Crescere con i videogiochi

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Le nuove generazioni sono cresciute a stretto contatto con i videogiochi: quali sono gli effetti che quest’ultimi possono comportare su di essi? 

Nel post di oggi discuteremo uno dei temi più dibattuti degli ultimi anni: gli effetti che i videogiochi hanno sui giovani utenti. Per fare ciò, riprenderò un articolo di Alessio Ceccherelli, il quale individua una serie di effetti che, secondo le più recenti ricerche, i videogiochi avrebbero sui ragazzi. Tali effetti sono sia positivi che negativi, come già anticipato nell’articolo sulla visione comune dei videogiochi infatti, questi ultimi non hanno solo conseguenze nocive sui ragazzi. Qui di sotto trovate la tabella con i principali effetti individuati da Ceccherelli, noi ci occuperemo di spiegarli ed analizzarli.

 

ABILITÀ LOGICHE E STRATEGICHE – Il genere di abilità che viene principalmente sviluppato attraverso all’utilizzo di videogames è quello delle abilità logico-strategiche. Un ragazzino che infatti dedica del tempo ai videogiochi, tendenzialmente è più abituato a cercare correlazioni tra gli elementi presenti nell’ambiente, proprio perché condizionato dalle richieste che gli vengono tipicamente proposte da tali giochi. In particolare i videogiochi di avventura e di azione richiedono queste abilità, poiché mettono il protagonista spesso in condizione di dover risolvere indovinelli ed enigmi per poter procedere nella storia. Lo sviluppo delle abilità logiche e di problem solving può essere molto utile al ragazzo, sia in termini di vita quotidiana (per esempio per risolvere problemi logistici in maniera efficacie), che in termini scolastici (ad esempio nella risoluzione di problemi matematici).

 

ORGANIZZAZIONE DEI PROCESSI DI PENSIERO – Un altro dato interessante messo in luce dalla tabella è la correlazione tra uso dei videogames e ottimizzazione dei processi di pensiero. Secondo quanto riportato infatti, i ragazzi che giocano ai videogiochi sono più veloci nel mettere in determinate riposte e sono in grado di tener conto in maniera più efficacie di diversi obbiettivi contemporaneamente (multitasking). Se consideriamo che i videogiochi richiedono una veloce elaborazione delle informazioni e un altrettanto veloce capacità di risposta per poter “vincere”, risultato logico intuire come questi possano favorire le abilità di pensiero multitasking e la maggiore velocità di processamento delle informazioni. Un costante uso di videogiochi quindi, può insegnare ai ragazzi a pensare in maniera più veloce ed efficiente.

 

 

 

AUTOSTIMA, VALORI E ABILITÀ SOCIALI – E qui sfatiamo definitivamente il falso mito del “i videogiochi non consentono di socializzare” con annesse conseguenze. La possibilità di giocare online infatti consente agli utenti di effettuare vere e proprie esperienze sociali, interagendo con persone in tutto il mondo. Inoltre la “facilità” che questo tipo di tecnologia garantisce nel socializzare (per il fatto di non doversi esporre direttamente, di poter comunicare anche da casa, ecc.) consente anche ai ragazzi più introversi e con più scarse abilità relazionali di poter sperimentare interazioni sociali adeguate e strutturanti. Queste esperienze sociali consentono la strutturazione di valori desiderabili e generalizzabili alla vita quotidiana come ad esempio la cooperazione. Per quanto riguarda l’autostima invece, il successo nei videogiochi, come in qualsiasi altro aspetto della vita, può favorirla, incrementando la sicurezza in se stessi.

GLI EFFETTI NEGATIVI – Leggendo le possibili conseguenze negative notiamo fattori contraddittori con quanto detto sopra come ad esempio peggioramento scolastico (in netta antitesi con lo sviluppo di abilità di problem solving e con l’ottimizzazione dei processi di pensiero), il deterioramento delle abilità sociali e la dipendenza. Premettendo che molti di questi risultati possono essere considerati discutibili, è comunque doveroso sottolineare che sono correlati ad un abuso di videogames, ovvero ad un eccessivo utilizzo. Ovviamente usare i videogiochi in maniera appropriata può favorire l’incremento delle abilità logiche; un uso sovrabbondante andrebbe a ridurre il tempo dedicato allo studio, deteriorando i risultati scolastici. Lo stesso ragionamento si può effettuare per la dipendenza (sempre dovuta ad un eccessivo uso della “sostanza”), per l’obesità (dovuta al troppo tempo seduti o comunque fermi) e al peggioramento delle abilità sociali. Insomma è evidente come un abuso arrechi danno, ma tali ricerche dovrebbero essere concentrate anche su utenti che fanno un uso “normale” di questa tecnologia.

IL PARTICOLARE CASO DELLA VIOLENZA – Ho voluto tenere questo tema per ultimo apposta per dedicarci una maggiore attenzione. Ovviamente tra i risultati negativi troviamo il classico “i videogiochi rendono i bambini violenti”, rigirato in diverse salse. Per tanto vorrei esprimere la mia opinione a riguardo. Prima però voglio sottolineare ancora una volta come i videogiochi non siano tutti uguali. Alcuni possono avere contenuti violenti; tanti altri no. Dubito che un “Super Mario” o uno “Zelda” possano istigare particolarmente alla violenza, come pure un “FIFA” o un “Candy Crush”. Se lo fanno, allora puntiamo il dito anche verso giochi quali “cowboy e indiani” o simili, dove i bambini, seppur senza il supporto grafico, si calano in ruoli del tutto discutibili (in tal caso devono cacciare e uccidere coloro che sono diversi, ditemi voi se è un messaggio educativo). Dopo aver fatto questa doverosa puntualizzazione, vorrei proporvi di riflettere sul legame di causa-effetto: sono i videogiochi a rendere i bambini violenti o sono i bambini con propensione violenta a ricercare videogiochi con tale contenuto? Perché determinati bambini sono attratti da determinati videogames piuttosto che da altri? Forse prima di far ricerche sul possibile comportamento violento sviluppato dai giovani videogiocatori sarebbe il caso di rispondere a queste domande (tuttora irrisolte).

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