Hai giocato con il joystick, ora gioca con la faccia

Il mondo dei videogiochi è in costante evoluzione e, come dimostra il nostro sito, pesca sempre più a piene mani dal mondo della psicologia. Una startup americana che si occupa di software di analisi facciale, Affectiva, ha deciso di espandere il proprio bacino d’utenza sviluppando un nuovo videogame chiamato “Nevermind”, in cui la parte più importante sarà la faccia del giocatore, in particolare la sua espressione facciale. “Nevermind” parte infatti da un concetto molto semplice, che è alla base della psicologia: l’espressione facciale è un mezzo di comunicazione che utilizziamo per esprimere il nostro stato emotivo. Se corrughiamo le sopracciglia e digrigniamo i denti allora comunicheremo agli altri di essere arrabbiati, mentre se mostreremo i denti alzando gli angoli della bocca e socchiudendo gli occhi mostreremo di essere felici. Il gioco, sviluppato dallo studio Flying Mollusk, esiste già e permette per il momento di utilizzare il battito cardiaco per monitorare lo stato del giocatore, incrementando la difficoltà dei livelli affrontati con man mano che il battito aumenta.

Di recente è stata aggiunta la possibilità di utilizzare una semplice webcam che, analizzando l’espressione facciale dell’user, può modificare il gioco: se si mostra un’espressione ansiosa o preoccupata, il giocatore si troverà intrappolato in un ambiente pericoloso, dove sarà costretto ad affrontare sfide stressanti. Il software sviluppato da Affectiva analizza l’espressione facciale utilizzando una semplice videocamera installata su un qualsiasi dispositivo e riesce ad assegnare la corretta etichetta emotiva facendo affidamento su un database contenente milioni di espressioni facciali. In questo modo, riesce a distinguere sia le espressioni più frequenti e palesi, come ad esempio il sorriso della gioia o la bocca sollevata asimmetricamente tipica del disgusto, ma riesce a catturare anche stati emotivi meno evidenti, come ad esempio l’ansia.

La soluzione del gioco è molto semplice, basta stare calmi. Quando infatti il battito si normalizza ed il soggetto assume un’espressione neutra o calma, il videogioco eliminerà lo stimolo che genera stress. In questo modo un “semplice” videogioco si trasforma in un valido strumento per la gestione dello stress, data la strettissima correlazione tra il livello di stress esperita dal giocatore e la difficoltà del gioco, che diventerà anche più inquietante. Apprendendo come gestire le proprie emozioni all’interno di un contesto videoludico possiamo imparare nuove strategie, che si applicano poi anche al mondo reale. Siamo in macchina, siamo in ritardo per un appuntamento e c’è traffico: ci lasciamo andare allo stress, arrabbiandoci e sbattendo i pugni contro il volante, o ricordiamo che se manteniamo la calma non spunterà nessun mostro dal cruscotto?

By | 2017-05-08T12:24:35+00:00 marzo 18th, 2016|Games & Technology|0 Comments

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Nato a Milano (MI) il 16/05/1992 e cresciuto a pane e NES, la sua babysitter preferita si chiamava Mega Man. Tra un platform ed un picchiaduro, è riuscito anche a laurearsi in Scienze e Tecniche Psicologiche e a frequentare la magistrale in Psicologia del Benessere... ma il suo sogno rimane distruggere la macchina nel bonus stage di Street Fighter.