A partire dagli anni Duemila, un’infinita varietà di sfide nate online e diffuse via Internet si è fatta strada nei nostri feed. Tali sfide possono appartenere a due macrocategorie: quella ben documentata fino a diventare virale, e quella scarsamente documentata, dove realtà e fantasia si scontrano e si combinano.

Per spiegare l’esistenza e la diffusione della prima categoria, le sfide virali, dobbiamo fare riferimento all’Ipotesi del Pavone Analogico, teorizzata da Gary McKeown, docente esperto di comunicazione, segnali sociali e dinamiche d’opinione presso la Queen’s University di Belfast. Secondo tale teoria, obiettivo primario della comunicazione umana non sarebbe trasmettere informazioni, ma fare mostra della nostra abilità di comprensione della mente dell’altro (non a caso l’ipotesi include la figura del pavone). In questo senso l’allineamento tra le reazioni dei partecipanti è cruciale durante un qualsiasi scambio comunicativo, e viene per questo sapientemente utilizzato all’interno di media come Internet, social network e serie tv.

L’allineamento si articola dal lato del destinatario verso la curiosità emozionale, espressione con la quale si intende l’abilità di sintonizzare le nostre reazioni emotive con le informazioni forniteci dal contesto. Tale desiderio insito nell’uomo si traduce nell’abitudine dei creatori di anime e serie tv di mostrare le espressioni di tutti i personaggi dopo un momento critico, proprio per permetterci di sintonizzarci con loro (come quando Ross disse il nome di Rachel durante il matrimonio con Emily, vedi immagine sotto), ma anche in alcuni tipi di clickbait sui social network (ad esempio “la numero 6 ti sorprenderà!”). Se dunque da destinatario il nostro desiderio è provare le stesse emozioni del mittente per esserne connessi e riceverne validazione, da mittenti ci orientiamo intorno al desiderio di trasmettere concetti così bene da suscitare emozioni nel nostro interlocutore (analogia emozionale).

 

Vediamo allora alcuni esempi di sfide virali che si basano sul pavone analogico:

  1. Try not to… challenge

La serie più innocua di sfide qui citate: lo scopo è guardare video reperiti in rete cercando di non reagire emozionalmente a tali contenuti, dunque di sopprimere il nostro povero pavone. Ci sono molte varianti: cercare di non ridere per video divertenti, di non piangere per video tristi, di non sorridere per video felici o di non rabbrividire per video imbarazzanti. La variante originale è “Try not to laugh”: il video che diede inizio a tutto risale addirittura all’Ottobre 2008, in cui l’autore Gmaerking310 sfidava il pubblico a non ridere di uno Stormtrooper danzante. Più di dieci anni dopo, grazie alla forma più innocente di pavone analogico, il primo video della serie Try not to Laugh di Mark Fischbach aka Markiplier, pubblicato nel 2016, ha raggiunto quota 27 milioni di visualizzazioni su YouTube.

 

  1. Pod, Cinnamon, Hot Pepper challenge

Una forma più impegnativa di sfide consiste nel consumare sostanze (edibili e non). Il loro successo presso il pubblico ricade sul nostro pavone, contento di sintonizzarsi sulle forti emozioni che i partecipanti mostrano.

La Cinnamon challenge, in cui il partecipante ingerisce un cucchiaino di cannella, è da considerarsi la fondatrice del genere. Sembra sia nata come stunt di un programmatore descritto nel blog di un amico nel 2001, dunque quando ancora YouTube non era realtà. Solo nel 2006, un anno dopo la fondazione di YouTube, il fenomeno a lungo dimenticato sbarcò anche sulla piattaforma di condivisione video, raggiungendo il suo apice nel 2011 grazie ad un video di Anna Diaz che raggiunse i 7 milioni di visualizzazioni. Nel 2012, secondo un professore dell’Università di Miami che si interessò al fenomeno, furono 178 le chiamate ai centri antiveleni americani a causa della Challenge, di cui 30 hanno avuto bisogno dell’intervento di uno specialista.

