Questi tre giorni di Milan Games Week sono ormai passati, e cos’è rimasto? Questo è un resoconto per chi c’era, per chi non c‘era e per chi avrebbe voluto esserci. Per la prima volta la fiera si è spostata negli spazi di Fiera Milano Rho, ritagliandosi uno spazio più ampio ma che è stato riempito fino all’orlo da un’orda di gamers che non vedevano l’ora di provare i titoli in uscita, come Call of Duty WWII, Far Cry 5, Super Mario Odissey, la nuova Xbox One X e decine di altre novità.


La mia prima visita l’ho dedicata allo stand di Ubisoft Milano e del nuovo Mario + Rabbids Kingdom Battle, che per me significava anche il mio primo approccio con Nintendo Switch. Nonostante la mia resistenza iniziale nei confronti dei Rabbid, mi sono subito appassionato al gameplay del titolo, un validissimo strategico a turni in cui controlleremo un team di 4 personaggi a scelta tra star della saga di Super Mario e le loro controparti Rabbid, ognuno con le proprie abilità e armi specifiche da utilizzare contro dei Rabbid malvagi. Il paragone con XCOM è inevitabile e da fan dei recenti capitoli ho apprezzato molto l’approccio di Ubisoft al genere, con un sistema di movimento molto soddisfacente e nemici vari e ben definiti. Un altro titolo Ubisoft su cui ho messo le mani per una prova è stato Far Cry 5: sebbene l’ambientazione rurale americana mi piaccia di più delle distanti giungle tropicali e montagne himalayane, la versione che ho potuto provare aveva un serio problema di input lag (nell’ordine dei 0,5 secondi) e prima di riuscire ad essere efficace in combattimento il tempo a mia disposizione era esaurito. In seguito, negli stand Xbox, ho potuto fare un confronto: ho provato prima Forza Motorsport 7 sulla Xbox One S e in seguito ho assistito alla presentazione della One X e ho deciso di riprovare Forza 7 per vedere le differenze. Visto dal vivo il divario è netto ed evidente, con la versione per One X più nitida, fluida e ricca di dettagli, come ad esempio negli effetti particellari della sabbia di Dubai.


Una perla che però purtroppo non ho potuto giocare (ma di cui ho avidamente osservato gameplay di altre persone) è Detroit: Become Human, titolo PS4 sviluppato dal team di Heavy Rain. La demo, la stessa presentata all’E3, si concludeva sempre alla stessa maniera, con uno stallo con ostaggio sul tetto di un palazzo: ho notato però che le scelte dei giocatori influenzavano il risultato e che chi provava la demo poi andava a confrontarsi con altri giocatori: chi raccontava di aver sparato al rapitore, chi di averlo convinto a rilasciare l’ostaggio, e chi si era ritrovato con il rapitore che salta nel vuoto assieme alla povera ragazza. Altra esclusiva PS4 promettente è Days Gone, titolo zombesco di cui ho assistito a una dimostrazione live: mi è piaciuto l’approccio preso dal presentatore, che ha ingannato i nemici e ha sfruttato l’ambiente a suo vantaggio, lasciando evidente però che non sia l’unico modo di proseguire. Sentimento opposto per Spiderman, che mi è parso fin da subito adrenalinico e cinematografico ma che toglie l’azione dalle mani del giocatore esagerando fin troppo con i Quick Time Events.
La zona Activision mi ha offerto un match multiplayer di CoD WWII: la mia squadra ha perso, ma ci siamo battuti con onore! L’esperienza mi è sembrata un ritorno ai fasti del primo Modern Warfare, è sempre chiaramente un Call of Duty ma lascia perdere gli esoscheletri, il movimento alla Titanfall e (spero vivamente di non essere contraddetto) le skin atroci. A fianco dello stand Activison c’erano i ragazzi di Frogbyte, ospitati da The Games Machine, con 6 postazioni pc per provare liberamente FIFA 18, Total War Warhammer 2 e per partecipare ai vari tornei di DOOM e Forza Motorsport 6. Tornei che, non senza una punta di orgoglio, posso dire di aver vinto entrambi!

Tra un titolone e l’altro mi sono poi concesso qualche minuto per gli indie games. Perchè non dare un pò di fiducia ai nostri programmatori nostrani? Da questo pensiero quasi patriottico sono nate varie esperienze di gioco. Su tutte mi ha particolarmente stuzzicato Blind, un gioco in realtà virtuale prodotto da un team torinese, che racconta l’oscura vicenda di una ragazza che per motivi ignoti si trova intrappolata in un oscuro maniero in compagnia di un misterioso individuo; e Diamonst, un gioco RPG in realtà aumentata che si propone di sobbarcare il ben più noto Pokèmon Go. Il paragone, tuttavia, può essere fatto semplicemente a livello grafico, in quanto Diamonst sembra essere decisamente più complesso rispetto al titolo Niantic: combattimenti, strategia, leveling dei piccoli mostri… insomma, tutto quello che un amante degli RPG può chiedere!
Degno di nota anche Beyond the Sky, nostalgico gioco di ruolo basato su enigmi tutt’altro che scontati.

Nella giornata conclusiva della fiera, io e gli altri membri di Horizon abbiamo poi assistito ad una conferenza riguardo “Videogiochi Positivi“, tenuta dalla dott.ssa e collega psicologa Federica Pallavicini, con cui collaboriamo da Gennaio 2017 ad alcuni esperimenti coi videogiochi in Bicocca. Durante la conferenza ci ha spiegato la storia della realtà virtuale e, in particolar modo, di come essa cambi radicalmente l’esperienza di gioco dell’utente, facendolo immergere molto di più nel mondo virtuale.

Se avete curiosità, volete approfondire qualche gioco già trattato o saperne di più chiedete pure nei commenti. Altri giochi da me provati sono stati: Age of Empires Definitive Edition, Agents of Maythem, Bravo Team (Ps Vr), Slaps and Beans, Uncharted: L’eredità perduta, WRC 7, Warhammer Total War 2 e Zelda Breath of the Wild.