Le basi per il successo su Twitch (secondo la scienza)

Ecco il mio primo viewer! …oh, se n’è già andato.  A vedere gli streamer di successo sembrava così facile cominciare ad avere dei follower, eppure aprirsi la strada su Twitch, Mixer o Youtube non è mai semplice: non basta avviare lo streaming per avere subito centinaia di persone online a seguirci. Per scoprire cosa fanno gli streamer per crearsi un seguito e soprattutto perché le persone guardino altri giocare, è importante osservare le tecniche più comuni e chiedere una mano alla ricerca scientifica e ai dati statistici in modo da poter creare una piccola guida, che chiameremo

 

Streaming 101

(oppure streaming per principianti)

 

Diversi studi hanno analizzato l’ormai enorme panorama dello streaming di videogiochi, cercando di capire in che modo (insieme alla presenza di content creator di altri settori, dalle beauty vlogger ai temibili recensori) stia contribuendo al declino della tv tradizionale. Tra le personalità più studiate sicuramente ci sono PewDiePie e Ninja, ma sono stati presi in esame centinaia di streamer diversi per poter confrontare elementi presenti (e assenti) nelle loro trasmissioni. Ecco quindi una lista di punti chiave mirata a dare le basi a chi vuole cimentarsi in questa attività per divertirsi e divertire e perché no, avere un giorno qualche ricavo dal proprio passatempo.

1) Primi passi

Dando per scontato il possesso di un computer o console e del software necessario per fare streaming (oltre a una connessione a internet adeguata), l’elemento principe presente nel 100% delle trasmissioni più seguite è… il microfono. Parlare, esprimere i propri pareri su quanto avviene a schermo, interagire con i viewer (su questo torneremo più tardi) è un elemento cruciale, in mancanza del quale è estremamente difficile aprirsi una strada. La webcam è utile ma non necessaria tanto quanto il microfono, viene usata dalla maggior parte degli streamer ma non è un elemento indispensabile per crearsi una personalità online (penso, ad esempio, a Robbaz). Tutto ciò permette quello che è uno dei punti focali dell’esperienza di streaming, ovvero la comunicazione a due vie tra chi trasmette e chi guarda. Queste piattaforme (I sopracitati Twitch, Mixer, ecc.) occupano un interessante spazio tra l’osservazione passiva tipica della televisione tradizionale e l’interazione diretta dei videogiochi, guardando sì qualcun altro giocare ma allo stesso tempo permettendo di interagire tramite chat e ricevere una risposta in tempo reale dall’altra persona, sia che si stia facendo il tifo durante un match competitivo che chiedendo opinioni o dando consigli su qualche aspetto specifico del gioco. Retaggio di ciò può essere ricondotto ai tempi delle sale giochi, dove intorno a un giocatore particolarmente abile si creava un capannello di persone intente a osservare e interagire con il giocatore.

2) Un buon profilo è un profilo completo

Al di fuori della trasmissione, non bisogna dimenticarsi di curare la presentazione del proprio profilo, rendendolo il più completo possibile. Il profilo è una pagina importante perché permette di conoscere la persona, il proprio obiettivo e generalmente di rendersi riconoscibili. Elementi utili possono essere una sezione “about me” in cui si parla di sé stessi e delle proprie passioni, una di specifiche tecniche riguardo all’hardware che state utilizzando, link a social network come Twitter da utilizzare per tenersi in contatto con i propri follower. Twitch sfrutta la gamification e un sistema di achievements simile a quanto si vede su console e Steam per motivare ed incentivare gli utilizzatori a compiere azioni e migliorarsi, e può essere una buona idea definire i propri obiettivi iniziali in base a questo sistema. Per canali già avviati un passo successivo può essere quello di aggiungere al profilo un sistema di donazioni, ma è utile in presenza di una base stabile e preesistente di follower. Infine, una sezione in cui si definiscono i propri orari di streaming; l’argomento è delicato e forse fa la differenza tra chi vuole semplicemente divertirsi e chi vuole passare al livello successivo, in quanto la creazione di un orario toglie la libertà di trasmettere quando pare e piace, ma d’altro canto permette di fidelizzare i viewer fornendo un momento in cui sono sicuri di avere una trasmissione da guardare e creando quindi un’aspettativa e un gruppo di visualizzatori abitudinari.

Esempio di orario dello stream

3) Come farsi conoscere?

