Videogiochi e bambini: 6 consigli per crescere in armonia

È da molti anni che la tecnologia ha cominciato ad assumere un ruolo centrale nella vita di tutti noi. Ormai è impensabile riuscire a farne a meno, sin dalla più tenera età. Smartphone, tablet e videogiochi hanno cominciato ad essere proposti come elementi didattici nelle scuole, anche elementari. Questo fatto riflette una realtà che è in corso da tempo: le nuove tecnologie sono accessibili già dai primi anni d’infanzia e i bambini dedicano al loro uso una buona parte della loro giornata. Una volta i piccoli venivano distratti dalla televisione, che adesso è stata sostituita da altre “diavolerie” caratterizzate da touch screen e personaggi poligonali. Sono molti i genitori che si interrogano su quanto sia salutare per i loro figli l’uso di un tablet o di un joystick in tenera età, e quali siano i rischi qualora la situazione sfuggisse di mano. Dopotutto, una vita senza tecnologia sembra impossibile, e una nuova sfida della genitorialità risiede proprio nel farsi carico di un elemento educativo che un tempo sarebbe stato impensabile: l’educazione alla tecnologia.
I genitori, in altre parole, devono essere consapevoli delle tecnologie usate dai loro figli proprio per insegnargli come utilizzarle al meglio, senza che queste impediscano loro di socializzare, dedicare tempo allo studio, allo sport, allo sviluppo della manualità. Insomma, senza che queste li condizionino negativamente. Computer e videogiochi non sono visti dai più come qualcosa di potenzialmente positivo; piuttosto, prevale la paura che abbiano in sé il potenziale di “deviare” lo sviluppo dei più giovani. Sono considerati, insomma, come qualcosa di tollerabile, purché non siano troppo presenti nelle vite dei propri figli. D’altro canto, l’attenzione che gli adulti rivolgono ai videogiochi e a internet non è così elevata come sembrerebbe, dato che, ad esempio, solo la metà di loro sa che cosa sia il PEGI, e, personalmente, non so quanti bambini utilizzino un computer protetto dal parental control. La tecnologia in mano ai più piccoli fa paura, ma non se ne può fare a meno. Piuttosto che temerla, bisogna cercare di averne un controllo ottimale, e per farlo è necessario conoscerla al meglio. Solo così si potrà creare un ambiente domestico favorevole per la crescita dei propri figli, in cui non corrano rischi dovuti ad un uso inopportuno delle nuove tecnologie.

Smartphone, tablet, videogiochi, televisione… sono tutti elementi di cui non bisogna avere timore. Non vanno demonizzati perché, in sé, non esercitano una cattiva influenza, ma, anzi, potrebbero avere dei benefici cognitivi sorprendenti: semplicemente, il loro utilizzo deve essere sottoposto a delle regole, le quali vanno rispettate e fatte rispettare, e a costanti controlli. Discutere della moderna triangolazione tra genitori, figli e tecnologie potrebbe richiedere un saggio intero, ma noi ci limiteremo a sintetizzare per voi alcuni punti che riteniamo fondamentali per far crescere serenamente i vostri bambini accompagnati dalla tecnologia. Ecco a voi come gestire il rapporto tra i vostri figli e i loro strumenti tecnologici:

1. Date sempre delle regole precise. La tecnologia NON deve sostituire i genitori: un bambino non va mai abbandonato davanti ai videogiochi, alla TV o al computer. Innanzitutto, meglio stabilire quanto tempo vostro figlio possa video-giocare prima che accenda la console, perché questo procedimento rende più facile far rispettare questo orario, magari avvisandolo qualche minuto prima che il tempo stia per scadere. Regolamentare l’uso della tecnologia comporta che il genitore debba essere sempre nei paraggi, mostrarsi curioso verso il video game in questione, chiedere di cosa parli, di farsi raccontare qualche dettaglio e lasciarsi incuriosire. Senza questi presupposti, nessun video gioco sarà mai veramente educativo.

