Feels: Nier Automata

Come nei precedenti articoli, anche qui racconterò di momenti della mia vita di videogiocatore che mi sono rimasti particolarmente impressi per le emozioni suscitatemi.

L’articolo contiene spoiler per NieR: Automata (2016)

Una seconda premessa: questo, più di altri Feels, è un articolo per chi ha giocato il titolo. La trama verrà spoilerata in molti punti focali ma dando per scontati molti altri eventi o personaggi, in quanto non vuol’ essere un riassunto della storia o una recensione ma un resoconto di sensazioni. Infine, se avete l’opportunità è un titolo che merita di essere giocato e goduto senza essere influenzati. Detto ciò, se siete ancora qui, buona lettura!

NieR: Automata è un titolo che mi ha colpito molto più di quanto mi aspettassi. Per gusti personali, non è “il mio genere” a livello di gameplay e nemmeno a livello artistico, preferendo uno stile occidentale; visto però quanto è stato acclamato dalla critica e dai giocatori, non ho potuto ignorarlo e (sebbene con un po’ di ritardo) me lo sono giocato e oh, avevo proprio rischiato di perdermi una perla.

Fortunatamente, nonostante se ne sia parlato molto dalla sua uscita io al momento di avviare la storia sapevo 3 cose: che si impersona un androide di nome 2B, che la storia doveva essere delle migliori degli ultimi anni e che c’erano un sacco di meme sul lato B di 2B (ahah). Devo riconoscere che a parte rimanere stupito nelle fasi iniziali dai giochi di telecamera, che passava da un classicissimo sparatutto a scorrimento verticale, a uno più libero, per poi tornare a uno scorrimento orizzontale e reinventarsi di nuovo e di nuovo, non sono stato colpito dal lato tecnico. Sia chiaro, non penso nemmeno io che la grafica sia tutto, però ho trovato gli ambienti scialbi e vuoti, poco interessanti seppur ben caratterizzati: ironicamente però ho apprezzato soprattutto la zona desertica, quella più vuota per antonomasia, ma scivolare tra le dune in mezzo alla tempesta di sabbia ha un fascino tutto suo.

Quello che è il punto forte di NieR: Automata è il mondo di gioco, non inteso come la mappa da poter esplorare ma la storia che racchiude, quella che inizia come guerra per la riconquista della Terra tra androidi umanoidi e robot che ricordano giocattoli a molla e che poi si evolve per essere molto di più. Presto mi sono reso conto che questi robot invasori, mandati da una razza aliena, sembrano essere in grado di ragionare e provare emozioni, forse a volte più umane di quelle espresse da 2B, la nostra androide protagonista. Tra lei e il nostro supporto 9S si instaura un rapporto che ricondurrei a quello tra senpai e kohai, molto carino e che fa emergere due diversi modi di vedere la situazione e il rapporto con le macchine, soprattutto con Pascal. Lo scontro con Adam ed Eve, il grande robot dagli abissi… la storia prosegue con alcuni punti molto interessanti ma tutto sommato nel suo complesso non particolarmente memorabile. Appena nello scontro finale con Eve inizio veramente ad appassionarmi ai personaggi, e una volta passati i titoli di coda credo per un attimo che il New Game + sia semplicemente ricominciare mantenendo i livelli e armi. Benché sia vero, rigiocare la stessa storia dal punto di vista di 9S è molto avvincente, ed è qui che noto il diverso rapporto che ha con l’Operatore, opposto a quello di 2B: sono varie le piccole cose che rendono la seconda partita molto più di uno swap di personaggio, viste anche le diverse abilità in gioco.

