Il ritorno di Lara Croft sul grande schermo

Tomb Raider sta per tornare.
Non solo su console, ma ancora una volta sul grande schermo, e non più con Angelina Jolie come protagonista. È da poco uscito, infatti, il trailer in edizione italiana del film ispirato a una delle serie videoludiche più famose di sempre, che vedrà nel ruolo di Lara Croft l’attrice Alicia Vikander, già vincitrice di un premio Oscar per la sua performance in The Danish Girl. Il film si intitolerà semplicemente Tomb Rider, proprio come il videogioco uscito nel 2013 a cui si ispira. Infatti, questo nuovo film non getterà le sue basi nella serie “classica” di Tomb Raider il cui primo titolo risale al 1996, come il precedente, ma nel suo reboot uscito nel 2013, sviluppato da Crystal Dynamics e pubblicato da Square Enix. Se ve lo siete perso, siamo qui per darvi qualche informazione al riguardo. Potreste scoprire un nuovo gioco d’avventura/azione da comprare a buon prezzo, oppure lasciarvi incuriosire abbastanza da andare al cinema a vedere la sua rappresentazione con attori in carne ed ossa, e valutare quello che si definisce “arte collaterale“.
Parliamo dell’edizione di Tomb Raider uscita nel 2013. Si tratta di un reboot, ovvero del riavvio di una saga, che secondo me ha avuto il merito di non stravolgere eccessivamente i personaggi che hanno animato le edizioni precedentemente. La protagonista resta Lara Croft, la figlia londinese di un magnate avventuriero scomparso, sulle tracce degli ultimi scritti del padre. Avviatasi con una spedizione navale privata su un’isola al largo del Giappone, la nave viene affondata da una violenta tempesta, che costringerà tutti ad un ammaraggio d’emergenza sull’isola stessa, abitata da naufraghi fanatici e poco inclini alla civiltà. Da qui in poi, la giovane e i suoi amici dovranno vedersela contro nemici più agguerriti e affamati che mai, nonché contro eventi sovrannaturali. Elemento caratteristico di questo nuovo capitolo della serie, nonché il suo perno centrale, è il fatto che la protagonista di cui assumeremo il controllo non è (ancora) la Lara che siamo abituati a conoscere: non avremo a che fare con un’eroina arrembante e capace di far fronte da sola davanti a nemici o, più semplicemente, a situazioni avverse: la Lara Croft del 2013 è infatti una “principiante”, un’esploratrice in erba ed impaurita che diventerà sempre più autonoma e capace mano a mano che si progredirà nella storia.
Per quanto mi riguarda, questo è un aspetto decisamente interessante. Al di là del game-play, che ricorda sia la serie di Batman che di Uncharted, l’aspetto che più mi ha colpito, anche dal punto di vista psicologico, è proprio questo: non abbiamo a che fare con un protagonista esperto, capace di far fronte alle avversità, come noi saremmo indirizzati ad immaginarci, ma con una personalità incerta che, dopo aver impattato con eventi tragici, dovrà prendere il controllo della situazione per sopravvivere, grazie anche all’aiuto dei suoi amici. Lara Croft è un marchio storico, tutti si immaginerebbero un’avventuriera esperta che non ha paura di nulla; e invece no, ci troviamo di fronte ad una ragazza poco più che ventenne, impaurita e incerta, ma che sarà capace di crescere interiormente, addossarsi la responsabilità di salvare se stessa e i suoi amici affrontando orde di nemici inferociti in un ambiente selvatico e selvaggio, di cui l’arco e la piccozza che accompagnano Lara (invece che le due “classiche” pistole automatiche) saranno la cifra per l’intero svolgimento del gioco. Un videogioco di formazione a tutti gli effetti.
Confrontando il contenuto del videogioco che tanto mi ha appassionato a quanto emerso dal trailer del film omonimo, credo – sono sicuro – di aspettarmi qualcosa di completamente diverso, o quasi. Dal trailer del film spiccano l’ammaraggio, l’arco, le frecce e la piccozza che tanto hanno caratterizzato il gameplay del videogioco, indicando continuità per quanto riguarda l’ambientazione e le sfide che la protagonista dovrà affrontare. Tuttavia, non sembra emergere così chiaramente il tema della crescita interiore che Lara ha affrontato nel videogame. Anche la fazione nemica è diversa: se nel videogioco si tratta di dispersi fanatici, qui gli antagonisti sono i membri di una società dai loschi fini. La causa del conflitto alla base del film sarà concentrata sul manufatto che il padre voleva ad ogni modo nascondere a questa società. Insomma, le differenze saranno sostanziali. Da sempre, sostengo che un film debba necessariamente essere diverso dalla sua fonte di ispirazione, videogioco o libro che sia. È anche vero che in passato non tutti gli adattamenti da videogioco a film siano stati efficaci. In altri casi, invece, abbiamo avuto a che fare con dei buoni prodotti, pur quanto distanti dalla trama originaria del gioco. È pur vero che i film rimangono nella storia, così come è rimasto nella mia mente l’orribile adattamento cinematografico di Super Mario. Dal giorno in cui l’ho visto in poi, l’idea di un film ispirato al gioco mi ha fatto molta più paura di quanto non me l’avesse mai fatta. In questo caso, saranno riusciti a fare un buon film basato su Tomb Raider oppure no? Da un lato sono curioso, dall’altra spaventato. In un modo o nell’altro, penso che, comunque, guarderò quel film.

By |2017-09-20T18:16:18+00:00settembre 20th, 2017|Cultura pop e videogame|0 Comments

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