Nel 2011, il sito Rooster Teeth pubblicò invece un video intitolato “Ghost Pepper Challenge“, in cui i partecipanti erano filmati mentre mangiavano tre dei peperoncini più piccanti al mondo. La sfida restò popolare fino a fine 2013, raggiungendo forse il suo picco con il video del canale Good Mythical Morning, che conta oggi quasi 14 milioni di visualizzazioni. Tuttora alcuni canali del circuito Rooster Teeth, come Cow Chop e Sugar Pine 7, ripropongono occasionalmente lo stunt, inserendolo in competizioni a squadre con l’obiettivo di resistere il più a lungo possibile senza avvalersi di un salvifico bicchiere di latte (nell’immagine, il risultato di una competizione tra i due canali).

 

New Entry nella categoria, la Tide Pod Challenge: il partecipante morde una capsula di detersivo per lavatrici. Questo rappresenta un caso molto particolare, perché nato come meme (un argomento o immagine virale in forma umoristica, per un approfondimento sull’argomento rimandiamo qui) e solo a distanza di anni trasformatosi in realtà. Nel 2015 il sito satirico The Onion pubblicò un articolo descrivendo la prospettiva di un bambino desideroso di addentare la capsula, che gli stessi produttori consigliano di tenere fuori dalla portata dei più piccoli a causa dei suoi colori sgargianti, del suo profumo fruttato e della sua morbidezza al tatto. Quando ancora la sfida era pura fantasia e battute, comprendendo solo  video di finti tentativi di ingestione, nel gennaio 2018 fu lanciato un allarme da parte di media come il Washington Post, secondo cui sarebbero stati 15 i casi di ingestione volontaria da parte di adolescenti americani. Sembra dunque che solo a partire da questa denuncia e dalla pubblicazione di un video informativo da parte della stessa Tide (sempre dal tono scherzoso) siano stati pubblicati un numero imprecisato di video ritraenti morsi (più che ingestioni è più accurato chiamarli così) alle colorate capsule, ora tutti rimossi da internet. L’avvenimento ha portato all’apertura di un vero e proprio caso legislativo negli Stati Uniti, in cui si invitano le case produttrici a rendere meno attraenti tali capsule.

  1. Reddit 50/50

Categoria a sé è la Reddit 50/50 Challenge, in cui il partecipante gioca ad una sorta di roulette russa: sulla pagina dedicata del sito Reddit è presente una serie di link, ciascuno accompagnato da due titoli alternativi. Cliccando sul collegamento si possono raggiungere un video o una foto piacevoli, come un gattino che gioca o una modella in costume da bagno, oppure contenuti tristi o violenti, il più delle volte provenienti da LiveLeak, un sito giornalistico dove sono accessibili contenuti video di scene di guerra, incidenti e crimini. Il meccanismo opera secondo un principio totalmente casuale, per cui uno stesso link può portare a due destinazioni diverse.
Dobbiamo specificare che tale sfida è possibile perché il CEO di Reddit, Steve Huffman, ha recentemente dichiarato di “credere nella separazione tra comportamento e credenze”, mantenendo per il suo sito norme di comunità più permissive rispetto a piattaforme come Facebook o allo stesso YouTube.
Anche in questo caso il fenomeno si può ricondurre alla gioia del nostro pavone analogico più che a semplice voyeurismo (i.e. “soddisfazione di morbosa curiosità”), sia per chi vi è coinvolto, considerato che siti come LiveLeak sono accessibili anche senza passare per tale sfida, sia soprattutto per chi assiste, poiché per rispettare gli standard della comunità di YouTube i contenuti violenti devono essere selettivamente oscurati, lasciando a disposizione dello spettatore solo le reazioni dei partecipanti (ghiotta occasione per il nostro pavone, vedi immagine sottostante – PewDiePie e Jacksepticeye).

La vera origine dei reaction video riguardanti questa sfida, che spesso prende la forma di punizione per la perdita di una scommessa o di un gioco di società, è ancora incerta, anche se probabilmente è sbarcata su YouTube intorno al 2016.

In tutti i casi sopra citati, dunque, il mittente mostra o lascia trasparire una reazione emotiva suscitandone una simile nel destinatario (analogia emozionale) mentre il destinatario si sintonizza sulla stessa lunghezza d’onda percependo un senso di validazione (curiosità emozionale).