Esplorando l’inconscio umano: Strange Flesh

Freud parlava dell’inconscio come un’istanza della mente che nascondeva dal conscio (o coscienza) i suoi contenuti ed i suoi processi mentali. I nostri desideri e le nostre pulsioni inaccettabili sono racchiusi nell’inconscio, censurati a noi e ben celati dalla mente umana.

Per accedere a questi desideri ed impulsi nascosti possiamo usare l’analisi onirica dei sogni (in quando la censura è più debole durante il sogno), l’uso delle libere associazioni o l’ipnosi. Ed è proprio quest’ultimo il metodo usato dal nostro protagonista in Strange Flesh, gioco beat ‘em up free-to-play per PC sviluppato da Greatest Bear Studios nel 2017.

Una piccola premessa prima di cominciare: il gioco è vietato ai minori di 18 anni in quanto tratta in maniera assolutamente esplicita concetti legati alla sfera sessuale. Siete stati avvertiti.

Strange Flesh è un bar gay per adulti in cui una sera Joe, un impiegato depresso e frustrato, decide di concedersi un drink. Il Barista del bar, con le sue avanzate capacità ipnotiche, si trasporta letteralmente all’interno dell’inconscio di Joe per combattere i suoi demoni ed aiutarlo ad accettare se stesso ed abbracciare i suoi sogni.

Joe non solo ha deciso di reprimere il suo desiderio di diventare un cantante punk, ma anche la sua sessualità. Questo si evince dall’ipersessualizzazione dei personaggi presenti nell’inconscio, in quanto non trovano una valvola di sfogo nel mondo esterno.

Il sesso gioca un ruolo fondamentale (ed esplicito) all’interno del gioco e questo rispecchia molto bene la definizione di Freud riguardo all’inconscio riconosciuto come luogo dei desideri inaccettabili. Queste pulsioni sono presenti in ognuno di noi ed hanno bisogno di essere agite, se non vengono soddisfatte in maniera conscia ma represse, queste si iper-sviluppano all’interno di ognuno di noi (“lottare contro noi stessi”).

Partendo dalle zone più esterne dell’inconscio ci facciamo strada verso il cuore dei problemi di Joe, combattendo proiezioni e frammenti di sé sempre più agguerriti e poco disposti a farci andare nel profondo della sua mente. Per esempio è presente una zona chiamata “ufficio della repressione” in cui incontriamo delle versioni di Joe sottomesse alla vita lavorativa e degli schermi aggressivi ed urlanti chiamati “Admonitor” che rappresentano metaforicamente il capufficio.

Alla fine del gioco, dopo aver sconfitto l’ultima difesa mentale di Joe, si avrà nell’uomo un evento di catarsi e di cambiamento dipendentemente dal finale scelto. Nonostante la presenza di finali diversi, in ognuno di essi Joe si sentirà libero di esprimere sé stesso appieno.

By |2018-03-30T12:07:13+00:00marzo 30th, 2018|Pixels for equality|0 Comments

About the Author:

Nato a Scandiano (RE) nel 1992, fui pseudo-veneto per 5 anni a Padova per poi trasferirmi a Monza e diventare definitivamente lumbard. Sono laureato in Psicologia Sociale, del Lavoro e della Comunicazione a Padova da Novembre 2016. Da quando mi hanno regalato una ps1 nel lontano 1999 non ho mai smesso di giocare ai videogiochi. Prediligo gli RPG ma sono pochi i giochi a cui non giocherei.