Undertale – E’ possibile provare pietà per i mostri?

In questo articolo parleremo del videogioco indie che ha dominato la scena videoludica nel 2015, seppur la grafica molto vecchio stampo.
Sì, stiamo parlando di UNDERTALE.

Undertale è un videogioco di ruolo sviluppato da una sola persona: Toby Fox, il quale ha creato il gioco usando unicamente GameMaker: Studio.
Condito da una trama semplice ma innovativa e da una colonna sonora superba, che ci fa tornare letteralmente indietro di vent’anni, il gioco è diventato un successo globale.
Il tutto per un semplice ma sconvolgente fattore:

POSSIAMO RISPARMIARE I MOSTRI CHE CI SI PARANO DAVANTI.

 

E’ la rivoluzione nel mondo dei gdr, dove siamo sempre stati abituati a sconfiggere e distruggere le strane creature che ci attaccavano, oppure andando ad ucciderle solo per farsi un pò di punti esperienza in più per livellare.

Insomma, i mostri eravamo noi.

LA TRAMA IN BREVE – Sulla Terra, molto tempo fa, erano presenti due razze: umani e mostri. La guerra che scoppiò tra le due razze decretò la vittoria degli umani che intrappolarono i mostri sottoterra grazie ad un potente incantesimo.
Nel presente, un ragazzino cadrà nella buca finendo nel sottosuolo, regno della razza dei mostri. Dopo pochissimi minuti di gioco verremo attaccati da un grazioso fiorellino parlante, che farà di tutto per ucciderci. Verremo tratti in salvo da una sorta di Bianconiglio che ci porterà alla scoperta del mondo dei mostri. Obiettivo del gioco sarà quello di fuggire per tornare a casa, vestendo i panni del povero bambino intrappolato in questo strano e bizzarro mondo.

LA COMUNICAZIONE E’ TUTTO! – La novità più grossa del gioco è una: si può finire anche senza uccidere neanche un mostro (oppure si possono uccidere tutti i mostri presenti, sbloccando un finale alternativo). Uccidere o risparmiare, questo direbbe il moderno Shakespeare!
Nel combattimento abbiamo varie opzioni possibili:

  1. lottare col mostro ed ucciderlo;
  2. comunicare col mostro, scoprendo i suoi punti deboli e i suoi punti di forza, così da farcelo amico ed alleato;
  3. usare degli oggetti (come tutti i gdr);
  4. avere pietà del mostro, lasciandolo stare (una sorta di “fuga” del mondo dei Pokémon).

 

I mostri attaccano perchè spaventati dal ragazzino che impersonifichiamo: un mostro, ai loro occhi. Alla fine il mostro siamo noi, il piccolo ragazzino i cui antenati un tempo hanno fatto razzie e devastato tutta la popolazione del Sottosuolo.

E’ possibile quindi provare empatia per i mostri che, tutto sommato, non vogliono farci realmente male. Sono solo spaventati dal diverso, dallo sconosciuto.

Altre caratteristiche che rendono il gioco indie un capolavoro sono la soundtrack, la grafica stile Earthbound e i finali alternativi, che ci mostrano quanto siamo stati cruenti con la popolazione dei mostri.
Il gioco, in più, romperà numerose volte la quarta parete, facendoci interagire direttamente col protagonista del gioco.

 

Questo videogioco non ha mai avuto grosse pretese. E’ bello vedere che la grafica non deve essere per forza la protagonista assoluta del videogioco, ma che ci sono numerosi elementi che possono determinarne la qualità.

 

Per farvi ingolosire, vi mostriamo il trailer del gioco che ci ha conquistati!

 

[whohit]Undertale – E’ possibile provare pietà per i mostri?[/whohit]
By |2017-06-20T08:26:25+00:00maggio 4th, 2016|Game Analysis|0 Comments

About the Author:

Dottore in Psicologia dello sviluppo e della comunicazione Nato a Brescia (BS) il 24/10/1992. Si è laureato presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia nel 2014 in Scienze e tecniche psicologiche e nel 2016 ha conferito la laurea magistrale in “Psicologia della comunicazione, del benessere e dell’empowerment”. Appassionato di videogame dalla tenera età di 5 anni, predilige i Gdr, i fantasy e i giochi strategici. Gioco preferito: “The legend of Zelda: The wind waker”