La Prospettiva di un Console Player

Nella maggior parte delle aree tecnologiche si è sempre assistito a dei veri e propri dualismi che sono spesso sfociati in “guerre di religione” e che in alcuni casi durano tutt’ora come nel caso di Mac vs PC (area Computer) e Android vs iOS (area Mobile) mentre, nel mondo dei videogiochi, il motivo di scontro riguarda le piattaforme, in particolare Console vs Pc .

Questo argomento è da sempre molto dibattuto e tuttora non risulta esserci un vero e proprio  vincitore:
sono le abitudini e le preferenze dei videogiocatori a fare la differenza.

È chiaro che nulla vieta ai videogiocatori di possedere entrambe le piattaforme e di poter giovare di una delle due a seconda delle necessità. Tuttavia, a maggior ragione in questa circostanza, queste persone si saranno trovate nella condizione di dover necessariamente scegliere se affrontare un gioco su console o su pc oppure se preferire il controller o il mouse come metodo di input.

Il nostro scopo è quello di analizzare da un punto di vista particolare questo dualismo e pertanto usciranno su questo argomento due articoli:

Il Primo scritto da un Console Player da sempre, Marco Giordano Muratore ed il secondo scritto da un PC Gamer da altrettanto tempo, Roberto Parnasso.

Prima di scrivere gli articoli i due redattori si sono confrontati per fare in modo che fossero condivisi i punti di forza ma soprattutto le criticità delle due piattaforme per risultare il più obiettivi possibile.
Quindi in questo caso vi è stata “pace” tra i due schieramenti per dimostrare come essi possano convivere senza scontri apprezzando gli aspetti positivi di entrambi ed essere a conoscenza anche dei rispettivi limiti.

È praticamente impossibile che in qualsiasi confronto che avvenga tra due oggetti, filosofie, punti di vista o qualsiasi altra cosa vi sia una verità inconfutabile così come solo pregi da un lato ed esclusivamente difetti dall’altro.

Generalmente le nostre preferenze sono dovute ad abitudini ed esperienza.

Ho cominciato a giocare con le console all’età di quattro anni e non nego che da lì in poi la mia preferenza tra quella piattaforma e i PC sia sempre ricaduta sulla prima.
Mi è capitato anche spesso di giocare al computer di conseguenza non sono del tutto estraneo a questo mondo e proprio partendo da questo fatto consiglio a tutti, se vi è la possibilità, di testare entrambe le soluzioni per poi arrivare a maturare una preferenza che sia frutto di un ragionamento approfondito non dettato da un tifo incondizionato e carente di esperienza.

Questo articolo è pensato per creare concordanza tra i due schieramenti (anche se già questo termine può suonare come un qualcosa che rimandi ad uno scontro) analizzando i Pro e i Contro di ciascuna piattaforma per fare chiarezza e sfatare alcuni miti ormai radicati da entrambi i lati.

Il Mondo Console

 Mentre il PC Gaming è esclusiva pressoché incontrastata di Microsoft con il suo sistema operativo Windows (seppur MacOS e Linux stiano cominciando ad approfondire maggiormente l’argomento),

il Mondo Console è diviso in una Triarchia ormai consolidata, iniziata più di 15 anni fa (era la fine del 2001 quando la Microsoft presentava la prima Xbox).

Mentre Nintendo fin dagli anni ottanta la faceva da padrona nel mondo console con dispositivi sia fissi che portatili, Sony incontrava un successo strepitoso con la prima Playstation lanciata nel 1994-5 per poi essere inseguita dalla Microsoft, entrata di prepotenza nel mercato console nei primi anni 2000 poiché, a loro dire, la Sony avrebbe potuto contrastare l’assoluto dominio della casa di Redmond nel mercato PC.
Successi o meno è chiaro a tutti che Nintendo, Sony e Microsoft la facciano da padrone in questo settore spartendosi tra loro tutti i ricavi hardware.

