Leggendo il nome The Witcher viene spesso alla mente “Wild Hunt” ovvero il terzo titolo della saga. La casa polacca, CD Projekt Red, detentrice dei diritti sullo strigo, proveniente dalle storie di Andrzej Sapkowski, ha sviluppato ben due titoli prima di creare il suo più conosciuto e famoso The Witcher 3.
In questa retro-prova intendo analizzare ed approfondire l’antenato del gioco dell’anno 2015 per capire da dove la saga e le capacità tecniche della piccola software house polacca sono partite.
Appare chiaro che il metodo di valutazione terrà conto del fatto che si tratta di un titolo con 12 anni alle spalle e di conseguenza incomparabile a livello tecnico e grafico con le opere attuali.
La versione da me provata è la Enhanced Edition, acquistabile sia in formato fisico su Amazon o Ebay che via GOG o via Steam ad un prezzo generalmente sempre inferiore ai 10€. Sfruttando saldi e sconti potrete acquistare un gioco che vi terrà incollati davanti allo schermo per un totale di una trentina di ore contando le missioni secondarie (e anche di più se si intende completare anche i contenuti aggiuntivi).
Il gioco è disponibile sia per Windows che per Mac.

 

 

La Trama

Triss e il Re della Caccia Selvaggia… Due vecchie (nuove) conoscenze…


Tra i tanti punti a favore che troviamo nella saga di The Witcher il primo è sicuramente la trama. Giocare ad esso ci catapulta direttamente all’interno dei libri di Sapkowski rendendoci fin da subito partecipi delle avventure dello strigo Geralt e del clima politico della regione di Temeria e della sua capitale, Vizima.
Al di fuori della trama ben strutturata vi è la possibilità, come nei titoli successivi, di fare delle scelte che andranno ad influenzare direttamente gli eventi successivi: essi spazieranno dalla possibilità di uccidere un avversario piuttosto che risparmiarlo, intervenire in una faida o restare neutrali e instaurare relazioni sentimentali o meno con protagoniste femminili della saga.

Lo svolgersi degli eventi è tendenzialmente lineare ma tuttavia caratterizzato da alcuni colpi di scena che lasciano sbigottito e allo stesso tempo impotente il giocatore. Al contrario di quanto si possa pensare il primo The Witcher non narra gli eventi di gioventù di Geralt bensì le avventure di uno strigo già esperto, conosciuto e temuto a Temeria. Per consentire una progressione ed impedire il controllo di un potente personaggio fin da subito, la storia comincia con il ritrovamento di Geralt svenuto e privo di memoria nei pressi di Kaer Morhen. Sarà il proseguire degli eventi a far ricostruire pian piano ciò che avvenne prima dell’inizio del gioco.

Tutte le scelte effettuate durante i vari capitoli del gioco, in totale cinque (più prologo e conclusione), influenzeranno ciò che avverrà nel finale con diversi risultati in base a ciò che è avvenuto in precedenza. Invito pertanto, chiunque fosse curioso di conoscere i vari finali senza leggerli su internet, di salvare spesso e di mantenere i file di salvataggio dei momenti chiave del gioco per poterli rigiocare successivamente. Va ricordato tuttavia che le combinazioni delle scelte sono molteplici e pertanto si dovrà impiegare un quantitativo di tempo non indifferente.

Al di fuori dei lati positivi c’è da aggiungere che non mancano sicuramente i momenti in cui il giocatore può sentirsi smarrito perché non trova la via per il completamento di una missione (gli indicatori non sono sempre molto efficienti) piuttosto che annoiato da una certa ripetitività di luoghi, eventi e persone.

I luoghi visitabili sono in totale 9:
– Kaer Morhen;
– Campagne di Vizima;
– Quartiere del Tempio di Vizima;
– Paludi;
– Quartiere dei Mercanti di Vizima;
– Villaggio del Lago;
– Isola del Lago;
– Vizima Antica;
– Lande Ghiacciate.

Mappa di Temeria

 

Gameplay e Tecnica

Il primo gioco di The Witcher è l’unico a non essere debuttato su console. Questo fa del titolo polacco un’esclusiva computer (PC e Mac) e pertanto i comandi di gioco sono stati studiati ed ottimizzati per il controllo del personaggio tramite mouse e tastiera. Tuttavia va sottolineato che, per i giocatori poco esperti con la tastiera, è presente una modalità di controlli azionabili solamente tramite mouse il quale servirà per muovere il personaggio, attaccare, schivare e cliccare sui bottoni a schermo per aprire i vari menù disponibili quali equipaggiamento, diario ed opzioni. Sempre tramite mouse è possibile cambiare lo stile di combattimento, bere una pozione e cambiare arma.
A mio avviso entrambi i metodi di controllo sono abbastanza efficaci e la preferenza sta al giocatore. Personalmente ho attivato la modalità mouse utilizzando tuttavia anche la tastiera per le azioni che richiedevano più rapidità (come cambio arma, cambio stile di combattimento ed utilizzo pozione).

