Fran Bow – Luci e Ombre di una Bambina

Fran Bow è un’avventura grafica disturbante e profonda, che racconta la triste storia di una bambina di dieci anni. Fran, dopo aver scorto dalla finestra di casa sua una strana ed oscura creatura dal cranio di capra, sente la madre urlare, e precipitandosi nella stanza dei suoi genitori li vede fatti a pezzi. Alla vista del lago di sangue scappa nel bosco accanto a casa sua insieme al suo gatto, Mr. Midnight, finché sviene per la fatica.

Fran si risveglia in un ospedale psichiatrico, assistita dal Dr. Deern, il quale le fornisce una bottiglietta di pillole chiamate Duotine. Questa sarà la chiave delle nostre azioni di gioco, l’opportunità di passare a piacimento dal mondo normale a quello “estraneo”: quando Fran assume una pillola, il mondo che lei vede cambia, ospitando versioni mostruose delle infermiere, cadaveri in decomposizione, ombre oscure che seguono ogni bambino ospite dell’ospedale, ma soprattutto chiavi per risolvere i puzzle che di volta in volta ci saranno proposti dal gioco, in un continuo passaggio tra i due mondi. I commenti della bambina nei confronti di queste presenze sono tanto oscuri quanto dolci, fatto che contribuisce a delineare l’atmosfera ambigua dell’intero gioco: alla vista di un orsetto di pezza insanguinato che si trascina lungo il corridoio, ad esempio, Fran porta le mani al viso e sorridendo esclama “oh orsetto, stai andando a trovare i tuoi amici?”, più avanti ad uno scheletro di bambina impigliato in un ramo dirà “sei appeso al muro come un quadro, così che tutti ti possano vedere!”.

L’obiettivo del gioco è quello di scappare dall’ospedale per ritrovare l’unico amico rimasto, Mr Midnight, e infine tornare a casa da zia Grace; Mr Midnight sarà simbolo di speranza nelle visoni di Fran, così come il mostro caprino continuerà a minacciarla, contribuendo alla ricorrente dinamica di contrapposizione tra luce e buio, tra speranza e tristezza, tra visione e realtà. Ed eppure questa divisione ha linee confuse, i mondi iniziano a compenetrarsi sin dall’inizio: quando nel mondo oscuro Fran trova e appende una chiave al muro, essa rimane presente anche nel mondo reale; quando l’essere mostruoso, che scopriamo chiamarsi Remor, uccide il portiere dell’ospedale, l’uomo viene visto in piena salute mentre rincorre Fran qualche minuto dopo…farà poi la sua comparsa il vecchio amico immaginario di Fran, una figura ambigua, a metà tra i due mondi: né bianco né nero, è un “grigio” che riesce a spostarsi con agilità tra la realtà e l’ultrarealtà, guidando e proteggendo Fran nell’ultima parte del suo viaggio.

Proseguendo nel gioco, Fran incontrerà creature sempre più inquietanti, sarà sottoposta a compiti sempre più oscuri, e verrà ad un certo punto trasformata in tronco d’albero, ritrovandosi a Ithersta: un mondo colorato e popolato, finalmente, da amichevoli radici antropomorfe, insetti giganti, e draghi. Sarà proprio il drago Palontras a prendersi cura di lei, spiegandole che la sua voglia di vivere era tanta che, non volendo perdere i suoi ricordi, senza rendersene conto ha utilizzato un tronco come crisalide della sua anima. Palontras spiega anche il continuo conflitto tra gli esseri della luce, Valokas, e le creature dell’ombra, Kamalas, di cui Remor è il principe.

Ancora una volta vediamo chiaro il tema della dualità: Fran, attaccata da forze oscure, si rifugia nella natura di Ithersta, delicato e potente simbolo della volontà di vivere. Tuttavia neanche questo mondo è esente da ombre: numerose sono le visioni che tormentano la bambina anche in questo posto di pace, da apparizioni della madre che la chiama a sé con violenza, a se stessa che si getta da un precipizio dopo essersi accusata dell’omicidio dei genitori.

Fran Bow non dà risposte, ci lascia invece una grande quantità di domande aperte: cosa è reale e cosa no? Quelle a cui abbiamo assistito sono solo fantasie di una bambina sconvolta dall’omicidio dei suoi genitori? È il viaggio di una bambina nella sua mente, un rifugio che però non riesce a tenere al di fuori le ombre, che riescono a penetrare anche a Ithersta, o davvero sono coinvolte magie, segreti e complotti? “Non sei pronta per sapere la verità” ripetono più volte Remor e zia Grace nelle visioni di Fran, e forse non lo siamo neanche noi: un viaggio nella psiche danneggiata di una bambina di dieci anni, che oscilla continuamente tra la luce e il buio, tra sanità e pazzia. Deliri, allucinazioni, discorsi e comportamenti disorganizzati, diminuzione dell’espressione delle emozioni, sono tutti sintomi della schizofrenia: la chiusura posteriore dell’abitino giallo pastello di Fran non è nient’altro che una serie di cinghie, molto simili a quelle di una camicia di forza… Affascinante, dolce e terribile.

GIOCABILITA’: 5/5
IMMERSIONE: 3/5
IMPATTO EMOTIVO: 4/5
MOTIVAZIONE: 3/5
CREATIVITA’: 5/5

USER EXPERIENCE: 4/5

By |2017-05-15T14:34:24+00:00marzo 16th, 2017|Game Analysis|0 Comments

About the Author:

Dottoressa in Neuroscienze Nata il 2/10/1991 a Bergamo. Dopo aver trascorso un semestre presso l’Università di Leeds (UK), si laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche presso l’Università di Bergamo, per poi conseguire la specializzazione in Neuroscienze presso l’Università degli Studi di Trento, ottenuta nel 2016. Entusiasta videogiocatrice sin da piccola, partendo da Commander Keen sul computer dello zio e passando per le serie di Pokèmon e Final Fantasy, si specializza poi negli Indie Games per PC. Attualmente è dottoranda presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca, occupandosi di progetti di studio di Realtà Virtuale, User Experience e Serious Gaming.