Il mio obiettivo tuttavia non è di parlare della storia delle console ma evidenziare i pregi dell’oggetto in sé: un prodotto informatico dotato di hardware e software dedicati ad un solo scopo: rendere al meglio sotto il profilo della resa grafica di giochi 3D, facendo divertire gli utilizzatori ma soprattutto standardizzando l’esperienza in maniera tale che non vi sia differenze tra un giocatore ed un altro.

Comincerò analizzando i vantaggi dell’utilizzo di una console come piattaforma di gioco:

  1. Hardware e Software Dedicati

Come già anticipato prima, uno degli innegabili vantaggi della Console è l’ecosistema in cui nasce.

Gli ingegneri hanno l’obiettivo di trovare un hardware performante che permetta di rendere al meglio, pur mantenendo non troppo elevati i costi di produzione, la resa grafica dei giochi 3D.
Tuttavia bisogna ricordare che si deve trattare di un hardware che garantisca un supporto lungo e sicuro negli anni poiché le console, di norma, hanno una durata dai 5 ai 7 anni e, la scelta di un hardware sufficiente prestazionale nell’anno di progettazione e per pochi anni a venire, non si rivelerebbe adeguato a durare un tempo così lungo.

Oltre ad avere un processore ad elevate prestazioni, un quantitativo di RAM adeguato anche ai giochi più pesanti e una scheda video performante questi devono essere inseriti in una struttura adeguata all’uso e pronta a supportare alte temperature grazie ad un adeguato raffreddamento.
Non ultimo sarà necessario dotare la console di un design preferibilmente accattivante poiché quell’oggetto sarà esposto in bella vista nella casa del futuro acquirente.

Il controller stesso è studiato per fornire la massima ergonomia e reattività nonché per garantire efficienza ed affidabilità nella moltitudine di giochi diversi che saranno commercializzati per la console e che, a differenza delle tastiere, permette di avere tutti i tasti dedicati al gioco in un unico device compatto.

Il vantaggio vero di una console non è dato dal solo hardware ma dal connubio, che dovrà essere una vera simbiosi, con il software.
Quest’ultimo ha un solo scopo: permettere un’ottima resa dell’hardware a fronte di ingenti richieste grafiche da parte dei giochi più avanzati.
Per far ciò il software ed il linguaggio di programmazione che si trovano dietro ad esso dovranno essere studiati appositamente per permettere allo sviluppatore di sfruttare al massimo le componenti hardware della piattaforma.

Per fare un esempio concreto dell’appeal che un ecosistema dedicato garantisce agli sviluppatori basti pensare al successo di PlayStation VR: nonostante le caratteristiche tecniche oggettivamente inferiori rispetto a quelle di HTC Vive e Oculus Rift, il poter contare sulla grande piattaforma di PS4 esistente in commercio e su due sole configurazioni hardware (PS4 e PS4 Pro) ha permesso un grande successo da parte di Sony la quale, da sola, ha quasi il 50% del mercato VR e una qualità di giochi tripla A adattati alla realtà virtuale mediamente superiore alla controparte PC.
Non va dimenticato il fatto che l’aver fatto ricorso a un hardware in assoluto meno prestazionale rispetto alla piattaforma computer ha consentito di limitare i costi a tutto vantaggio del prezzo finale.

  1. Esclusive

Il discorso software non finisce qui ma è bene ricollegarlo ad un argomento fondamentale che fa della console una piattaforma di gioco particolarmente performante.

È innegabile dunque che, vista dall’esterno, la componentistica hardware di una console è spesso inferiore rispetto alla controparte PC e che può inoltre vantare di un aggiornamento continuo generalmente annuale mentre le console, come detto in precedenza, rimangono pressoché immutate in tutto il periodo di vita della generazione di appartenenza
(discorso a parte per le recenti PS4 PRO e Xbox One X, come trattato nell’articolo sul nuovo orizzonte dei videogiochi).

