Game Transfer Phenomena: perchè il videogioco non finisce quando lo spegnamo

Vi è mai capitato, dopo ore passate su Assassin’s Creed, di vedere i palazzi della vostra città da un’altra prospettiva, con il desiderio di poterli scalare? Sappiate che non siete gli unici, ma si tratta del cosiddetto Game Transfer Phenomena (GTP).

I videogiochi generano in noi vissuti particolari, trasmettendoci conoscenze, emozioni e sensazioni senza che ce ne rendiamo conto. Tuttavia, cosa lasciano in noi tali esperienze quando spegniamo il videogioco e torniamo alla nostra vita quotidiana?

Le ricerche condotte hanno messo in luce come i videogiochi possano influenzare la nostra realtà, trasmettendoci nuove chiavi di interpretazione per comprendere e affrontare ciò che ci accade. In particolare, secondo uno studio di De Gortari e Griffiths (2014), diversi aspetti che incontriamo nei videogiochi possono essere associati ad elementi del mondo reale, il che permette di evocare nei giocatori (in maniera del tutto automatica) pensieri, emozioni sensazioni e comportamenti specifici. Per cui, rifacendoci all’esempio iniziale, giocare ad un videogioco in cui il protagonista compie acrobatiche scalate genera in noi un apprendimento che si manifesta, per un tempo limitato, anche nel mondo reale. Normalmente, infatti, un muro è un oggetto che non possiede affordance di scalata, ovvero non presenta indizi che ci invitino ad usarlo in questo modo, ma se abbiamo fatto esperienza di scalarne molti, indipendentemente dal fatto che ciò sia accaduto nella realtà o solo in un gioco, la percezione della parete si modifica e nasce l’idea di poterla scalare. Tuttavia, è importante sottolineare che tali pensieri non sono frutto di dissociazioni patologiche. Il fenomeno del GTP, infatti, non spinge i videogiocatori a lanciarsi in imprese pericolose, perché convinti dal videogioco di poterle conseguire, ma consiste esclusivamente in un’alterazione delle percezioni sensoriali, delle sensazioni, dei processi mentali automatici, dei comportamenti e delle azioni, che coinvolge tutti e cinque i sensi.

Detto ciò, quali sono le modalità con cui questo fenomeno si presenta?

Innanzitutto il GTP si può declinare, soprattutto nei videogiocatori abituali, nel pensiero di poter risolvere problematiche della vita reale sfruttando elementi del videogioco e spiega perché, ad esempio, possiamo desiderare di avere i poteri telecinetici di Jack in Bioshock, così da poter prendere e spostare oggetti senza il minimo sforzo. Inoltre, può presentarsi sotto forma di distorsioni percettive di oggetti fisici, di ambienti e suoni; oltre ad azioni, interpretazioni e comportamenti involontari basati su esperienze ricavate dai videogiochi. Pensate a quante volte vi è capitato di visualizzare immagini di gioco ad occhi chiusi, di canticchiarne la colonna sonora o di non riuscire a togliervi dalla testa un motivetto ricorrente. Infine,  considerate tutte le volte in cui avete fatto esperienza di sensazioni corporee di movimento presenti nel videogioco o di quando, improvvisamente, vi siete sentiti agili lottatori dopo uno scontro a Tekken o avete sentito di possedere le capacità di un calciatore professionista dopo una partita a Fifa.

 

In definitiva, tali fenomeni di GTP rappresentano un importante indicatore di quanto l’esperienza virtuale possa essere efficace nel modificare la percezione delle nostre capacità e di quanto i videogiochi possano essere pervasivi nelle nostre vite, anche dopo aver spento il PC o la console.

Quali sono le vostre esperienze di GTP? Raccontatecele nei commenti!

 

 

Riferimenti bibliografici

De Gortari, A. B. O., & Griffiths, M. D. (2014). Automatic mental processes, automatic actions and behaviours in Game Transfer Phenomena: An empirical self-report study using online forum data. International journal of mental health and addiction12(4), 432-452.

De Gortari, A. B. O., & Griffiths, M. D. (2015). Game Transfer Phenomena and its associated factors: An exploratory empirical online survey study. Computers in Human behavior51, 195-202.

 

By |2018-06-13T17:15:38+00:00giugno 13th, 2018|Gamer's Mind|0 Comments

About the Author:

Nata a Cesena il 27/08/94 Laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche e laureanda in Psicologia delle Organizzazioni e dei Servizi presso l'Università di Bologna, attualmente si occupa di Realtà Virtuale e nuove tecnologie. Appassionata di videogiochi fin da bambina, è cresciuta giocando ai titoli più celebri su PS1 e ora predilige GDR, videogiochi d'azione e fantasy.