Non sai su cosa scrivere la tesi? I videogiochi potrebbero essere la risposta!

Dopo Capodanno si riparte da gennaio, mese in cui lo studente, tendenzialmente in crisi, va ancora più un crisi. Si perché tra gli esami del periodo post natalizio e i progetti da consegnare, per coloro che sono all’ultimo anno del proprio corso di laurea si proietta sul già breve periodo estivo un’ombra inquietante: la tesi di fine ciclo. Una preoccupazione in più che non può che ingigantire la consueta ansia da periodo esami.

Se anche tu ti ritrovi nella breve descrizione presentata sopra forse Horizon Psytech ha la risposta giusta per te. Perché diciamocelo, di scrivere la tesi non ne hai proprio voglia, preferiresti buttarti sul divano, joypad in mano e dedicarti interamente al gioco che ti sei (meritatamente) regalato a Natale. Ebbene, allora non preoccuparti e fai come ti senti perché la tua tesi potrebbe proprio cominciare da lì. Mai pensato di portare come argomento proprio i videogiochi?

Proprio questi ultimi infatti sono sempre più oggetto di interesse da parte del panorama scientifico e culturale, dunque perché non unirti anche tu a questo movimento di studio? I videogame sono un medium relativamente recente, con all’incirca 40 anni di storia alle spalle, ma che necessitano svariati approfondimenti, soprattutto a causa dei forti stereotipi che li circondano. Senza contare che sono stati studiati poco, nonostante il successo ottenuto, e che possono essere analizzati da svariati punti di vista. Tanti da poter diventare l’oggetto di studio di molteplici materie.

Se però quest’introduzione non ti ha ancora fatto accendere la lampadina, ecco alcuni temi che le varie discipline di studio potrebbero affrontare:

  • PSICOLOGIA: Partiamo con il nostro argomento forte. La psicologia, come scienza che studia mente e comportamento degli individui, si sta sempre più avvicinando a queste nuove forme mediatiche e le prospettive per uno studio di ricerca sono molteplici. Partendo dai classici studi sulla relazione tra violenza e videogioco, passando per la documentazione dei miglioramenti di abilità cognitive e arrivando al gaming come mezzo di elaborazione identitaria, le possibilità paiono veramente infinite. Dunque perché non approfondire la relazione tra psicologia e videogame? La vostra tesi sarebbe sicuramente innovativa e sorprendente. Senza contare che Horizon tra bibliografia e altro potrebbe sicuramente darvi una solita base da cui partire…

