A Way Out: recensione e prospettiva di Leo Caruso

Questa recensione intende, nella sua prima parte, descrivere e valutare il videogioco nelle sue caratteristiche principali e dare una valutazione generale.
Nella seconda parte invece, a causa della sua impronta fortemente basata sul multiplayer, descriverò la mia esperienza con Leo Caruso, il personaggio da me utilizzato e pertanto, per forza di cose, saranno anticipate sezioni importanti della trama.
Il mio consiglio è quello, nel caso in cui non si conosca il gioco, di leggere solamente la prima parte e fermarsi una volta raggiunti gli avvertimenti di spoiler.
Per chi già conosce il titolo o non ha intenzione di giocarlo ma è curioso di conoscere i dettagli aggiuntivi vi invito caldamente a concludere la lettura.
Il punto di vista dell’altro personaggio, Vincent Moretti, sarà trattato nel prossimo articolo dal mio collega Roberto Parnasso.

Nella miriade di videogiochi che sono stati presentati nel corso di questo 2018 la maggior parte ha seguito due strade differenti: avventura single player o multiplayer online.
Era ormai da tempo che non si assisteva ad un’avventura multiplayer in locale che non richiedesse obbligatoriamente una connessione internet e che allo stesso tempo permettesse di giocare in modalità schermo condiviso.
A Way Out è la perfetta scelta per chi desidera condividere con un amico un’avventura entusiasmante, dinamica e capace di lasciare i giocatori con il fiato sospeso. Lo scopo principale del gioco è quello di trovare una “via d’uscita” (A Way Out per l’appunto) da un penitenziario statale americano, di certo non un luogo tranquillo e rilassante.

Le azioni dei due personaggi sono completamente separate e richiedono una stretta collaborazione e attenzione ai dettagli.

Le dinamiche di gioco non dipendono direttamente dall’uso di armi da fuoco da parte dei giocatori e di fatti saranno utilizzate esclusivamente nella parte finale della storia. Ritengo questo particolare degno di nota poiché ultimamente è davvero raro trovare dei titoli in grado di attirare l’attenzione dei videogiocatori senza utilizzare (in maniera spesso gratuita) violenza ed armi da fuoco in tutte le salse.
Le parole d’ordine del gameplay sono cooperazione, attenzione e furbizia: la cooperazione è fondamentale in quanto non sarà possibile progredire nel gioco senza la piena ed efficace collaborazione dell’altro giocatore che dovrà compiere sia azioni scollegate dal compagno (come ad esempio distrarre una guardia in procinto di scoprire il tentativo di evasione del collega) sia coordinate (come nel caso di scalate schiena contro schiena).
L’attenzione e la furbizia sono le altre due capacità richieste ai players: i dettagli risultano essere fondamentali per evitare di essere scoperti e quindi bisognerà prestare attenzione a tutte le possibili conseguenze di determinate azioni e pertanto sarà necessario essere furbi e non lasciarsi prendere dall’istinto o dalla voglia di completare il più velocemente possibile una parte della missione.
I controlli da joystick sono intuitivi, diretti e spesso suggeriti nei momenti più concitati o nel momento di compiere un movimento impedendo di fatto errori di qualsiasi genere. È tuttavia richiesta, in determinate circostanze concitate, una certa velocità nel premere i tasti.
Le ambientazioni risultano essere curate, attente ai dettagli e fedeli all’epoca che intendono rappresentare ovvero l’inizio degli anni 70 (1972 per la precisione). Anche i veicoli, l’abbigliamento e gli equipaggiamenti di ladri e poliziotti sono estremamente ben riusciti e riescono a trasmettere fedelmente l’atmosfera che si respirava in quel periodo.

Non mancheranno i momenti rilassanti e concentrati sui minigiochi

A sfavore del titolo va sottolineato che in alcuni momenti la trama risulta essere leggermente ripetitiva e determinate situazioni risultano essere alquanto irrealistiche permettendo la fuga dei personaggi anche quando sembra non esserci via d’uscita. L’intelligenza artificiale dei personaggi controllati dal computer raggiunge la sufficienza ma ciò che non convince è la diffusa ingenuità delle persone che circondano i giocatori. Prima fra tutte le situazioni improbabili spicca una certa libertà che contraddistingue il comportamento dei due fuggitivi i quali saranno in grado di muoversi senza impedimenti all’interno della città su un’autovettura rubata, a volto scoperto e senza essersi cambiati abito mai più di una volta nonostante i loro volti compaiano su tutti i giornali e telegiornali del paese.
Ciononostante nella sua totalità la trama risulta essere molto attraente e non mancheranno eventi che lasceranno i giocatori a bocca aperta i quali si troveranno nella situazione di essersi, per quanto si possa usare questa parola trattandosi di un videogioco e una storia di criminali, immedesimati nel personaggio in maniera approfondita.