Alla terza partita di fila mi rendo conto che il titolo ha ancora moltissimo da offrirmi, e non vedo l’ora di scoprirne di più. Finalmente la storia continua oltre a quanto già raccontato e per me è un crescendo, la qualità aumenta e non è per nulla una parte evitabile. La morte di 2B e il breakdown di 9S sono momenti estremamente emozionanti, mi hanno colto alla sprovvista. A2 viene introdotta in maniera perfetta e riesce, nonostante si possa usare per meno tempo rispetto a 2B e 9S, ad essere un personaggio molto interessante e a tratti il migliore, a parer mio. Endgame, scontro tra 9S e A2, scelgo di impersonare lei: non resisto e ho subito bisogno di riprovare la sezione finale per vedere il finale di 9S, e il gioco riesce a stupirmi ancora e ancora: i Pod che mi hanno accompagnato fino a quel momento e dialogato tra loro rivelando interessanti risvolti della trama portano altra carne sul fuoco in una sequenza in cui si arriva a combattere addirittura i titoli di coda (!) in uno sparatutto a scorrimento verticale, ed è qui che si raggiunge un livello magistrale.

Il combattimento è durissimo e sembra non finire mai, fallisco alcune volte e la schermata di game over contiene frasi varie e contrastanti, decido sempre di continuare. Arrivo ad un punto in cui mi sembra impossibile vincere e il gioco mi dice che qualcuno vuole aiutarmi (purtroppo non ho fatto caso al nome e me ne rammarico), accetto l’aiuto e riesco a vincere e a concludere il combattimento. Alla fine di tutto, mi viene chiesto di lasciare un messaggio a chi come me è in difficoltà in questa sezione, e di colpo capisco che tutto quei messaggi che ho letto, alcuni distrattamente altri meno, provenivano da persone reali: nonostante si sia obbligati a scegliere in un gruppo predefinito di parole e frasi per comporre il messaggio, c’è abbastanza varietà per poter dare significati molto diversi, potendo incitare o deridere chiunque leggerà quanto abbiamo scritto. Decido quindi di scrivere un messaggio positivo; dopo ciò, avendo ricevuto un aiuto (anche questo proveniente da una persona sconosciuta e non dal gioco in sé) mi viene chiesto se volessi aiutare anch’io, e senza alcun dubbio premo sì.

Da qui inizia una lunghissima serie di avvisi, che mi dicono che l’aiuto andrà a qualcuno che non conosco, e poi che magari questo qualcuno è antipatico, e che non mi ringrazierà mai. Imperterrito, continuo a riaffermare il mio “sì”. Poi la cosa comincia a farsi più pesante, e vengo avvisato che se voglio aiutare sacrificherò il mio salvataggio.
Che perderò tutti i progressi fatti fino a quel punto.
Che tutte le armi raccolte, i livelli raggiunti e le ore passate andranno persi.

Ragionandoci un po’, penso che anche chi ha aiutato me ha compiuto questo sacrifico, e una volta premuto il “sì” finale, parte una lenta e dolceamara sequenza in cui il gioco automaticamente cancella uno a uno gli elementi del menu, le abilità del personaggio, gli archivi contenenti la lore sbloccata… tutto, in uno stillicidio, sparisce, finché non si torna al menu principale senza più la possibilità di caricare la partita ma solo di cominciarne una nuova. Tutto questo però per me è stato quasi catartico: non ricomincerò NieR: Automata immediatamente come ho fatto per continuare dopo i vari endgame, probabilmente non lo ricomincerò mai. Perché mi sono sentito come se avessi restituito ciò che il gioco mi ha dato, passandolo al prossimo giocatore che arriverà alla fine del viaggio, un senso di “è finita” ma non perché il gioco sia pesante da finire o troppo lungo, ma perché mi ha fatto provare quello che credo sia ciò che gli sviluppatori volevano e che pochissimi altri titoli sono stati in grado di darmi, ossia la sensazione di un ciclo che si completa.

By | 2018-05-15T09:17:43+00:00 maggio 15th, 2018|Feels|0 Comments

About the Author:

Friulano di classe 1991, laureato in Scienze e Tecniche Psicologiche nel marzo 2017 con la tesi "Gli effetti delle rappresentazioni di genere e dei contenuti violenti nei videogiochi sul comportamento". Ho iniziato a giocare all'età di 6 anni con il Sega Mega Drive e da lì non ho più smesso; tra Playstation Xbox PC e Nintendo non mi sono fatto mancare nulla. Mi piacciono gli RPG e gli sparatutto in primis, ma prediligo una forte componente narrativa a un multiplayer competitivo.