Una volta preparato tutto comincio a giocare e… come posso attirare persone? Per far convogliare persone verso il proprio canale un buon modo è giocare alle ultime uscite. Sicuramente titoli come Fortnite e PUBG sono seguitissimi, così come League of Legends, ma hanno il pregio e difetto di essere sovraffollati. Quindi basare il proprio canale solo sui titoli più seguiti potrebbe non essere una buona idea se si deve cominciare da zero, c’è una grossa fetta di persone che segue quei giochi ma ci sono moltissimi streamer che coprono ampiamente la domanda ed è difficile crearsi uno spazio. Può essere utile lanciarsi nei titoli nuovi, appena usciti e sfruttare la curiosità di chi non ha preordinato il titolo, per finanze o per avversione, ma che è interessato a scoprire il gioco. Chi è indeciso sull’acquisto può rivolgersi a recensioni, o video montati su YouTube, ma non manca l’interesse di guardare semplicemente 10 minuti di gameplay diretto per potersi fare un’idea generale sull’acquisto. Ecco, ora però perché dovrebbero rimanere oltre a quei 10 minuti? Di questo ne discutiamo nell’ultima sezione di questa “guida”. Prima però, parliamo un attimo di promozione! Come già accennato nella creazione del profilo, è buona norma collegare al proprio account quello di altri social network e sfruttarli per rimanere in contatto con chi ha cominciato a seguirvi. Oltre ad interagire al di fuori dello stream, vanno usati anche per pubblicizzare lo stesso, annunciandone l’inizio da lì ad un’ora per esempio.

4) Voglio TE!

Una buona filosofia da seguire è “come for the game, stay for the streamer” (o, per chi coglierà, “come for Soviet, stay for Cyanide”). Certamente il titolo giocato può attrarre più o meno visualizzatori, ma ciò che li farà restare a guardare voi non è (necessariamente) un gameplay avvincente, la capacità di guadagnarsi cene di pollo o di fare design elaborati su Forza Horizon 4, ma la vostra personalità. Chi vi guarda si fermerà se voi sarete interessanti, commentando il gameplay e interagendo con la chat: torniamo qui all’importanza del microfono e della comunicazione, la creazione di un senso di community che un buono streamer riesce a dare. Questo non vuol dire di fare reazioni esagerate e commentare ogni singolo aspetto di quanto sta a schermo, ma esprimere le proprie opinioni sull’azione, le strategie che si vogliono usare, gli obiettivi che ci si è imposti per quella partita, di riempire i momenti morti come una sessione di raccolta risorse in un survival rispondendo alla chat e stimolando l’interazione e il dialogo. Come streamer, si è effettivamente i mediatori di una comunità il punto focale che dirige la discussione, ed è una cosa da tenere a mente. C’è chi si crea una personalità o un brand e chi è semplicemente sé stesso: non c’è una formula magica per avere successo ma visto il “peso” di una diretta è importante che l’immagine data risulti spontanea, credibile e non forzata, mancando il tempo dedicato all’editing e al provare un copione che si potrebbe avere se lo stesso video andasse caricato su YouTube.

Webcam, gameplay e chat (Yotobi)

Gli studi su cui mi sono basato per la scrittura di questi quattro punti introduttivi hanno avuto un campione di più di 100 streamer il primo e più di 1000 risposte al questionario del secondo, e sono andati ad analizzare nel dettaglio tutti i vari elementi citati in base alle social affordances per l’interazione e comunicazione sui social media (sulla base della teoria di Gibson), nello specifico di quattro:
-La visibilità dell’informazione e comportamento
-La persistenza dell’informazione
-Modificabilità dell’atto comunicativo
-Associazione tra individuo e contenuto
Categorie in cui è facile riconoscere quello di cui si è parlato finora. Lo studio delle motivazioni delle persone evidenzia che il senso di comunità che si crea viene costruito tramite la partecipazione attiva, ed è più importante rispetto alla ricerca di informazioni sul gioco, un fattore che spinge alla ricerca di nuovi streamer ma non alla fidelizzazione: in media i viewer selezionano un numero ristretto di streamer da seguire, non si dividono tra decine e decine di trasmissioni diverse.

Buono streaming! “Non dimenticate di iscrivervi!”

 

-Bibliografia di riferimento-

Sjoblom, M., & Hamari, J., Why do people watch others play video games? An empirical study on the
motivations of Twitch users, Computers in Human Behavior (2016)

Sjoblom, M., & Hamari, J., The ingredients of Twitch streaming: Affordances of game streams, Computers in Human Behavior (2018)

By |2018-11-21T13:07:57+00:00novembre 21st, 2018|Cultura pop e videogame|0 Comments

About the Author:

Friulano di classe 1991, laureato in Scienze e Tecniche Psicologiche nel marzo 2017 con la tesi "Gli effetti delle rappresentazioni di genere e dei contenuti violenti nei videogiochi sul comportamento". Ho iniziato a giocare all'età di 6 anni con il Sega Mega Drive e da lì non ho più smesso; tra Playstation Xbox PC e Nintendo non mi sono fatto mancare nulla. Mi piacciono gli RPG e gli sparatutto in primis, ma prediligo una forte componente narrativa a un multiplayer competitivo.