Il discorso si potrebbe chiudere qui se non fosse che le case produttrici di Console fanno del loro ecosistema dedicato un punto di forza da sfruttare attirando le software house esterne o creando in house giochi esclusivi per la propria piattaforma.

Immaginiamoci il punto di vista di una software house:
lo scopo è quello di produrre un gioco innovativo e interessante, dotato di una buona grafica, dalle buone performance, fruibile online e che permetta una buona retribuzione in fase di vendita.
Al di là del gioco in sé e del suo contenuto che dipende dai direttori artistici, entriamo nel dettaglio della realizzazione dal punto di vista informatico: le console, con il loro stretto connubio hardware e software permettono di sfruttare al massimo tutte le risorse a disposizione.

Prendiamo ad esempio la Nintendo Switch che, sulla carta, ha un hardware non esattamente “al top”.
Conoscendo esattamente il numero di Core di cui è dotato il processore, la frequenza dello stesso, il quantitativo di RAM,
le capacità grafiche e potendo contare sulle API Nintendo dedicate ed ottimizzate esclusivamente per quella configurazione hardware il risultato può essere qualcosa che, visto senza pregiudizi di parte, lascia senza parole.
È giusto aggiungere che i giochi per Console hanno una stabilità migliore rispetto alla controparte, da poco si sono aperti al mondo delle mod (prima dominio incontrastato del PC) e non vanno incontro al problema diffuso della pirateria.

Esclusive a parte, va anche detto che i vantaggi dell’HW e SW dedicati si possono vedere anche su giochi cross platform e, prendendo sempre ad esempio l’ultima console di Nintendo, possono portare a risultati altrettanto eclatanti, rendendosi paragonabile alle prestazioni di PC, sulla carta, ben più potenti.
Uno di questi casi è rappresentato da Skyrim Special Edition che richiede come requisiti minimi su PC una configurazione con Intel i5, 8gb di RAM e almeno 1 gb di memoria video dedicata mentre Switch, pur avendo soltanto un processore con poco più di 1 GHz di frequenza e soli 4 gb di RAM, riesce a rendere in maniera ottimale e riesce a sfruttare alcune sue features esclusive quali i controller Joycon.

  1. Multiplayer in locale

Fin dagli albori le console si sono diffuse nell’ambiente familiare perché permettevano di aggregare i membri della famiglia o gli amici con uno scopo comune: il divertimento.
Il controller, un oggetto semplice ed allo stesso tempo immediato, ha sempre permesso a persone di tutte le età di giocare avendo tutti i tasti con cui controllare il gioco in un unico dispositivo ergonomico da tenere in mano.

Vi sono varie modalità di multiplayer ed esse dipendono, come spesso accade, dalla preferenza dei giocatori: c’è chi ama replicare le gesta sportive dei propri beniamini con i propri amici o chi vuole vivere una vera e propria avventura in un mondo fantastico.
Ultimamente i giochi multiplayer sono meno diffusi rispetto alle precedenti generazioni: basti pensare ai tempi della PlayStation 2 dove, anche i giochi che sembravano meno indicati, integravano una spesso abbozzata modalità multiplayer.

La verità è che questa tipologia di giochi non sta sparendo, ma più che sulla quantità si sta virando verso la qualità.

La Nintendo, per sua natura, si è sempre indirizzata verso un “pubblico multiplayer”, come con la Wii, vincitrice assoluta in termini di vendite nella settima generazione (contro avversarie del calibro di PlayStation 3 e Xbox 360), e ora con la Switch, dotata di due Joycon, all’occorrenza controller 1 e controller 2, sta cercando di ripercorrere le orme della sua antenata.

Per avvalorare la tesi dell’attualità del multiplayer locale, al di fuori degli intramontabili titoli di calcio o di guerra, è in arrivo un nuovo gioco multiplayer d’avventura da giocare con un amico, seduti sullo stesso divano e con due controller in mano:
A Way Out.

