Box art: Oriente vs. Occidente

I videogiocatori conoscono benissimo le differenze tra un gioco di ruolo prodotto in Giappone e uno negli USA. La saga di Final Fantasy non potrebbe essere più diversa da quella di Fallout, e questo è riflesso diretto della cultura nella quale sono nati i diversi giochi. Quando un videogioco, però, deve fare il viaggio da un continente all’altro, capita che venga influenzato dalla cultura in cui sbarca. Ne sono esempio alcuni titoli che hanno subito un drastico (o sottile) cambiamento di copertina, per poter essere venduti meglio all’estero.

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Kirby

A pensarci potrebbe far sorridere, ma modifiche simili alle copertine dei giochi di Kirby riguardano moltissimi dei capitoli di cui la simpatica palla rosa è protagonista. Con un piccolo accorgimento, Kirby passa dall’essere stupito ad arrabbiato, solo cambiando il taglio dei suoi occhi: ma perché? Gli USA hanno una cultura più “action centric” rispetto al Giappone, e con questo piccolo dettaglio si cerca di rendere il personaggio più appetibile per il pubblico occidentale.

 

 

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Ratchet and Clank

Qui possiamo osservare il lavoro contrario: se nella copertina originale Ratchet e Clank sono pronti all’azione, nel viaggio oltreoceano si sono addolciti. La copertina giapponese cambia completamente i toni con uno stile molto vicino al manga e colori più vivaci. I ragazzi giapponesi subiscono una forte influenza da manga e anime crescendo, e così facendo si tende ad avvicinare il gioco a ciò a cui sono già abituati a vedere.

 

 

 

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Crash Bash

L’idolo di una generazione cresciuta a pane e Playstation, Crash Bandicoot, viene ridisegnato nella terra del Sol Levante con uno stile più “carino” e stilizzato, quasi fosse una versione chibi di sé stesso. Questo vale generalmente per tutti i suoi giochi, ma in Crash Bash si nota un elemento in più: la quantità di personaggi presenti. Questo riflette molto bene due diverse ideologie, un oriente “character centric” in cui si dà risalto ai personaggi, e un occidente dove il focus è sull’azione e sull’individuo.

 

 

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Ico

La versione originale e quella europea di Ico hanno la stessa copertina, mentre quella americana è stata stravolta in fretta e furia per inserire in primo piano il protagonista mentre impugna un bastone e ridisegnare il volto di Ico rendendolo caucasico, quando nel gioco è chiaramente asiatico. La copertina, ritenuta orribile dai giocatori americani, perde così tutta la componente artistica che tanto caratterizza l’altra versione tanto che questo errore è stato ritenuto determinante delle poche vendite sul mercato americano.

 

 

 

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Kid Icarus Uprising

Qui le modifiche si fanno veramente sottili: la prima differenza che si nota è sicuramente la bocca di Pit, che passa dall’essere aperta a chiusa, dandogli un’espressione più corrucciata, un po’ come viene fatto con gli occhi di Kirby. Ma ci sono altre due piccole ma importanti differenze: i mostri appaiono un poco più grandi così da essere più visibili nel complesso, e sparisce il colore rosa dalle nuvole dietro a Pit, sottili accorgimenti che riflettono la visione occidentale.

 

 

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Megaman 2

Un salto indietro nel tempo per chiudere questo confronto con una coppia di copertine che riassumono praticamente tutte le differenze che abbiamo visto finora: centralità dell’azione/personaggi, stile realistico/manga, toni seri e leggeri. Cominciando da quella giapponese, ci viene presentato un cast di personaggi e nemici molto completo, in cui nessuno predomina sugli altri in maniera inequivocabile; lo stile è chiaramente derivato dai manga, con colori accesi e toni leggeri. La copertina americana rappresenta una scena d’azione, in cui Megaman non è un robot ma un uomo adulto, con una tuta, uno strano casco con visore e armato di pistola, invece che dell’iconico braccio cannone. I nemici a loro volta non ricordano il design dei robot del gioco per un aspetto invece più da persone adulte. Lo stile manga viene abbandonato in favore di un tipo di disegno più realistico e vicino al comic letto dai ragazzi americani.

 

By |2017-05-08T12:24:29+00:00dicembre 1st, 2016|Box Art|1 Comment

About the Author:

Friulano di classe 1991, laureato in Scienze e Tecniche Psicologiche nel marzo 2017 con la tesi "Gli effetti delle rappresentazioni di genere e dei contenuti violenti nei videogiochi sul comportamento". Ho iniziato a giocare all'età di 6 anni con il Sega Mega Drive e da lì non ho più smesso; tra Playstation Xbox PC e Nintendo non mi sono fatto mancare nulla. Mi piacciono gli RPG e gli sparatutto in primis, ma prediligo una forte componente narrativa a un multiplayer competitivo.