Sono presenti due diverse visuali: la prima dall’alto e che ricorda molto giochi gestionali o vecchi titoli per PC (quali Baldur’s Gate piuttosto che i vecchi Fallout 1 e 2) mentre in alternativa si può utilizzare la classica visuale alle spalle del personaggio, comune anche ai The Witcher successivi.
Pur essendo un titolo anziano di una decade è possibile impostare i dettagli grafici su diversi gradienti e, una volta impostati sul massimo (computer permettendo), saranno in grado di dare un elevato grado di dettaglio ai personaggi.
Tuttavia il level design (in particolare l’ambiente che circonda le zone visitabili), seppur curato, non spicca per qualità visiva.

I dettagli dei personaggi sono ben definiti seppur si parli di un gioco di dodici anni.

Il sistema di combattimento è relativamente semplice e facile da imparare anche se non particolarmente intuitivo: il clic sinistro permette di attaccare e il movimento va ripetuto ogni volta che compare una spada infuocata sul segnalino di attacco. Il puntatore va sempre indirizzato verso il nemico sennò il personaggio smetterà di attaccarlo e non farà altro che subire danni (o parare i colpi). Le spade infuocate che appaiono a schermo sono due: la gialla e la rossa dove entrambe se ripetute daranno vita ad una combo ma si discosteranno per quantità di danni dove la seconda ne effettuerà di più. La schivata viene effettuata cliccando rapidamente più volte con il mouse sinistro in un’area lontana dal personaggio il quale farà una capriola allontanandosi dal nemico.

Sono disponibili quattro tipologie di armi differenti:
– Spada d’Argento: Utilizzata per sconfiggere i mostri ed efficace solo contro essi.
– Spada d’Acciaio: Efficace contro gli umani e le bestie, inefficace contro i mostri.
– Arma secondaria: Una qualsiasi arma umana a una o due mani.
– Arma leggera: Arma leggera quale pugnale, ascetta o torcia.

Gli stili di combattimento sono tre:
– Stile Forte (Diavolo di Temeria): efficace contro i nemici più possenti, potenti e più lenti;
– Stile Veloce (Ardente Danzatore): utile contro nemici veloci, con armi leggere e poco corazzati;
– Stile di Gruppo (Viroledan): necessario nel caso i nemici diventino troppi e non sia possibile affrontarli uno per uno.

Il mouse destro permette di lanciare un incantesimo (Segno) tra i vari presenti nel gioco (che verranno appresi man mano si proseguirà nella storia):
– Aard (forza telecinetica);
– Igni (forza pirocinetica);
– Yrden (trappola magica);
– Queen (scudo magico);
– Axii (manipolazione mentale).

Tre contesti di combattimento: a sinistra contro umani (stile veloce e spada d’acciaio), a destra contro mostri (stile di gruppo e spada d’argento) e in basso a combattimento finito (con stile pesante e arma secondaria).

 

Se il processo di controllo del personaggio richiede solamente il prologo per essere padroneggiato a dovere, non è possibile dire lo stesso del livellamento e della progressione delle capacità del personaggio.
Geralt aumenterà di livello e per ciascuno di essi sarà necessario assegnare dei punti (bronzo, argento, oro) per migliorare i talenti disponibili. È importante sottolineare che, anche arrivando a fine gioco e completando tutte le missioni sia secondarie che primarie, non sarà possibile riempire tutti gli slot di abilità. Pertanto, fin da inizio gioco, è consigliabile avere una strategia per l’assegnazione dei talenti cominciando a pensare se sia meglio risultare più efficiente nei combattimenti con le armi piuttosto che nell’utilizzo delle magie.
Altrettanto complesso è l’argomento alchimia che necessiterà di tempo per comprendere i giusti innesti di sostanze con lo scopo di creare pozioni efficaci all’evenienza le quali saranno precedute dalla ricerca di materiali, essenze ed erbe e dalla lettura di libri e di pergamene.

L’evoluzione di Geralt da inizio a fine gioco

La progressione nel gioco è abbastanza lineare lasciando al giocatore modo di imparare tutte le tecniche necessarie per sopravvivere e completare le missioni. Non mancheranno casi in cui sarà necessario elaborare strategie per abbattere un nemico, bere più pozioni del previsto (facendo attenzione poiché un uso eccessivo potrebbe causare l’effetto inverso).
Morire nei livelli di difficoltà più elevati potrebbe essere frequente, quindi consiglio di salvare spesso prima di affrontare nemici che possano sembrare particolarmente ostici. In caso di sconfitte ripetute si potrà sempre far uso dell’elemento ambientale a proprio favore cercando di far confondere l’intelligenza artificiale muovendosi all’interno della mappa in maniera imprevedibile.
L’intelligenza artificiale (ricordandoci sempre che parliamo di un gioco del 2007) non brilla particolarmente e non sarà troppo complesso imparare i suoi punti deboli quali un limitato raggio d’azione entro il quale attaccherà il giocatore e poi tornerà al punto di partenza una volta raccolto troppo svantaggio e l’incapacità di capire la forma degli oggetti limitandosi a sbatterci contro e seguirne i contorni permettendo a Geralt di attaccare il nemico e poi continuare a roteare attorno a senza essere toccato e quindi colpito.

