Night In The Woods – Life is Strange a Possum Springs

Night in The Woods è un gioco eccellente, dall’art style meraviglioso e dalle animazioni eleganti (non a caso è stato supportato, tra gli altri, anche da Klei, creatori di Don’t Starve); riesce così con estrema semplicità a ricreare quelle atmosfere che abbiamo vissuto in Life Is Strange, quell’aura malinconica e sonnacchiosa di una tipica cittadina americana di provincia, in cui accadono e sono accaduti, nel silenzio, orrori e misteri.

Il gioco racconta il ritorno a casa di Mae, gattina ventenne che, partita con grandi speranze per il college, lo abbandona senza aver terminato il primo anno. A Possum Springs, la sua città natale, certamente le cose sono cambiate: i negozi e le pizzerie che frequentava durante il liceo hanno fatto spazio a nuove imprese, e le persone non sono da meno. Mae torna a vivere da mamma e papà, ormai schiacciati dai debiti accumulati da quella tipica classe mediobassa americana, la sua ex migliore amica goth Bea è ormai impegnata socialmente, e Gregg, il suo sbandato amico di infanzia, ora ha una relazione solida con Angus ed un lavoro semistabile, nell’attesa di risparmiare abbastanza per potersi permettere una casa lontana da Possum Springs.

Mae si scontra con il tempo che per lei sembra essersi fermato mentre gli altri sono cresciuti, e con quel passato con cui lei deve ancora fare i conti: l’abbandono del college perché non lo sentiva suo ed il peso, economico e psicologico, che ne deriva per i suoi genitori, una relazione finita male, un incidente violento avvenuto a causa sua, che tutti nominano ma nessuno spiega, la sparizione improvvisa di un suo coetaneo. Mae torna a Possum Springs sperando di trovarci ancora casa sua, un luogo familiare e sicuro contro quel college minaccioso, contro quegli indici puntati, vuole rimanere la liceale che era, con le sue ragazzate, la sua chat e le prove della sua band, stile di vita che non si può però più adattare a chi cerca di mettere insieme i pezzi, a chi vuole rimanere in città per renderla un posto vivibile, a chi cerca di crescere per se stesso e per la persona che ama. Mae è tornata per sconvolgere l’equilibrio che si era formato senza di lei, è un contrappeso che tira i suoi amici indietro, verso il passato.

Non faremo spoiler, ma i quattro ragazzi, insieme all’adolescente Germ, si ritroveranno presto al centro di un mistero che sembra coinvolgere gli abitanti della cittadina in prima persona, e nonostante le differenze metteranno insieme le loro forze per capire cosa stia succedendo alla tranquilla Possum Springs.

Night in The Woods ha un sapore malinconico, dolce-amaro: Possum Springs sembra avere al suo centro un buco nero, “scuro come lo spazio tra le stelle”. Nessuno scappa da quella cittadina di provincia, mentre i suoi abitanti intorpiditi venerano quella forza oscura, che invischia l’umanità delle persone e la loro voglia di Vivere fino alla perdita di qualsiasi significato, spingendo i suoi cittadini ad essere nulla più che sagome, forme, pixel: il fascino decadente di una cittadina che tutti vogliono cambiare ma nessuno ne ha davvero le intenzioni, la voglia e l’impegno necessari. La band suona “Voglio solo morire lontano da qui”: non sappiamo se Gregg riuscirà a trasferirsi con il suo compagno, quello che sappiamo è che Mae, alla fine, sarà molto contenta del nuovo negozio di tacos che ha aperto giù in città…

GIOCABILITA’: 5/5
IMMERSIONE: 4/5
IMPATTO EMOTIVO: 5/5
MOTIVAZIONE: 5/5
CREATIVITA’: 5/5

USER EXPERIENCE: 5/5

By |2017-05-15T14:36:21+00:00aprile 3rd, 2017|Game Analysis|0 Comments

About the Author:

Dottoressa in Neuroscienze Nata il 2/10/1991 a Bergamo. Dopo aver trascorso un semestre presso l’Università di Leeds (UK), si laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche presso l’Università di Bergamo, per poi conseguire la specializzazione in Neuroscienze presso l’Università degli Studi di Trento, ottenuta nel 2016. Entusiasta videogiocatrice sin da piccola, partendo da Commander Keen sul computer dello zio e passando per le serie di Pokèmon e Final Fantasy, si specializza poi negli Indie Games per PC. Attualmente è dottoranda presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca, occupandosi di progetti di studio di Realtà Virtuale, User Experience e Serious Gaming.