  1. Costo e Durata

 Uno dei fattori che fa protendere verso l’acquisto di una console è proprio il costo.
Dal punto di vista della mera spesa, a partire dal day-one (salvo rare eccezioni come l’elevato costo iniziale di PS3), il prezzo delle console, indifferentemente dalla marca, si trova al di sotto dei 500€.
Inoltre capita spesso che le grandi catene di elettronica (virtuali o fisiche che siano) offrano sconti che fanno abbassare di molto il prezzo oppure permettono l’acquisto di bundle contenenti la Console più un gioco che, preso singolarmente, costerebbe certamente di più.
Va ricordato anche che catene specifiche del mondo dei videogiochi applicano spesso grandi sconti sul prezzo di listino del nuovo prodotto per chi permuta la console della generazione precedente.

Facendo un ragionamento prettamente economico bisogna anche riflettere sulla durata del prodotto: se una console ci permette mediamente di fare 7 anni di uso continuo pagandola 400€ il costo annuo sarebbe di circa 57 euro, meno del prezzo di un gioco appena uscito.
Prendendo ad esempio la console più costosa del mercato, l’Xbox One X (500€), e immaginando la peggiore delle ipotesi, ovvero un supporto di 5 anni, avremmo pagato il prodotto 100€ l’anno garantendoci ottime prestazioni.

Ragionando per la controparte PC l’equivalente in termini di resa grafica della sopracitata console verrebbe a costare almeno 200€ in più (parlando di postazioni fisse autoassemblate senza contare il costo del monitor e della licenza Windows) e probabilmente non garantirebbe sempre un elevato livello di prestazioni dal primo all’ultimo anno di vita senza dover ricorrere ad aggiornamenti hardware.
Non va omesso che tendenzialmente i titoli PC subiscono una flessione nei prezzi generalmente più rapida ed una quantità di sconti sulla piattaforma Steam che in media supera la controparte console.
D’altro canto mentre i computer contano quasi esclusivamente sulle copie digitali dei giochi, le console utilizzano ancora spesso copie fisiche che possono essere rivendute.

  1. Affidabilità e Facilità d’Uso

 Le console sono affidabili, questo è un dato di fatto.
È assai raro trovare un difetto nell’hardware delle console e ricorrere all’assistenza del produttore.
Per chi conosce l’ambito faticherà a trovare un conoscente o a essere incappato personalmente in una problematica che ha comportato la riparazione o sostituzione del prodotto.
Se anche fosse accaduto le tre principali casi produttrici di console hanno un servizio assistenza molto affidabile e professionale che permette di risolvere la problematica in tempi rapidissimi tramite i rivenditori attraverso le quali il prodotto è stato venduto.

D’altro canto i PC avendo una moltitudine di produttori, spesso con servizi assistenza non eccelsi nel territorio italiano o del tutto assenti (nel caso di computer da importazione o autoassemblati con pezzi usati) non possono contare su questa sicurezza dal punto di vista dell’affidabilità.
Non potendo chiaramente analizzare i vari produttori PC in quanto ad indice di rotture, posso con sicurezza affermare, ricollegandomi al discorso fatto ad inizio articolo, che un hardware in configurazione unica, sviluppato con il solo scopo di riprodurre contenuti videoludici (ovvero quello delle console), ha un livello di affidabilità certamente superiore alla media dei PC siano essi da gaming o meno.

Per quanto riguarda la facilità d’uso è innegabile che si tratti di un ambito dove le console la fanno da padrone.
Riassumendo in soldoni: premo il tasto di accensione, inserisco il cd e gioco.
C’è da dire che via via col passare delle generazioni questo percorso non sia più del tutto veritiero perché anche nel caso delle console si è affetti dal cosiddetto problema delle patch del day-one ed i giochi, specialmente quelli scaricati in versione digitale, necessitano di una lunga attesa per l’istallazione spesso dovuta alla lentezza media delle connessioni internet italiane.