Al di fuori dell’IA poco sviluppata uno dei punti realmente negativi di questo gioco sono i bugs: sono molteplici, inaspettati ma soprattuto snervanti. Specialmente nel primo capitolo non sarà raro incappare in problemi di codice che influenzeranno l’esperienza, arrivando addirittura a costringere il giocatore a cominciare da capo. Tra le varie esperienze che ho vissuto, tre sono degne di nota:
1. Caricamento infinito tra l’area del prologo e il primo Capitolo. La soluzione è stata quella di caricare un salvataggio a metà prologo e ripercorrere tutto il cammino senza salvare nuovamente (i salvataggi intermedi presentavano lo stesso bug del più recente).
2. Chiave necessaria per procedere nel gioco sparita. Una volta iniziato un dialogo con il Reverendo (Capitolo 1), esso dovrebbe dare a Geralt una chiave necessaria per completare la missione (primaria). Nel caso in cui, come è accaduto a me, si avesse l’inventario pieno, la chiave non viene mai consegnata e pertanto risulta impossibile proseguire nella storia (da ricordare che esiste una sezione specifica per gli oggetti di missione ma non viene inserita in quello slot come in altri casi).
3. Elemento scomparso da inventario ma presente. Verso metà gioco sarà necessario recuperare 10 pietre per aprire una determinata porta ma potrebbe capitare che alcune di esse non compaiano nell’inventario anche se effettivamente sono state inserite in esso. Senza nessuna indicazione a parte il diario (che continuerà a segnalare la necessità di trovare ancora una pietra), potranno essere tutte quante inserite nel luogo prescelto completando la missione.

Da non considerare come elemento negativo ma come punto d’attenzione va fatto presente che alcune missioni non saranno più accessibili se si proseguirà con la missione principale dunque è preferibile, se possibile, sempre concludere le secondarie a disposizione prima per poi proseguire con le principali. Bisogna ricordarsi anche di riempire il nostro inventario con ciò che viene estratto dai cadaveri dei mostri morti: una decina per ciascun elemento può essere utile per una determinata missione verso la fine del gioco poiché non sarà possibile tornare indietro in aree precedenti.
Alcune scelte prese saranno definitive e sarà necessario seguire una tra tre vie alla fine del gioco: allearsi con una tra due fazioni o rimanere neutrale.

 


Conclusione

In viaggio con Roach verso una nuova avventura…

Al di là dell’età del gioco, di alcuni evidenti limiti tecnici e di alcuni fastidiosi bug, il gioco è sempre un The Witcher e, pertanto, per tutti gli amanti del genere RPG e del terzo o secondo titolo, questo va assolutamente provato.
La Trama è in grado, da sola, di compensare le lacune tecniche e di trasportare il giocatore all’interno di Temeria e delle sue terre devastate da mostri e conflitti ma anche in grado di mostrare il suo lato più bello e magico.
Il fattore scelte è sicuramente un must-have e, a differenza di tanti titoli recenti che permettono di effettuare scelte che non influenzano particolarmente la trama, qui c’è da stare certi che qualsiasi scelta avrà un effetto nel gioco e non sarà sempre facile decidere per una sponda piuttosto che un’altra, soprattuto quando in entrambi i casi protendere da un lato corrisponde ad una grave perdita dall’altro. Questo metterà a dura prova anche il più inflessibile dei giocatori e solo provando il titolo ci si potrà realmente rendere conto di ciò che sto spiegando.
Il fattore economico e anch’esso un punto positivo per l’acquisto del gioco che, ripeto, consiglio assolutamente.

Suggerisco inoltre, per chi fosse appassionato di lettura, di approfondire anche i libri cartacei del mondo di The Witcher, partendo dal Guardiano degli Innocenti.

Nota Bene: Per i giocatori del titolo su PC vi è la possibilità di trasferire i salvataggi del primo gioco sul secondo titolo (The Witcher 2: Assassins of Kings) e poi da quest’ultimo a The Witcher 3 Wild Hunt.


PRO

  • Trama imperdibile e coinvolgente
  • Scelte che influenzano gli eventi e il finale
  • Modalità di combattimento e di crafting
  • Evoluzione dei personaggi e continuazione trama primo gioco nei successivi (solo PC)
  • Accessibilità (prezzo)


CONTRO

  • Bug troppo diffusi
  • Intelligenza artificiale scarsa
  • Varietà e dettagli personaggi e ambiente bassa


Voto Finale:
8.0