  • SCIENZE DELL’EDUCAZIONE: questa facoltà è stata scelta come capostipite di tutte quelle materie legate all’aspetto educativo. Oltre ai temi tradizionali che esse trattano, con l’avvento dei nuovi media di cui i videogiochi fanno parte, urge sempre più qualche “pioniere” che si cimenti nel tema della media education, al fine di preparare le nuove generazione al futuro che verrà. Questo tema, in realtà, non è all’avanguardia come sembra: sono diversi gli autori che lo hanno già trattato, anche su suolo italiano ed europeo, ma fatica ad emergere. Ecco perché ricerche che documentano l’importanza e soprattutto l’efficacia di interventi di media education, magari proponendo dei progetti concreti, possono essere una brillante argomentazione in ottica di tesi.
  • SOCIOLOGIA: Non dimentichiamo che il videogioco, in quanto prodotto culturale, può essere oggetto di interesse anche per sociologi e psicologi sociali. Attorno al mondo videoludico infatti, si vengono a creare forme di aggregazione decisamente peculiari come le comunità online o i gruppi di condivisione. Senza contare che esso può essere considerato come mezzo di intermediazione culturale e generazionale. Insomma volete dirmi che i videogiocatori non sono gruppi interessanti da studiare?
  • NEUROSCIENZE: se si considera la neuroscienza cognitiva, ovvero lo studio dei meccanismi neurali coinvolti nel pensiero e nel comportamento, ci si può avvalere di diverse tecniche e metodi per studiare il cervello e la mente in relazione ai videogiochi. I colleghi di Neuropsicotech infatti, ci ricordano che  strumenti come l’elettroencefalogramma (EEG), che rileva l’attività dei neuroni esterni dell’enecefalo, o altri usati per ricavare immagini del cervello e della sua attività, come ad esempio la risonanza magnetica funzionale (fMRI), la tomografia ad emissione di positroni (PET) possono essere adoperati anche in relazione all’utilizzo di videogame. Lo studio del cervello può essere fatto anche stimolando determinate aree del cervello per vedere come queste influiscono sul comportamento e sulla cognizione, questo metodo usa strumenti come la stimolazione magnetica transcranica ripetuta (rTMS) o la stimolazione elettrica transcranica (tES). Con questi strumenti si apre un ventaglio di possibilità molto ampio per studiare il cervello e come quest’ultimo reagisce al gaming. Grazie ai prime tre strumenti è possibile vedere quali aree sono attive mentre il gamer è all’opera, con le ultime due si riesce ad eccitare i neuroni dello strato esterno del cervello e vedere come e se le prestazioni (es. attenzione, memoria, velocità) del giocatore migliorano. Insomma, se oltre ad essere videogiocatori avete anche una passione viscerale per tutto ciò che è neuro-correlato, non avete che da scegliere.
  • INFORMATICA: Inutile dire che la programmazione è la base di qualsiasi videogioco e, probabilmente, è anche inutile ricordare che la realizzazione di un videogame può essere un ottimo argomento di tesi finale. La proposta che lanciamo ai nostri cari programmatori laureandi è quella di formare un team con altri esperti del settore come grafici, psicologi dei videogiochi (perché fidatevi che per comprendere le esigenze del pubblico, ma anche solo per fare da ponte di comunicazione tra figure professionali differenti servono, servono un sacco) e di presentare un prodotto concorrenziale, pronto per il mercato videoludico. Poi se vi dovesse servire una spinta in termini di marketing, c’è sempre la rubrica PSVG gioca a…
  • ECONOMIA: Con un mercato globale che si aggira attorno agli 86 miliardi e che in Italia ha recentemente (2015) superato il miliardo, il videogioco è a tutti gli effetti uno dei fenomeni economici più in crescita degli ultimi anni. Analizzarne le peculiarità, considerarne gli agenti o le prospettive future, come magari la possibilità occupazionale,  potrebbe rivelarsi un tema perfetto per una tesi di ricerca. Anche se in realtà il mercato dei giochi elettronici è talmente vasto e variegato che è difficile citare temi possibili. Se siete economisti e videogiocatori non vi resta che scegliere da che angolatura iniziare l’analisi, ed il gioco è fatto.
  • MARKETING: Ambito e materia a stretto contatto con l’economia, la game industry dei videogiochi è ogni anno più attiva. Marketing management delle aziende videoludiche più grandi e potenti al mondo (quali Sony o Nintendo, tanto per citarne un paio) cercano e inventano strategie per vendere e promuovere il loro prodotto. Per questo motivo si scatenano delle vere console war che vedono compagnie lottare tra loro per accaparrarsi le esclusive migliori. Studiare le strategie, mettendole a confronto e provare a crearne una nuova potrebbe essere un tema perfetto per una tesi sperimentale, magari contattando qualche giovane sviluppatore e programmatore italiano indie.
  • STORIA: Anche se i videogiochi sono un medium relativamente giovane, con poco più di 40 anni di storia ufficiale alle spalle (che possono arrivare a circa 60 se si considera quella “ufficiosa”), hanno vissuto una vita piuttosto variegata. Dalle prime apparizioni, passando per le guerre tra compagnie ed arrivando allo sviluppo dei sistemi operativi, possono essere sicuramente considerati un importantissimo mezzo di condivisione culturale moderna, guadagnandosi di diritto l’accesso nella storia contemporanea. Dunque perché non studiare l’evoluzione del medium videoludico con annesse implicazioni antropologico-culturali? 
  • MATERIE ARTISTICHE: Sono diversi gli autori che riportano il videogioco tra le forme di arte moderna. Dal game design, alla narrazione anche passando per le soundtrack, il prodotto videoludico racchiude al suo interno un articolato sistema di linguaggi artistici più o meno moderni. Senza considerare la proverbiale “Fan Art”, ovvero qualsiasi forma di composizione artistica moderna ispirata dai videogiochi. Dai quadri, alla musica i videogame sono fonte di ispirazione per molti degli artisti contemporanei, dunque perché non presentare un lavoro di tesi seguendo quest’onda?
  • BIOLOGIA, MATEMATICA, FISICA, CHIMICA…: Se studi queste materie non offenderti se abbiamo racchiuso tutte le “scientifiche” all’interno della medesima categoria. In realtà non si vuole mancare di rispetto a nessuno, semplicemente il discorso che verrà fatto può essere analogo per tutte le associate. Sì perché sono sicuro che se anche tu studi una di queste materie hai pensato “ecco, per noi scienziati non c’è mai nulla…” e invece… Il punto comune di queste materie è, fatta eccezione magari per la biologia, è che alla stragrande maggioranza della popolazione sono incomprensibili, o quantomeno ignote, dunque perché non ideare un bel Serious Game per spiegarle alle nuove generazioni? Questo oltre ad essere un lavoro di tesi potrebbe anche essere un progetto imprenditoriale. Ti immagini un videogioco che insegna la chimica?

Insomma, queste sono solo alcune idee, ma come emerge il videogioco può essere a tutti gli effetti un argomento innovativo e interessante per il lavoro di tesi di qualsiasi studente, dunque perché non coniugare il dovere al piacere?

E mi raccomando: se ho dimenticato una materia o dei temi di possibile analisi scrivetemeli in commento! 

By |2017-05-08T12:24:26+00:00gennaio 18th, 2017|Gamification|0 Comments

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