Tuttavia va segnalato che, in alcuni casi, le console permettono di giocare mentre ancora non è del tutto terminata l’istallazione e questo è un buon punto a favore.
Il software delle console è pensato per orientare il giocatore subito al proprio scopo: videogiocare.
Nelle ultime due generazioni abbiamo assistito ad una crescita esponenziale delle app per console ma esse non influiscono minimamente sulle prestazioni di un sistema interamente dedicato al gioco.

Stesso discorso non si può fare per i PC che, indifferentemente dal sistema operativo che montano, devono far fronte a molteplici operazioni “sotterranee” di vari programmi essenziali per il funzionamento di una macchina che non ha come unico scopo il gioco.

In aggiunta va detto che la console permette un’esperienza di gioco cosiddetta “imposta” dall’ideatore dove quasi mai è possibile variare le impostazioni grafiche ma che, salvo rarissime eccezioni, non vanno incontro a problemi di performance e garantiscono un’esperienza lineare dall’inizio alla fine dove il giocatore si deve preoccupare semplicemente dell’atmosfera all’interno della quale viene catapultato.

Il proprietario di una console non dovrà preoccuparsi di crash e problemi di driver, di compatibilità o di ottimizzazione.


È ora il tempo dei contro: probabilmente la parte più difficile da scrivere e da evidenziare ma, come in tutte le cose vi sono sempre degli aspetti negativi e, essendomi posto lo scopo di essere il più obiettivo possibile, ci metterò il medesimo impegno che ho utilizzato per parlare dei punti positivi.

  1. Perdita prestazioni nel tempo

Questo titolo, letto da solo, potrebbe apparire fuorviante.
Non stiamo parlando del fatto che le console, con il passare degli anni, rendano meno su determinati giochi bensì esattamente l’opposto.
Le console renderanno in maniera sempre uguale giocando a determinati titoli ma, più il tempo avanza, più gli sviluppatori devono tener conto dell’hardware non più attuale.

Per far comprendere maggiormente ai lettori questo concetto pongo l’esempio delle console Microsoft e Sony della settima generazione: la Xbox 360 e la Playstation 3.
Entrambe sono state presentate nel 2005 (attenzione a distinguere la data di presentazione dalla commercializzazione nel caso di PS3) e sostituite nel 2013.
Stiamo parlando di prodotti che hanno quindi avuto un ciclo di vita e produzione di quasi otto anni.
Apparirà chiaro che le esigenze in termini di resa grafica del 2005 non sono le medesime del 2013.
Entrambe le console erano dotate di 512 mb di ram che, nel 2013, andavano un po’ strettine agli sviluppatori basti vedere il confronto di resa grafica tra Skyrim e GTA V versione console contro la versione PC.

Tuttavia, ad onor del vero, non sempre l’hardware datato risulta essere uno scoglio per i programmatori: conoscendo ormai ogni dettaglio della console e avendo pubblicato un gran numero di giochi si conoscono in maniera molto approfondita i limiti della piattaforma quindi il fine ciclo vita riesce sempre a garantire delle sorprese per un “finale col botto”.
Citiamo ad esempio The Last of Us e Gran Turismo 6 per PS3 e Forza Horizon 2 per Xbox 360.

  1. Chiusura e Maggiore Controllo

 Gli argomenti “chiusura” e “apertura” sono qualcosa che vediamo spesso nell’ambiente informatico.
Si tratta di due filosofie opposte che contraddistinguono i prodotti che le seguono e le aziende che le producono e che, a loro volta, dividono gli esperti del settore in due schieramenti.

Pensando ad un esempio concreto seppur of topic abbiamo Mac e iOS da un lato e Windows e Android dall’altro.
I primi figli di un ecosistema chiuso con un solo produttore hardware e software (Apple) mentre i secondi con un sistema più libero (seppur comunque proprietario nel caso di Microsoft) ma con una libertà di azione e soprattutto hardware maggiore (dovuta al gran numero di aziende produttrici).
Per le console vale lo stesso: esse si trovano in una “gabbia dorata” dove tutto funziona bene e permette di ottenere i risultati (di resa videoludica) desiderati dagli acquirenti ma, allo stesso tempo, non consente di andare al di fuori di ciò per cui è stata progettata.
Stiamo parlando di un argomento spinoso che in termini pratici è un vantaggio per la maggior parte dei videogiocatori ma che per gli utenti più “smanettoni” può apparire come una vera e propria costrizione.

