Aiuto! Un dolce animaletto mi ha ucciso!

La paura spesso non nasce da qualcosa di palesemente sinistro o grottesco, ma dall’accorgersi che qualcosa sia leggermente sbagliato, senza che possiamo individuare esattamente cosa e perché. Ed è proprio il tempo che impieghiamo a capire che quello che sembra un dettaglio innocuo in realtà è assolutamente terrificante a fare la differenza:

Oggi proponiamo una selezione di personaggi che, nonostante le apparenze innocue, sono tanto dolci quanto letali. Non parliamo quindi necessariamente di giochi horror, ma di entità che non siamo soliti percepire come minacciose, e che per questo sono capaci di insinuare il dubbio nelle nostre credenze più istintive.

 

  1. Night in the Woods: Mae

Assistiamo al ritorno a casa di Mae, sbarazzina gattina ventenne partita qualche tempo prima per il college insieme alle sue grandi speranze. Quella che inizialmente sembra una visita di cortesia ad una famiglia felice nella tranquilla provincia americana si scopre essere invece una decisione definitiva: Mae è stata costretta ad abbandonare il college e a tornare a vivere da mamma e papà, ormai schiacciati dai debiti. Si trova così ad affrontare nuovamente il peso che deriva dalla sparizione improvvisa di un suo coetaneo, da una relazione finita male, e da un “incidente violento” avvenuto a causa sua, che tutti nominano ma nessuno spiega. “Nightmare eyes” si sussurra in città quando Mae fa il suo ritorno: scopriamo quindi che durante una partita avvenuta qualche tempo prima, Mae, in preda ad uno stato dissociativo, aveva aggredito un suo conoscente colpendolo ripetutamente al volto con una mazza da softball, riducendolo in fin di vita. È la stessa Mae a raccontarci l’aggressione con cruda schiettezza, schizzi di sangue inclusi, mentre siede sul divano del suo migliore amico.

  1. Undertale: Flowey

Risvegliarsi in un mondo misterioso e sconosciuto è sempre traumatico, ma fortunatamente siamo accolti da un piccolo abitante: un dolce fiorellino si propone di aiutarci a capire come funziona il Mondo dei Mostri, invitandoci a toccare delle sfere luminose che lui chiama “frammenti di amicizia”. Per fortuna veniamo soccorsi da un altro mostro che, scacciando Flowey, ci svela la verità, poiché quei frammenti non erano nient’altro che magie letali. Flowey si scoprirà essere uno dei personaggi principali della storia, l’artefice della disfatta, ladro di anime che trama vendetta nell’ombra: verrà il momento in cui dovremo affrontare la sua terribile forma finale, che cercherà di strappare la nostra anima per aumentare il suo potere.

  1. Final Fantasy: Tomberry

Uno dei nemici più letali di Final Fantasy è l’apparentemente innocuo Tomberry. Queste piccole verdi creature sono armate di coltello, ma si muovono molto lentamente. Questo loro comportamento atipico e le loro apparenze portano i viaggiatori inesperti a sottovalutarli, ma il loro attacco è spesso sinonimo di morte istantanea.

  1. Tattletail: Mamma Tattletail

Qualche giorno prima del Natale 1998 apriamo di soppiatto il regalo più desiderato da tutti: Tattletail, una versione alternativa di Furby, il giocattolo più amato degli anni Novanta. Ogni notte ci sveglieremo per intrufolarci in cantina a giocare con il nostro nuovo adorabile amico meccanico, che ci chiede con la sua stridula vocetta di essere nutrito, spazzolato, ricaricato. Dopo qualche notte di giochi clandestini scopriamo però che il piccolo Tattletail non è solo: i nostri genitori ci hanno comprato anche Mamma Tattletail e le sue musicassette. L’audiolibro racconta di come la Mamma sia capace di riconoscere il suono delle zampette dei suoi bambini, e sia capace di trovarli, dal primo all’ultimo, per riportarli nel loro lettino… Da questo momento in poi le richieste di Tattletail si faranno sempre più insistenti, ed ogni notte dovremo soddisfarle mentre sfuggiamo allo sguardo, e soprattutto alle orecchie, della letale Mamma, che per riportarci a letto userà i suoi affilati dentini.

  1. Accounting VR: il game designer

In qualità di nuovi contabili alla Smith&Smitherson, una ditta che, sull’orlo del fallimento, ha deciso improvvisamente di investire nelle tecnologie di realtà virtuale, indossiamo un visore che presumibilmente dovrebbe aumentare la nostra efficienza nel lavoro. Con l’aiuto delle telefonate di due entusiastici colleghi, esploreremo così mondi virtuali abitati da esseri affascinanti e morbidi, forse diffidenti, ma comunque sempre pacifici. Il problema è che tutti gli oggetti con cui abbiamo la possibilità di interagire causano disgrazie: la batteria che serve a far funzionare il nostro visore era necessaria al mantenimento della temperatura ottimale del bosco, che, senza di essa, va a fuoco condannando tutti i suoi piccoli abitanti; il coltello ritrovato per terra appartiene al Re, che ci ringrazia profusamente per il ritrovamento mentre sul suo ventre appare, invitante, una linea tratteggiata con il simbolo tagliare qui. Un’escalation di violenza finché, nell’ultimo atto, ci ritroveremo soli in una stanza vuota. A nostra disposizione per uscire dal gioco, solo una pistola. Siamo appena stati istigati al suicidio.

 

 

By | 2018-03-28T11:46:42+00:00 marzo 28th, 2018|Cultura videoludica|0 Comments

About the Author:

Dottoressa in Neuroscienze Nata il 2/10/1991 a Bergamo. Dopo aver trascorso un semestre presso l’Università di Leeds (UK), si laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche presso l’Università di Bergamo, per poi conseguire la specializzazione in Neuroscienze presso l’Università degli Studi di Trento, ottenuta nel 2016. Entusiasta videogiocatrice sin da piccola, partendo da Commander Keen sul computer dello zio e passando per le serie di Pokèmon e Final Fantasy, si specializza poi negli Indie Games per PC. Attualmente è dottoranda presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca, occupandosi di progetti di studio di Realtà Virtuale, User Experience e Serious Gaming.