20 Aprile 2018

Questa data rappresenta molto per i fan della saga di God of War. Sono passati esattamente tredici anni dal primo capitolo, rilasciato nel marzo 2005 per Playstation 2. L’ultimo videogioco con protagonista Kratos, God of War Ascension, risale invece a cinque anni fa.

Il titolo stesso vuole rappresentare un punto di rottura con il passato: il videogioco non ha un sottotitolo o una numerazione propria: viene chiamato semplicemente God of War come fu chiamato il suo predecessore del 2005.

 

Kratos in sé appare invecchiato, mostrando tratti tipici di un uomo in età adulta con una folta barba che gli dona un aspetto più adatto a sedersi su un trono piuttosto che cimentarsi in battaglie all’ultimo sangue. Tuttavia non bisogna farsi ingannare dall’aspetto perché il Fantasma di Sparta è più forte che mai e sempre pronto ad affrontare qualsiasi nemico gli si pari davanti.

 

Il personaggio non si troverà solo come nel passato di fronte alle creature che gli si parano davanti bensì in compagnia di Atreus, suo figlio, dotato all’apparenza di forze ben poco paragonabili al padre, ma con il passare degli stages da semplice accompagnatore diventerà un fido alleato in grado di intervenire in situazioni di rischio o attaccare in autonomia i nemici.
Non mancheranno, come è possibile vedere nel gameplay, situazioni nelle quali sarà necessario per Kratos intervenire per salvare la vita di Atreus. Sarà possibile inoltre dare ordini ad Atreus a distanza nonché sfruttare combo tra padre e figlio in combattimento.

 

Grande cambiamento rispetto al passato è dato dalla telecamera che non è più una cinematografica fissa non controllabile dal giocatore bensì risulta essere libera in terza persona, alle spalle di Kratos e controllabile tramite analogico.
Le doppie lame, un emblema caratteristico del Fantasma di Sparta non sono più presenti e lasciano spazio ad un’ascia da battaglia magica chiamata “Ascia del Leviatano”, in grado di congelare i nemici e di essere lanciata per poi tornare indietro autonomamente nelle mani del suo padrone.

Lo schema di combattimento rimane in parte fedele alle origini, concentrandosi su rapidi schivate, parate, contrattacchi e combo.
La rapidità in fase di combattimento rimane una peculiarità di queste tipologie di giochi che necessitano di prendere l’abitudine con i controlli e adattare i metodi di attacchi e difesa in base al nemico che ci si trova davanti. Come in tutti i God of War gli attacchi vengono divisi in veloce e pesante ma questa volta i rispettivi tasti di controllo passeranno da quadrato e triangolo a R1 e R2. Gli scontri con i nemici risultano essere ben più fedeli alla realtà rispetto al passato non facendo mancare situazioni di chiara connotazione fantasy come la comparsa dello scudo di difesa dal nulla o le combo in attacco volante.

Le ambientazioni ed il level design risultano ben strutturati ed alla vista i paesaggi appaiono spesso mozzafiato e di particolare impatto. Rispetto al passato si può contare su una maggiore risoluzione grafica e pertanto è difficile paragonare i vecchi titoli con quest’ultimo. Ciò che si può osservare, in base a quanto emerge dal gameplay (ma che potrebbe risultare diverso una volta presentato ufficialmente il gioco), è la tendenza a seguire una strada obbligatoria per progredire nel gioco, caratteristica in comune con i vecchi titoli, non lasciando al giocatore possibilità di scelta tipiche degli Open World.

La vera differenza si mostra nell’interazione con l’ambiente: mentre nel passato il nemico si limitava a spostarsi all’interno dello spazio a disposizione in questo nuovo gioco Kratos potrà colpire i nemici o addirittura lanciarli causando danno in base alla superficie di impatto.
Anche la progressione del giocatore risulta differente rispetto ai vecchi God of War: il miglioramento delle armi non passa più attraverso l’utilizzo delle anime dei nemici raccolte bensì interagendo con un fabbro il quale potrà modificare l’equipaggiamento nonché fornire nuovi pezzi di armatura.
Anche Kratos avrà delle caratteristiche migliorabili attraverso l’allenamento quali attacco, difesa o velocità.
Alcune peculiarità tipiche della serie come i forzieri, la sparizione dei nemici dopo essere stati uccisi o gli “enigmi” per progredire da un’ambientazione all’altra rimangono in linea con il passato.

Questo progetto è stato in grado di mantenere una certa connessione con il passato garantendo il rispetto della tradizione come ricercato dai fan della serie e allo stesso tempo si apre a nuovi giocatori che non hanno mai affrontato alcuna avventura del Fantasma di Sparta. Questi ultimi non dovranno necessariamente preoccuparsi dei titoli passati poiché il Kratos di questo gioco non seguirà una storia in diretta continuazione con i quattro GOW precedenti.

Una volta arrivato il fatidico 20 Aprile saranno i responsi dei giocatori a parlare da sé ma, in base a quanto visto nel gameplay e al glorioso passato che si porta dietro la saga, questo titolo ha tutte le carte in regola per risultare una delle migliori esclusive Playstation 4.