Coming Out Simulator: riesci ad accettare te stesso?

Vi ricordate Nick Case? L’autore di Indie Games come We Are What We Behold e The Evolution of Trust?

Scavando sul suo sito ho scoperto di avere a che fare con una persona estremamente attenta alla dimensione sociale che ci circonda: i suoi giochi sono moderni, analitici e riescono a spiegare in maniera semplice concetti complessi come linfluenza sociale e l’effetto dei social media.

Mentre provavo i suoi geniali e simpatici giochini, mi sono imbattuto in Coming Out Simulator.

Coming Out Simulator è uno spaccato di storia di Nick, è il suo coming out raccontato al mondo tramite un videogioco. Per chi non lo sapesse, con coming out intendiamo l’azione con cui una persona decide di dichiarare volontariamente il proprio orientamento sessuale e/o la propria identità di genere.

In Coming Out Simulator entreremo nei panni di Nick durante il suo coming out in famiglia. In questi brevi 20 minuti di gioco potremmo immedesimarci con il protagonista e guidarlo verso quelle che noi pensiamo siano le scelte migliori. Infatti il gioco si compone di scelte multiple che (apparentemente) influenzeranno la storia del gioco.

Anno  2010: Nick è al telefono col suo fidanzato. Dopo uno scambio di battute su un film visto insieme, il protagonista promette di dichiararsi alla famiglia quella sera stessa. Durante la cena facciamo conoscenza della signora e del signor Case: genitori asiatici molto interessati ai progressi scolastici del figlio ma meno al suo benessere personale.
Mamma Case si dimostra poco attenta ai bisogni del figlio, contrapponendoli ad un suo desiderio di successo proiettato su Nick. Papà Case è “colui che porta i pantaloni in casa”, lo stereotipico uomo di casa con un buon lavoro, un buon reddito e una buona dose di dominanza e prepotenza.

Entrambi i genitori non accettano l’omosessualità del figlio, ma in maniera diversa. Se mamma Case si dimostra terrorizzata e disgustata al pensiero, papà Case semplicemente non  lo accetta e questo suo imporsi sul figlio alla fine lascerà un segno….

Al termine di quella che si dimostrerà essere una narrazione toccante ed estremamente personale, ci verrà spiegato che il gioco è una rievocazione verosimile di quello che è stato il reale coming out di Nick Case. Alcuni elementi corrispondono alla realtà, altri sono stati ricreati apposta per dare fluidità alla storia.

Come uomo omosessuale che ha già compiuto il suo percorso dichiarativo verso se stesso ed il mondo, è facile per me immedesimarmi nel gioco. Per chiunque avesse compiuto un percorso di coming out questo gioco corrisponde ad un tuffo nel passato; per quanto possano essere diverse le nostre dinamiche da quelle di Case, tutti noi abbiamo dovuto affrontare la nostra famiglia, siamo dovuti passare da una situazione di segretezza come rifugio ad un’esposizione terrificante alla realtà. Abbiamo tutti avuto paura, una paura che sale dalla pancia e si artiglia a noi facendoci sempre rimandare finché non ci siamo sentiti più “pronti”.

Coming Out Simulator è un flashback, un ricordo indelebile dell’inizio di un percorso e del coraggio necessario per fare quel primo, grande e terrificante passo verso l’accettazione di sè stessi.

By |2018-01-29T10:23:07+00:00dicembre 3rd, 2017|Pixels for equality|0 Comments

About the Author:

Nato a Scandiano (RE) nel 1992, fui pseudo-veneto per 5 anni a Padova per poi trasferirmi a Monza e diventare definitivamente lumbard. Sono laureato in Psicologia Sociale, del Lavoro e della Comunicazione a Padova da Novembre 2016. Da quando mi hanno regalato una ps1 nel lontano 1999 non ho mai smesso di giocare ai videogiochi. Prediligo gli RPG ma sono pochi i giochi a cui non giocherei.