I videogiochi si basano sull’interazione fisica tra il videogiocatore e un controller. Di conseguenza persone con limitazioni motorie più o meno gravi potrebbero avere estrema difficoltà a giocare gran parte dei titoli siano essi per PC o console.

Le difficoltà si potrebbero avere nei giochi che richiedono una pressione ripetuta di un singolo tasto, una veloce pressione di più tasti per una combo o un certo tempismo. Anche agitare il controller della Nintendo Switch potrebbe risultare difficoltoso o impossibile.

Nei videogiochi per PC ormai spesso troviamo l’opzione per un remapping totale degli input, permettendo anche di utilizzare solo la tastiera o solo il mouse.

Recentemente la Microsoft ha sviluppato l’Adaptive Controller. Ha due grandi pulsanti programmabili e 19 jack per connettere diversi tipi di joystick per renderlo il più possibile personalizzabile. Con questo controller è possibile giocare con una sola mano, con i gomiti o addirittura con i piedi. Inoltre è possibile collegare dei joypad extra con la funzione di copilota nel caso in cui serva assistenza da una persona esterna.

 

Purtroppo però è compatibile solo con Xbox e Windows, lasciando quindi ancora una barriera per i videogiocatori con disabilità: non poter usufruire (almeno non subito) delle esclusive Sony. Nonostante questo la Microsoft ha svolto un ottimo lavoro ascoltando, in fase di sviluppo, molte associazioni e membri della community con diverse disabilità.

In alcuni casi è possibile utilizzare un sistema (poco economico e valido solo su PC) di puntamento oculare. L’interazione con il videogioco avviene attraverso il movimento degli occhi. Inoltre, sostituisce anche il click del mouse con un meccanismo che fa sì che un oggetto venga selezionato se ci si sofferma per un determinato lasso di tempo. Questi sistemi sono ancora in fase di sviluppo e non includono tutti i titoli. Lo sviluppo di un controller non può essere totalmente efficace se non vi è un’attenzione al problema anche durante lo sviluppo del videogioco.

Anche i videogiochi stessi, infatti, dovrebbero inserire alcune impostazioni per garantire la totale accessibilità. Il remapping totale dei tasti dovrebbe essere sempre disponibile, sopratutto quando il gioco richiede movimenti precisi e veloci.

In “Spider-man” il tutorial chiede di premere ripetutamente e velocemente il tasto quadrato. Con determinate disabilità questo è un movimento difficile, doloroso e a volte impossibile. Nel menù troviamo delle impostazioni che semplificano o eliminano proprio alcune parti del gameplay che richiedono questo tipo di movimenti.

Nello sviluppo di “Detroit: Become Human” c’è stata una minore attenzione a queste problematiche. Per compiere determinate azioni bisogna far ruotare l’analogico con un certo tempismo; questa azione non è semplice come può sembrare, o almeno non lo è per tutti. Si può modificare dalle impostazioni? Sì, ma è un’opzione inclusa nella scelta della difficoltà del gioco. Per avere dei comandi semplificati bisogna giocare in modalità semplice rovinando l’esperienza di gioco.

Sicuramente c’è ancora molto da fare per abbattere totalmente le barriere ma finalmente possiamo dire che un futuro in cui i videogiochi sono pensati per tutti non è impossibile da realizzare.