Migliorare lo studio video-giocando si può.

Periodo di sessione esami per gli universitari e di maturità per i liceali ed il tempo per dedicarsi alle proprie attività sembra ridursi drasticamente, in particolare per i videogiocatori: e se vi dicessi che giocare ai videogiochi può migliorare i vostri voti in pagella o sul libretto universitario?

È quello che ha osservato Alberto Posso, professore associato di Economia all’Università RMIT (Royal Melbourne Institute of Technology) di Melbourne, in Australia: attraverso i videogiochi si possono migliorare proprio quelle abilità di apprendimento che servono a scuola.

Sara Peracchia e Paolo Caviglia, entrambi articolisti qui su Horizon, hanno già evidenziato come i videogiochi, soprattutto d’azione e strategici, sviluppino capacità cognitive, dall’attenzione a quelle di alto livello ( clicca qui per leggere l’articolo di Sara Peracchia e qui per l’articolo di Paolo Caviglia).

Lo studio del 2016 di Posso, pubblicato sulla rivista scientifica International Journal of Communication, analizzò più di 12.000 studenti che regolarmente usavano i social network, come Facebook o Instagram, notando come tendessero ad avere punteggi notevolmente più bassi nelle materie scolastiche, in particolare in matematica, nella lettura e nelle altre discipline scientifiche: fare una pausa studio andando a controllare con il proprio smartphone i feed e le news sui social network pare quindi avere un effetto negativo sul rendimento scolastico.
Questa stessa analisi ha inoltre evidenziato come gli studenti che giocavano regolarmente ai videogiochi nei loro Break Time, ottenessero punteggi molto alti nelle materie scientifiche, voti più alti di 15 punti su 100 rispetto a studenti che non amavano passare il loro tempo sui videogiochi.

Questi miglioramenti nel rendimento scolastico si spiegano perché i videogiochi, come già anticipato all’inizio dell’articolo, permettono di migliorare abilità cognitive come l’attenzione, la memoria, la velocità di esecuzione e l’esplorazione spaziale ma anche le  funzioni esecutive, ovvero quelle funzioni corticali di alto livello deputate al controllo e alla pianificazione del comportamento. In particolare, Posso evidenzia miglioramenti nel problem solving, nella capacità di lettura e di comprensione di un testo, nella capacità di visualizzare un immagine in 3D e di sviluppare il pensiero logico, skill alla base delle materie scientifiche.

Secondo questi risultati è importante per la scuola, per i genitori e anche per i governi investire nella ricerca per scoprire metodi di studio più efficaci; si raggiungono infatti performance migliori a livello scolastico se il metodo di studio si basa sullintrattenimento, permettendo così un minor sforzo cognitivo.

Non preoccupatevi di prendervi una pausa dallo studio: 10 minuti di pausa, uno spuntino e una sessione di gioco non faranno altro che nutrire  i vostri neuroni!

 

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By | 2018-06-26T08:06:23+00:00 giugno 26th, 2018|Cultura videoludica|0 Comments

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Nata il 30 Settembre 1992 a Firenze. Laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche a settembre 2017 a Torino con la tesi “Videogames: I benefici dei videogiochi d’azione”. Ad oggi prosegue i suoi studi in Scienze del Corpo e della mente presso la medesima università. Elena, conosciuta anche come iAE N E M A, videogiocatrice dalla tenera età grazie ad una famiglia molto nerd che l’ha imboccata con Doom, Wolfenstein, Half Life e titoli della LucasArt. Dal 2002 approda nel mondo online su piattaforma xbox sino a trovarsi su Halo 2, saga che ha amato fino ai giorni odierni permettendogli di avvicinarsi al mondo del competitive. Nel 2016 decide di spostarsi su Call Of Duty Black Ops III e di tornare su console Sony per buttarsi in un nuovo progetto di un team eSport al femminile. Con le TeS Furies, in settembre 2016, si aggiudica il titolo di campionesse italiane di COD.