Pensiamo alle mod: su PC spesso si sono rese protagoniste di miglioramenti evidenti a giochi già di per sé ottimi oppure hanno permesso vere e proprie rinascite di titoli ormai defunti.
Microsoft, Sony e Nintendo sono sempre stati restii su tale argomento se non addirittura del tutto indifferenti ad esso.
Tuttavia con il passare degli anni, Microsoft e Sony, si sono resi conto del vero e proprio “mondo delle mod” che stavano ignorando e hanno deciso di intervenire introducendo la possibilità di crearle anche per le proprie piattaforme.

Purtroppo parlando di un ecosistema chiuso, le regole sono ben più ferree rispetto alla totale libertà del mondo PC e di conseguenza l’interesse degli sviluppatori non è straordinario anche a causa del limite massimo di dimensioni delle mod e i vari step di controllo che esse devono superare.

  1. Costo Giochi ed Online a Pagamento

 È innegabile che un gioco per console costi nettamente di più di uno per PC.
Generazione dopo generazione il costo medio di un titolo appena uscito per console è aumentato drammaticamente (49€ PS1 – 59€ PS2 – 69€ PS3 – 79€ PS4).
I giochi in versione digitale per console non sono così diffusi come nel mondo PC e soprattutto non hanno una piattaforma come Steam che offre più volte in un anno sconti eccezionali.
Nel caso di Microsoft, Sony e Nintendo, gli acquisti di titoli digitali devono passare esclusivamente per i loro store e, di conseguenza, il prezzo viene mantenuto alto per un tempo maggiore.

Citavo prima la possibilità di rivendere le copie fisiche dei videogiochi, cosa questa vantaggiosa e che permette di risparmiare molto (così come l’acquisto di copie usate) ma è chiaro che, se il videgiocatore ha intenzione di tenere per intero la sua libreria videoludica (quindi senza nessuna intenzione di rivendita), la spesa supera nettamente quanto si spenderebbe per un parco titoli Steam che, tornando in ottica di ragionamento economico, farebbe alzare il costo annuo di una console di molto.

In aggiunta al costo medio maggiore dei titoli, non si può non parlare del costo del gioco online.
Giocare online su console costa, è inconfutabile.
I server di Microsoft, Sony e Nintendo sono affidabili, tendenzialmente sicuri e permettono un’esperienza unificata tra giocatori (velocità di connessione internet permettendo) ma tutto questo ha un prezzo che, nel caso dei PC non è presente.
Spesso le case di console per compensare questa spesa offrono giochi gratuiti ogni mese e, parlando di Xbox, un vero e proprio GamePass con centinaia di giochi a chi si abbona.

Tuttavia va ricordato che i server sono legati al brand della console; nel caso dei PC, invece, non solo è possibile utilizzare server privati, ma anche crearne ad hoc per modalità di gioco custom o per mod nonché si può giocare in multiplayer con un amico sulla propria connessione senza costi aggiuntivi.

IN CONCLUSIONE

Partendo dall’obiettivo di avere un’analisi dal punto di vista soggettivo ma tendenzialmente imparziale, appare chiaro che non c’è un vincitore assoluto ma una linea di tendenza e preferenza che nel mio caso è quella a favore delle console.

Questo articolo vedrà una sua controparte dal punto di vista del PC Gamer che probabilmente arriverà ad una conclusione diametralmente opposta alla mia.

La scelta è vostra, dei videogiocatori, e mi auguro che apprezzerete questo confronto tramite la lettura di questi due articoli.