“Sindrome di Lavandonia”: esiste davvero?

Lavandonia è una piccola città presente nelle prime versioni del noto videogame Pokemon, ideato dall’informatico giapponese Satoshi Tajiri negli anni ’90.

Attorno ad essa aleggiano storie sinistre e supposizioni inquietanti a causa di alcuni spiacevoli eventi verificatisi in concomitanza all’uscita delle prime versioni di Pokemon Rosso e Verde.

E’ composta da circa una quarantina di abitanti, ed è l’unica città in cui non è presente una palestra Pokemon e che non è funzionale al completamento del gioco. Sua peculiare particolarità è la Torre Pokemon, colossale edificio adibito a cimitero dei Pokemon deceduti negli anni precedenti alla storia corrente e al cui interno sono contenute molte tombe.
Ma non è completamente deserta: il giocatore potrà imbattersi in diversi Pokemon spettro, allenatori in visita ai loro defunti compagni e medium pronti a mettere alla prova le sue abilità!

L’esplorazione si verifica con una particolare melodia di sottofondo che accompagna il giocatore passo dopo passo in questa tetra città, insinuandosi nella sua mente al punto da essere stata ritenuta la causa di una svariata serie di comportamenti anomali e patologie che hanno indotto bambini e ragazzi, d’età compresa tra i 7 e i 15 anni, a gesti estremi come il suicidio, preceduto da diversi sintomi come ad esempio forte emicrania, sanguinamenti da naso e orecchie, comportamenti irascibili e aggressivi auto ed etero diretti, insonnia, tendenza all’apatia e sordità.

Tali convinzioni hanno costretto gli sviluppatori a rimuovere dal commercio le prime versioni e a presentare le nuove con una diversa colonna sonora.

Il che fa pensare che dopotutto non erano solo supposizioni fallaci poiché, come ricerche più specifiche dimostrano, l’apparato uditivo dei bambini e la loro struttura cerebrale è ancora in fase di sviluppo e risulta più sensibile ad alcune frequenze sonore rispetto ad un adulto normo dotato.

Più nello specifico, il nostro cervello non è in grado di elaborare coscientemente tutte le frequenze sonore. Ve ne sono alcune, definite “infrasuoni” aventi una frequenza inferiore ai 20 Hz quindi inferiore alla soglia di udibilità dell’orecchio umano.

Gli infrasuoni sono noti per indurre nell’uomo nausea, terrore e sentimenti di confusione e disorientamento (non a caso sono presenti in diversi film horror per incrementare timore angoscia nello spettatore e rendere più saliente la scena).

La melodia che compare nelle prime versioni del gioco è proprio il risultato di un esperimento su toni binaurali che produceva infrasuoni che in un organismo non del tutto fisiologicamente sviluppato come quello dei bambini era in grado di indurre una serie di sintomi psicologici e fisiologici.

I toni binaurali precisamente sono delle frequenze percepite inconsciamente dal cervello come risultato della sovrapposizione di due suoni (aventi una differenza di 30 Hz tra loro) che vengono ascoltati separatamente con degli auricolari.

Oltre a ciò sono state individuate anche una serie di immagini che suscitavano angoscia negli individui e che si pensa contribuissero a causare i sintomi sopra citati se apparivano mentre si ascoltava quella particolare melodia.
Queste sono conosciute nel codice di gioco come “WhiteHand.gif”, “Haunting.swf” e “Buryman script”.

La “WhiteHand.gif” in origine era stata concepita come un Pokemon che doveva apparire al terzo piano della torre. Questo singolare Pokemon era una mano raggrinzita e ossuta, con unghie lunghe, la carne che si staccava dall’osso e i tendini che in modo eccessivamente realistico penzolavano dal polso.

Si componeva di quattro frames: il verso, la sprite ferma e due attacchi di cui se ne conosce solo il primo perché risultano dei frames mancanti circa il secondo. Il primo era nominato “Pugno” e consisteva nella mano bianca che si chiudeva a pugno e oscillava in avanti; di “Brutalità” che è il secondo si sa solo che la mano si apriva, poi sembrava tagliarsi e scompariva per poi riapparire nella posizione di partenza.

Haunting.swf” conosciuta nel gioco come “Ghost animation” poteva apparire in diversi punti della Torre ma non si poteva interagire con essa, tanto che si pensava fosse solo un’animazione di sfondo.

Questa era costituita da ben 59 frames, perlopiù erano immagini statiche dell’animazione ma alcuni contenevano volti urlanti ,uno scheletro col mantello e diversi cadaveri.

Infine l’ultima e più inquietante creatura era quella del “Buryman script”, un essere in decomposizione che si elevava dalla terra. In origine doveva essere il boss della Torre che per la battaglia aveva due combattenti, un Gengar e un Muk.

In caso di  vittoria del giocatore non accadeva nulla di particolare, il gioco si fermava e basta. In caso di sconfitta non era stato scritto un copione specifico, ma un finale venne ideato da un programmatore sconosciuto e prevedeva che il Buried Alive sussurrasse “Finalmente carne fresca”, seguito dalla scritta Game Over e sullo sfondo questo terribile mostro che trascinava con sé l’avatar del giocatore sotto terra.

Fortunatamente queste versioni furono censurate e  in quelle successive il boss della Torre è l’innocuo fantasma di Marowak.

Non si è a conoscenza del perché di questi ultimi elementi, probabilmente servivano ad incrementare il clima di angoscia e terrore instillato dalla melodia.

Ad ogni modo queste sinistre teorie non hanno intaccato in alcun modo la celebrità del videogioco Pokemon che continua a riscuotere enorme successo in tutto il mondo!

By |2018-11-28T13:08:03+00:00novembre 28th, 2018|Cultura pop e videogame|0 Comments

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