Pokémon Go, quando l’essere Multitasking non ti salverà

Sono passati ormai più di due anni dalla data di rilascio di Pokémon Go in Italia, era infatti il 15 luglio 2016, anche se in molti già riuscivano a giocarci grazie al file APK. Da quel giorno gli incidenti stradali, ad oggi, solo negli USA, sono aumentati, e più di 100.000 di essi sembrerebbero causati dalla stesso videogioco per smartphone. L’essere distratti dalla comparsa di un Pokémon selvatico, dalla possibilità di racimolare qualche pokéball ad un Pokéstop sono risultati fatali in molte situazioni. Ma la domanda che ci poniamo è questa: come mai? Perché nonostante le nostre abilità a compiere più azioni contemporaneamente sia sempre più sviluppata, non riusciamo a evitare di avere incidenti con le nostre autovetture?

L’essere multitasking, ovvero l’abilità di poter svolgere più azioni contemporaneamente, come quando si scrive un documento al computer mentre si ascolta il nuovo singolo del nostro gruppo preferito su Spotify, oppure quando per l’appunto si cammina per strada mentre si cerca di catturare quel maledetto Squirtle che ci serve per arrivare finalmente ad avere la quantità di caramelle necessarie per avere un bel Blastoise in squadra. In tutti questi esempi la nostra attenzione è suddivisa su più compiti, e si chiama proprio per questo “attenzione divisa”. L’elasticità del nostro cervello di poter compiere più azioni in contemporanea sembra però avere un prezzo: da un recente studio dell’Università della California sembra che compiere azioni indipendenti tra loro, non permetta al nostro cervello di poter concentrarsi totalmente su nessuna di esse ma di cogliere solamente i punti salienti di ognuna, rendendoci comunque meno efficienti.

Basandoci sul modello teorico di Kahneman, è possibile affermare che una persona ha una capacità limitata di attenzione da dover distribuire su più compiti, e tale limitazione può aumentare al crescere delle richieste, quindi aumentando i compiti, ipoteticamente dovrebbero aumentare le capacità, ma così non sembra essere dato l’enorme aumento degli incidenti stradali. Ed è inoltre importante considerare come ci possano essere una serie di interferenze tra i compiti che possono far sì che spostiamo maggiormente le nostre capacità attenzionali su un compito o su un altro dipendentemente dalla presenza di uno stimolo saliente che può essere un nuovo Pokemon all’angolo come un pedone che attraversa la strada. Ma ciò dipende anche dalle componenti motivazionali della persone che se quindi è eccessivamente concentrata a vedere che Pokémon compaiono sullo schermo del proprio smartphone, sarà sicuramente meno attenta alla strada. Questo perché Pokémon Go e guidare sono due azioni completamente agli antipodi, non solo per dove vengono visualizzate ma anche per la differenza delle due azioni stesse, quindi una e l’altra non potranno avere una facilitazione reciproca ma saranno antagoniste.

Giusto per convincervi che non è il caso di cacciare i nostri amati Pokémon mentre si è alla guida o mentre si attraversa la strada, ecco i dati dello studio di John W.Ayers, dell’Università di San Diego, California, riguardo ai Tweet e alle notizie in Google News che hanno trattato in passato delle notizie e delle informazioni riguardanti errori di distrazione dei conducenti a causa di Pokémon Go stesso:

“Il 33% dei tweets indicano che un conducente, un passeggero o un pedone sono stati distratti dal gioco Pokémon GO, e che questi dati si correlino a 113,993 incidenti segnalati su Twitter.

Il 18% dei tweets indicano che una persona stava giocando alla guida (“OMG I’m catching Pokémon and driving”), l’11% che stava giocando un passeggero (“Just made sis drive me around to find Pokémon”), e il 4% riguardava un pedone distratto (“Almost got hit by a car playing Pokémon GO”).

Sono stati effettuati 14 arresti la cui causa è stata attribuita a Pokémon GO, tra cui un giocatore che si è schiantato contro un albero “

(http://www.stateofmind.it/2016/10/effetti-di-pokemon-go-psicologia/).

La casa madre Niantic cerca di dissuadervi dal giocare a Pokémon Go mentre siete alla guida, con un banner che vi chiede se siete o meno il passeggero o il conducente del veicolo quando nota che la velocità a cui state andando è troppo alta per essere a piedi o in bicicletta, ma da giocatore di Pokémon Go ritengo, come molti altri,  che ciò non sia abbastanza: sarebbe utile infatti implementare delle restrizioni all’accesso al gioco oltre una determinata velocità per evitare inutili vittime. Il videogioco è sicuramente accattivante con delle meccaniche innovative che hanno rivoluzionato il modo di videogiocare grazie all’implementazione di una sorta di realtà aumentata, ma a che costo? Sarebbe utile infatti educare il fruitore del servizio a un uso più consapevole perché dalla realtà, quella senza Pokémon e senza Pokéstop e combattimenti in palestre, non si scappa.

“gotta catch em all”

By |2018-09-10T11:18:04+00:00settembre 10th, 2018|Media Education|0 Comments

About the Author:

Nato a Genova il 15 giugno 1994, si laurea Scienze e tecniche psicologiche a Torino nel 2016. Decide di proseguire i suoi studi iscrivendosi al corso di Psicobiologia e neuroscienze cognitive all’università degli studi di Parma, dove si laurea nel luglio del 2018 con il massimo dei voti. Predilige un approccio biologico alla psicologia, anche se vorrebbe approfondire i suoi studi sull’approccio psicoanalitico. Incallito videogiocatore da console, non ha mai disprezzato il gaming su pc. Amante degli open world, il suo videogioco preferito della nuova generazione è No man’s Sky. Cresciuto a pane, Crash Bandicoot ed Age of Empires.