2. Non fate usare il tablet ai bambini troppo presto. Potrebbero esserci conseguenze non tanto sullo sviluppo cognitivo quanto su quello pratico: un bambino, infatti, potrebbe rompervi il tablet. Le voci degli esperti qui si dividono tra chi sostiene che già dai primi anni di vita utilizzare un tablet potrebbe giovare allo sviluppo del bimbo, e chi ritiene invece che sia meglio aspettare. Generalmente, la maggior parte degli studiosi è concorde nell’affermare che sia giusto che un bambino non abbia un proprio tablet prima dei 7 anni circa. Fino a quell’età, fategli sfogliare i libri di storie adatte a loro, fategli guardare i film d’animazione, giocare con le costruzioni, spiegategli come funziona il vostro tablet piuttosto, ma non regalategliene uno tutto per loro.

3. Quanto tempo possono giocare i bambini in un giorno? Non esiste un’indicazione precisa. Generalmente si è concordi nel ritenere che un bambino, entri i primi 18 mesi di vita, non debba passare il suo tempo davanti ad uno schermo, come sostiene la American Academy of Pediatrics. Non più di un’ora al giorno per bambini fino ai 5 anni di età. Tuttavia, dai 6 anni in su non esistono linee guida precise. Sta ai genitori riuscire a capire quanto tempo un figlio possa trascorrere davanti a videogame, app, o tablet. Secondo noi la tecnologia è un buon passatempo anche per i bambini, divertirsi è importante e farlo con mezzi elettronici non è una cosa sbagliata; l’importante è che il tempo per il divertimento non surclassi il tempo per altre attività fondamentali, come la scuola, lo studio, la lettura, lo sport e la socializzazione a tu per tu. L’importante è essere chiari ma non troppo rigidi: infrangere le regole non è positivo, ma le eccezioni una volta ogni tanto vanno anche bene.

4. Se comprate un videogioco, controllate il PEGI. Come sapere se il videogioco di vostro figlio sia appropriato per la sua età? Semplice, prendete la custodia e controllate il numero nero su sfondo bianco nell’angolino in basso a sinistra. Quel numero indica l’età a partire dalla quale il contenuto di quel gioco potrebbe essere appropriato. Va ricordato che il PEGI non è una classificazione rigida ma indicativa, e che un video game ritenuto adatto per un pubblico di età superiore ai 12 anni potrebbe essere apprezzato da bambini di 9, o 10 anni, senza che il contenuto li turbi minimamente (per saperne di più sul PEGI, leggi qui).

5. Non abbiate paura di comprare videogiochi ai vostri figli. Infatti essi non limitano un sano sviluppo cognitivo e creativo, ma lo aiutano. Ovviamente non vi stiamo invitando a lasciare che i giovani naufraghino davanti ai videogame per 20 ore alla settimana, ma che diventino un passatempo positivo e usato ragionevolmente. Dopotutto, è stato dimostrato che diversi giochi possono migliorare capacità come la percezione visuo-spaziale, il pensiero divergente, la creatività e l’organizzazione del pensiero critico.

6. Se vostro figlio è piccolo, scegliete videogiochi che stimolino l’immaginazione. Titoli come Minecraft o Little Big Planet potrebbero fare al caso vostro. Dopotutto esiste una lunga serie di titoli educativi per i più giovani e adatto al loro sviluppo mentale. Mentre ci giocano voi sarete sicuri che si divertano e che saranno esposti a del materiale adatto alla loro età. Inoltre, console di gioco portatili, in stile Game-Boy, sono l’ideale per chi apprezza giocare mentre si sposta da una stanza all’altra della casa.

Integrare l’uso di videogiochi, tablet o computer nella crescita di un bambino non è cosa facile, né tanto meno scontata. Semplicemente, vale anche qui una regola universale: troppo e troppo poco non vanno bene. Bisogna essere capaci di insegnare, di regolamentare, di spiegare come utilizzare la tecnologia, non esiliarla dalla propria casa. Piuttosto, di affiancarla a tutte le altre attività, senza esagerare.

By | 2018-02-12T16:43:32+00:00 febbraio 12th, 2018|Media Education|0 Comments

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