ACCOUNTING – Rick and Morty meets The Stanley Parable

Dallo studio Crows Crows Crows di William Pugh, designer di un gioco che ha fatto epoca come The Stanley Parable, e da Justin Roiland, co-creatore di Rick e Morty e voce del conte Limoncello in Adventure Time, non ci si poteva aspettare che un capolavoro delirante e disturbante come è Accounting.

All’inizio di questo gioco ci ritroviamo in un ufficio, dove tramite un interfono veniamo investiti dalle voci di due entusiastici colleghi. I due ci urlano istruzioni a dir poco confuse riguardo al nostro nuovo lavoro da contabili alla Smith & Smitherson, una ditta che, sull’orlo del fallimento, ha deciso improvvisamente di investire nelle tecnologie di realtà virtuale, traendone, per ora, solo grandi speranze di profitto.

Il nostro primo compito è indossare un visore che presumibilmente dovrebbe aumentare la nostra efficienza nella contabilità: a questo punto verremo catapultati in una serie di altri mondi, dove rimarranno costanti un telefono attraverso cui i due personaggi ci urleranno altre istruzioni ed un visore che useremo per spostarci da un mondo all’altro.

Un viaggio sconclusionato in compagnia di strani e gelatinosi abitanti, a metà tra Alice nel Paese delle Meraviglie e Adventure Time, dai ritmi serrati grazie alla sapiente mano dei designer, che colloca elementi, personaggi ed oggetti in modo che, nella nostra (illusa) libera esplorazione non facciamo altro che guai, attirando le ire delle creature e facendo procedere la storia nella direzione voluta dagli autori, con l’illusione di averne le redini. Ancora una volta la conoscenza della user experience resta dunque al primo posto, spingendoci a fare, anzi spingendoci a voler fare cose tremende nel nome del proseguimento della storia.

Conoscere cosa farebbe una persona se lasciata libera di esplorare, toccare, osservare e sperimentare ha permesso agli autori di questa esperienza di farla scorrere in tutta naturalezza, senza confini percepibili, in una co-creazione della storia da parte di designer e giocatore.
Accounting è un capolavoro di 15 minuti per HTC Vive, che lascia confusi e divertiti dalle assurdità a cui siamo stati sottoposti, con quel giusto tocco di gore che ci tiene immersi nel gioco, a bocca aperta.

GIOCABILITA’: 5/5
IMMERSIONE: 5/5
IMPATTO EMOTIVO: 3/5
MOTIVAZIONE: 5/5
CREATIVITA’: 5/5

USER EXPERIENCE: 4,5/5

By |2017-05-15T14:39:25+00:00aprile 18th, 2017|Game Analysis|0 Comments

About the Author:

Dottoressa in Neuroscienze Nata il 2/10/1991 a Bergamo. Dopo aver trascorso un semestre presso l’Università di Leeds (UK), si laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche presso l’Università di Bergamo, per poi conseguire la specializzazione in Neuroscienze presso l’Università degli Studi di Trento, ottenuta nel 2016. Entusiasta videogiocatrice sin da piccola, partendo da Commander Keen sul computer dello zio e passando per le serie di Pokèmon e Final Fantasy, si specializza poi negli Indie Games per PC. Attualmente è dottoranda presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca, occupandosi di progetti di studio di Realtà Virtuale, User Experience e Serious Gaming.