 Per concludere il titolo è assolutamente consigliato a tutti coloro che intendono affrontare un’avventura multiplayer con il proprio “compagno di giocate” per passare diverse ore in un videogioco-film come A Way Out. Alcune dinamiche sono sicuramente migliorabili ma è la prima esperienza di EA in questo genere e speriamo che questo titolo sia il primo di una lunga serie di questo genere che è, in questi ultimi anni, ingiustamente lasciato da parte e che meriterebbe un ritorno in grande stile.

Inoltre, il prezzo di 29€ per coppia di giocatori è alquanto interessante e merita un elogio.

 

PRO

  • Avventura Multiplayer vecchio stampo
  • Alta personificazione con i personaggi
  • Trama avvincente e ricca di colpi di scena
  • Scelte che influenzano la storia
  • Necessità di alta collaborazione tra i giocatori

 

CONTRO

  • Momenti di ripetitività della trama
  • Irrealtà
  • Intelligenza artificiale non spiccata

 

Trama: 8.5

Gameplay: 8

Longevità: 7.5

Grafica: 8

 

VOTO: 8

 Versione Provata: PC
Piattaforma Hardware: Laptop Asus ROG GL502VS-GZ147T con processore Intel Core i7 7700HQ, 16 gb RAM, scheda video Nvidia GeForce 1070 8GB – Dettagli: Ultra.

 

Da qui in poi ( da ora inizierà ) comincerà la descrizione del personaggio con conseguenti SPOILER sulla trama principale pertanto invito chiunque non abbia voglia di avere anticipazioni di fermare la propria lettura qui.

ATTENZIONE SPOILER A SEGUIRE

Vincent Moretti a sinistra                                                                               Leo Caruso a destra

Leo Caruso è un personaggio che rappresenta l’emblema dell’impulsività e della dinamicità risultando tuttavia carismatico quando necessario.
Cresciuto in un orfanotrofio ed entrato giovanissimo nell’ambiente criminale, si specializza divenendo un ladro professionista. Durante un colpo particolarmente remunerativo, riesce ad entrare in possesso di un diamante assai famoso: l’Orlov Nero. La vendita del bottino si rivela più complessa del previsto: il suo complice Harvey si appropria del diamante, uccide il compratore ed investe Leo il quale sviene e si risveglia in carcere. In questo luogo non gli risulterà difficile farsi rispettare dagli altri carcerati i quali, in più occasioni, dimostreranno di essere alquanto pericolosi. Nel penitenziario incontrerà Vincent Moretti che si avvicinerà a lui guadagnando la sua fiducia intervenendo in ben due tentativi di omicidio da parte degli scagnozzi di Harvey. In questo modo, seppur diffidente, Leo accetterà di condividere il piano di fuga con Vincent il quale risulterà essere un efficace collega specialmente grazie al suo carattere opposto a quello di Leo: riflessivo piuttosto che impulsivo.

Una situazione in cui è necessario prendere una decisione…

In molti casi durante il gioco capiterà di dover fare delle scelte non condivise tra i due personaggi: lo stile di Leo sarà sempre orientato verso l’azione, il pericolo ed  in parte la violenza mentre Vincent sarà sempre spinto a mantenere un basso profilo, a ragionare approfonditamente e a gestire la situazione nella maniera meno rischiosa possibile. Da questo punto di vista mi sento di dire che non vi è mai una vera e propria scelta giusta: in certi casi la prospettiva di Leo sarà più efficace di quella di Vincent e viceversa.
Una volta usciti al di fuori della prigione e seminata la polizia dopo diversi inseguimenti rocamboleschi il focus narrativo si concentra sulla conoscenza delle famiglie dei rispettivi criminali. Leo da parte sua ha una moglie che, nonostante l’incarcerazione ha deciso di rimanere a fianco al proprio marito e di crescere il loro figlio il quale risulterà scosso dai recenti avvenimenti che hanno coinvolto il padre ma finirà poi, anche grazie all’aiuto di Vincent, per riavvicinarsi al genitore.

