5 modi con cui la psicologia può aiutare uno sviluppatore di videogame

Per chiunque si occupi di programmazione sembrerà assurdo. Cosa c’entra la psicologia con le righe di codice? Ebbene magari un esperto in questa disciplina non sarà in grado di programmarvi il nuovo Final Fantasy, ma sicuramente le sue nozioni in merito alla mente delle persone (i vostri prossimi clienti) potranno farvi comodo…

Psicologia dei videogiochi. Chissà come gli è venuto in mente… E poi, cosa c’entrerà la psicologia con i videogiochi?” Scommetto che a molti è sorta la domanda. E diciamolo, è più che legittima. Dopotutto la psicologia è già una materia un po’ ombrosa, cosa significherà relazionarla ai videogiochi? Ebbene fino ad ora abbiamo risposto alla domanda mostrandovi studi, effetti dei videogiochi sulla mente e sul comportamento e dibattendo contro gli stereotipi che circondano l’universo di essi. Ma questo non basta. Perché se per caso state progettando un videogioco, forse è il caso che sappiate quanto un esperto in psicologia (e videogiochi) possa aiutare il vostro progetto. 

  1. Le persone non parlano “programmatese” – Ci riferiamo ad un fantomatico linguaggio che solo gli sviluppatori parlano e sono in grado di capire. Una sorta di codice segreto, che i comuni mortali non possono concepire. E quale sarebbe il problema? Ecco, diciamo che talvolta i programmatori si dimenticano di tradurre le intenzioni di un programmatore in maniera fluida ed immediata. Il risultato? Bellissimi giochi, e anche bellissime app, che crollano in disuso semplicemente perché la gente “non li capisce”. Ma come? È facilissimo: basta aprire qui, schiacciare qua, inserire un codice ed è fatto! Il mio collega sviluppatore lo capisce al volo. Certo, peccato che la gente comune non parli programmatese… magari rivolgersi ad un esperto in psicologia può aiutare nella difficile traduzione tra intenzioni del programmatore e azioni conseguibili dalla gente (in maniera automatica).
  2. Intuizione, automatismo, semplicità… Usabilità? – Diretta conseguenza del punto uno: se un programmatore ha una mente complessa (e ci credo, provate voi ad imparare tutte le nozioni necessarie a programmare un videogioco), il prodotto di tale mente è difficile che sia semplice ed immediato… Ma avete mai sentito parlare di usability? Altro non è che la facilità con cui l’utilizzatore riesce ad usare la tecnologia che gli interessa. Più un gioco ha un buon livello di usabilità e più ha possibilità di avere successo. Ma a chi chiedere per aumentarla? Magari ad un esperto in psicologia…
  3. Ho un idea bellissima, ma… – Ci siete: avete trovato l’idea più bella del mondo. Semplice, rivoluzionaria e realizzabile. Chi vi può fermare? Perfetto partite, ma strada facendo vi rendete conto che i costi iniziali girano attorno ai 2.000 euro. Ne varrà la pena? La vostra idea piacerà alla gente? Difficile dirlo, ma sapete che uno psicologo dei videogiochi ha i mezzi per valutare l’opinione della gente, indagando cosa vuole, come, quando e perché? Diciamo che questi elementi potrebbero farvi comodo!
  4. Il game design non è tutta questione di grafica – “Creare un bel game design? Facilissimo, ho un amico che fa dei disegni da infarto e io sono in grado di assemblarli in maniera fantastica”. Ecco no, almeno non solo. Come ogni programmatore saprà, il game design si compone di molteplici elementi, tra i quali troviamo il voler elicitare determinate emozioni o sensazioni nei giocatori. Proprio l’emozione sembra essere il motore alla base di ogni gioco: se emoziona “prende”, altrimenti annoia. Perfetto dunque, come emozionare i giocatori? Magari basta mettere insieme un paio di immagini ben presentate, o forse meglio chiedere ad un esperto, che dite?
  5. Correggere il tiro in corsa – Ragazzi, il vostro gioco ha fatto colpo: primo mese di download da far invidia a Clash of Clans, avete veramente trovato cosa piace alla gente. Il secondo mese? Da crisi del 1929. L’entusiasmo della gente cala in fretta, troppo in fretta. Dev’esserci qualcosa che stufa, ma cosa? A questo punto ci sono due possibilità: sperare che il periodo di calo passi, o rivolgersi a qualcuno che ne sa di psicologia dei videogiochi perché possa capire cosa non funziona, segnalarlo e permettervi di sistemarlo. 

Insomma morale della favola un parere da parte di un Game psychologist può fare parecchio comodo. Dunque, perché rischiare? Se hai un’idea che reputi valida contattaci, la psicologia non potrà essere che un valore aggiunto!

 

By |2017-06-13T09:33:39+00:00gennaio 21st, 2016|5 motivi per cui..., Game Design|0 Comments

About the Author: