocato, Phoenix Wright per l’appunto, col quale dovremo proteggere i nostri numerosi (o almeno così piacerebbe allo squattrinato protagonista) clienti accusati spesso e volentieri di omicidio. Con l’aiuto di Mia, il nostro capo; Maya, sorella del capo e nostra amica; e Gumshoe, il detective della polizia locale, dovremo indagare per cercare il maggior numero di indizi che ci permetta di non far giustiziare l’imputato che ci ritroviamo a dover proteggere. Dovremo smascherare false testimonianze e false accuse, fornite da procuratori e testimoni corrotti. In breve, con ingegno e astuzia (e una buona dose di creatività, perchè no!) riusciremo a smascherare il vero colpevole del delitto, riuscendo a eliminare le accuse sul nostro cliente.

UN ATTIMO!!! PENSIERO CRITICO IN PRIMA LINEA – Come fa una visual novel ad accrescere il pensiero critico del giocatore? Semplice, lo fa ragionare. Perchè quando si gioca a Phoenix Wright, durante i processi si passeranno minuti e minuti a scorrere sullo schermo del ds tutti gli indizi a disposizione, per riuscire a contrastare le parole dette dai testimoni, spesso istruiti a dovere dall’accusa. Scegliere con cura l’indizio appropriato, fare ipotesi (soprattutto mentali) e riuscire a smascherare il vero colpevole servirà ad accrescere le capacità logiche e di ragionamento della persona.
Con Phoenix Wright dovremmo mettere a punto capacità di analisi, trovando relazioni deduttive grazie agli indizi in nostro possesso. Grazie ad inferenze potremo fornire ipotesi e deduzioni per giungere ad una specifica conclusione. Oltre a fornire obiezioni su obiezioni, il giovane avvocato (e il giocatore che lo impersonifica) potrà incalzare i testimoni, cercando di scoprire informazioni aggiuntive quando lo ritiene maggiormente appropriato.

 

PHOENIX, QUANTA ESPRESSIVITA’! – Caratteristica simpatica ma particolare del videogioco consiste nell’enorme mix di espressioni facciali che l’avvocato mostrerà al giocatore durante la sessione videoludica. Col non verbale dell’avvocato potremo capire in poco tempo se siamo sulla strada giusta oppure se stiamo andando totalmente a vuoto e rischiamo di far capitolare tutto il caso.

 

In sintesi, tutta la saga dell’avvocato più vari spin off riguardo altri personaggi servono per potenziare le proprie abilità di ragionamento e di pensiero critico.

 

 

By | 2017-06-19T14:48:44+00:00 gennaio 14th, 2016|Game Analysis|0 Comments

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Dottore in Psicologia dello sviluppo e della comunicazione Nato a Brescia (BS) il 24/10/1992. Si è laureato presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia nel 2014 in Scienze e tecniche psicologiche e nel 2016 ha conferito la laurea magistrale in “Psicologia della comunicazione, del benessere e dell’empowerment”. Appassionato di videogame dalla tenera età di 5 anni, predilige i Gdr, i fantasy e i giochi strategici. Gioco preferito: “The legend of Zelda: The wind waker”