Harvey: L’avversario principale

L’obiettivo principale dei due personaggi è quello di vendicarsi di Harvey che dopo aver tradito entrambi continua a cercare di mettere fine alla loro vita inviandogli contro sicari.
Leo crederà al racconto di Vincent secondo il quale suo fratello è stato ucciso da Harvey per questioni legate ad operazioni bancarie fraudolente.
Una volta ucciso il nemico principale e tornati quasi per miracolo vivi nella città americana (mai specificata) da cui provenivano vi è il vero e proprio colpo di scena: l’aereo utilizzato per il viaggio in Messico (dove Harvey si nascondeva) viene circondato dalla polizia e dal FBI e dunque la lunghissima fuga sembra terminare proprio qui. La prima reazione dei giocatori è chiaramente quella di rimanere attoniti e di domandarsi come sia possibile che l’avventura finisca in questa maniera. Per sfortuna di entrami i players ma specificatamente ancor più del giocatore che interpreta Leo, la realtà dei fatti è ancora più amara: il pilota dell’aereo risulta essere una poliziotta ma anche lo stesso Vincent non è altro che un agente sotto copertura.

Leo scopre la verità…

In linea con il carattere del personaggio, seppur circondato da almeno una trentina di agenti armati, Leo, tradito nell’animo dalla persona che riteneva un fratello e con il quale aveva condiviso tutto nell’ultimo anno, riesce a trovarsi dietro il suo ex amico e di puntargli una pistola alla testa.
Da qui in poi tutto ciò che è stato frutto di collaborazione, condivisione, audacia e rischio viene stravolto: i giocatori si troveranno uno contro l’altro pronti a seppellire l’amico con lo scopo di sopravvivere e portare avanti la propria visione.

Dal punto di vista di Leo Vincent risulta essere un traditore non solo perché è a tutti gli effetti un agente sotto copertura ma perché dall’altra parte aveva trovato una delle poche persone nella sua vita con la quale potesse parlare a viso aperto e condividere la propria esistenza.
La realtà dei fatti colpisce Leo nel profondo: egli aveva garantito per il compratore che non era altro che il fratello di Vincent, un agente sotto copertura. Harvey compresa la situazione lo aveva ucciso e si era sentito tradito da Leo, convinto che fosse al corrente dei fatti.

Leo e Vincent… Avversari ma in fondo amici…

Il finale è alquanto straziante: entrambi i personaggi hanno dall’altro lato una moglie ed un figlio che li aspetta. L’esito dipende dalla capacità dei giocatori di prevalere sull’altro nello scontro diretto con le armi da fuoco ma in entrambi i casi sarà un personaggio a prevalere e l’altro morirà.
Al di là della vittoria dell’uno o dell’altro comunque questo evento lascia un grande vuoto: la relazione tra i due personaggi andava al di là dell’opposizione tra ladro e poliziotto.
A testimonianza di questo legame nel caso in cui Leo prevalesse sull’amico-nemico rispetterà le sue ultime volontà e porterà in incognito una lettera alla moglie di Vincent ormai vedova e con un figlio appena nato. Leo infine raggiungerà la propria famiglia per vivere una vita lontana da quella città che tanto dolore gli aveva inflitto.

By | 2018-06-08T08:26:02+00:00 giugno 8th, 2018|Game Analysis|0 Comments

About the Author:

Sono Marco Giordano Muratore, la mia esperienza con il mondo videoludico è nata all’età di quattro anni divisa tra sessioni di gioco a Myst e Rayman 2 : The Great Escape sul PC di mia madre (che osservava e condivideva con me il divertimento) e vari giochi sulla Playstation 1. Sarà proprio quest’ultima a far nascere in me una vera e propria passione verso i videogiochi, in particolare verso il mondo console. Regalatami da mio zio, esperto del settore e videogiocatore di lunga data, diventerà la mia compagna di avventure per molti anni a venire facendo nascere in me un grande feeling con i giochi di guida (Colin McRae Rally, Crash Team Racing, Total Drivin, Vrally 2). Successivamente saranno il GameBoy Advance (con particolare menzione a vari giochi Pokémon) e la Playstation 2 (con il mitico Gran Turismo 3 e le prime avventure single player) a scandire le mie giornate di gioco. Da qui in poi collezionerò diverse console e mi specializzerò nei giochi simulatori di guida, avventure single player ed esclusive di ogni genere. Questa passione mi ha portato anche ad indirizzare i miei studi verso un ambiente congeniale quale Interfacce e Tecnologie della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Trento dove sono in dirittura d’arrivo per la Laurea. Le mie specifiche aree di competenza sono la Storia dei Videogiochi, il Retrogaming, tutto ciò che riguarda il mondo console, l’interazione uomo-macchina, la User Experience e le User Interfaces e l’area tecnica riguardante hardware e software.