Nintendo Switch, ovvero il sogno di ogni videogiocatore

Fate un piccolo sforzo di memoria e ripensate a quando eravate bambini, mentre cercavate in tutti i modi di far spiccare il volo a Mario sulla vostra Nintendo 64… ed immancabilmente arrivava vostra madre che vi diceva che era ora di uscire, per andare chissà dove a fare chissà cosa. Fin da allora, un piccolo sogno è rimasto sopito dentro ognuno di noi: “ma quanto sarebbe bello se potessi continuare a giocare anche fuori?”. A quanto pare Nintendo ha ascoltato le nostre preghiere e, come una manna dal cielo, ha annunciato Nintendo Switch, la nuova console dell’azienda nipponica che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) arrivare a realizzare i nostri desideri a marzo.

 

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Fisso o mobile? Perché scegliere!
Come abbiamo detto, Nintendo Switch realizza un sogno: grazie alla sua struttura modulare, permetterà di giocare sia in casa, utilizzando la console e la Dock Station collegate ad un televisore, sia in piena mobilità, grazie ai Joy-Con. Essenzialmente, comprando una sola console se ne avranno due. In questo modo l’esperienza videoludica diventa ancora più immersiva e non ci saranno più quei finora inevitabili stacchi tra una sessione e l’altra. Immaginate di iniziare una partita la sera sul vostro televisore, stanchi dopo una giornata stressante, e di poterla riprendere la mattina seguente nel tragitto che vi porta al lavoro. E non si parla di giochi per console mobile, che hanno sempre rappresentato una sorta di “fratello minore” (e talvolta anche minorato) delle controparti per console fissa, ma di esperienze di gioco complete, che riescono a coniugare gli aspetti positivi di entrambe le realtà che abbiamo conosciuto finora. E se pensate che sia tutto qui, non avete ancora visto niente…

 

Più joy(stick) per tutti
ci_nintendoswitch_console_image912wL’aspetto modulare di Nintendo Switch non è soltanto una scelta stilistica, comunque azzeccatissima, ma un modo per abolire un altro pilastro dei dispositivi portatili: ad ogni console corrisponde un giocatore. I due Joy-Con sinistro e destro sono realizzati in modo speculare, riportando entrambi il famoso set da quattro tasti A-B-X-Y e la levetta direzionale, e una volta rimossi dalla parte centrale possono essere utilizzati come controller singoli per sessioni di gioco multiplayer, con un aspetto che ricorda quello classico del gamepad NES. Con un solo schermo sarà quindi possibile giocare in due, sia come alleati che come nemici, e grazie al supporto posto sul retro (piccola mossa geniale, lasciatemelo dire) avremo piena visibilità. In questo modo Nintendo conferma la sua voglia di far giocare le persone “in presenza”, di utilizzare i videogiochi anche come importante mezzo per formare e consolidare rapporti, un percorso iniziato ormai decenni fa già con il Game Link e che raggiunge il suo ideale coronamento anche in ambito agonistico, con una console che permette a squadre di giocatori professionisti di allenarsi e sfidarsi in qualunque contesto si trovino. Se invece siete dei lupi solitari, i Joy-Con non vogliono deludervi e rivelano la loro piena potenza anche se giocate da soli: con un’impugnatura che ricorda un po’ quella del Nunchuck della Wii, potrete vivere un’esperienza in prima persona assolutamente indimenticabile!

 

Switch on!
Nintendo parla di Switch affermando che “la trasportabilità di una console portatile si combina con la potenza di una console casalinga”, e non possiamo non esserne felici. Le console portatili hanno sempre rappresentato un mondo a parte rispetto a quelle casalinghe, un mondo che non sempre ha dato il meglio di sé. Con Switch si apre un nuovo modo di pensare ai videogiochi ed in particolare all’esperienza che essi ci offrono, un’esperienza che non deve necessariamente sacrificare la qualità per favorire la libertà di movimento: giusto per non farsi mancare niente, Switch avrà un processore Tegra personalizzato, realizzato in collaborazione con Nvidia. Oltretutto, questa nuova console rappresenta per Nintendo un ulteriore modo per affermare alcuni dei propri valori fondanti con la temerarietà che l’ha sempre caratterizzata: se prima del Game Boy si giocava solo in casa e prima della Wii si giocava solo con le mani, non rimane che attendere per vedere come giocheremo dopo Switch.

By |2017-05-08T12:24:30+00:00ottobre 20th, 2016|Games & Technology|0 Comments

About the Author:

Nato a Milano (MI) il 16/05/1992 e cresciuto a pane e NES, la sua babysitter preferita si chiamava Mega Man. Tra un platform ed un picchiaduro, è riuscito anche a laurearsi in Scienze e Tecniche Psicologiche e a frequentare la magistrale in Psicologia del Benessere... ma il suo sogno rimane distruggere la macchina nel bonus stage di Street Fighter.