Socialità dei videogiochi

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La maggior parte dei videogiochi ormai prevede la possibilità di gioco online attraverso un sistema multiplayer che permette a giocatori di amplificare la propria esperienza di gioco oltre la “consumata” intelligenza artificiale, per arrivare al confronto con un altro utente.

Se inizialmente solo i titoli più famosi erano disponibili con funzioni online, in particolar modo con piattaforma esclusiva il PC, oggi la situazione appare ribaltata con quasi la totalità dei titoli costretti a sviluppare il gioco in rete per soddisfare le richieste dell’utente.

Molti fan, inoltre, tendono ad attribuire, nella valutazione complessiva della soddisfazione per il videogioco, un peso maggiore proprio al gioco online piuttosto che a quello offline sostenendo che per molti aspetti il gioco in rete costituisce un’esperienza più varia, sfidante e condivisibile.

 

Per quel che riguarda la varietà dell’esperienza di gioco è facilmente intuibile che sfidare intelligenze umane e non virtuali porti un maggior grado di novità per la possibilità di improvvisare di quest ultimo e per il differente uso e interpretazione che ciascun giocatore fa del gioco e dell’addestramento che ha fatto (sperimentando il gioco offline). Questa stessa varietà, in termini strategici tra le capacità dei giocatori di processare l’informazione ed elaborare la risposta più adeguata nel minor tempo, assicura una dimensione di sfida continuativa e sempre differente con la possibilità non solo di testare l’efficacia delle proprie capacità, maturate fino a quel momento, ma anche di integrare nuove interpretazioni dell’informazione nel proprio orizzonte di azioni disponibili in una data situazione anche grazie all’osservazione degli altri.

Per quel che riguarda la condivisibilità invece è importante chiarire che con questo termine si fa riferimento ad ogni interazione che un giocatore può eseguire con un altro, anche in tempi differenti: ricadono sotto questo ambito la condivisione di semplici pareri, video o immagini (che ad esempio possono essere testimoni di una performance fuoir dal comune o di un momento di ilarità a causa di alcuni errori del sistema), chat vocali relative al gioco.

Importante, in questo discorso di socialità dei videogames, è la funzione, sviluppata lungo tutta la scala gerarchica dei dispositivi che supportano videogiochi, che rende possibile aggiungere giocatori incontrati e amici al proprio “Friends Online Network”.

 

Questo accorgimento permette una compartecipazione più attiva dei giocatori alla stessa sessione di gioco, per i giochi cooperativi e competitivi che lo permettono, e la possibilità banalmente di avere spesso qualcuno di conosciuto con cui giocare. Da questo punto di vista esistono titoli che hanno sviluppato interi settori del loro gioco puntando proprio su questa socialità estesa (un esempio possono essere i proclub di FIFA o i server dedicati ad organizzare “clan war” sui titoli più conosciuti come sparatutto) sono anche quelli che riscuotono più successo in termini di gradimento da parte del pubblico, incassi e riconscibilità del marchio. Certamente questa fama è motivato dalla bontà del prodotto ma altrettanto probabilmente dal crescente numero di persone che gioca al titolo ed il conseguente giro parola di bocca in bocca dei giocatori che non perdono tempo a persuadere amici e conoscenti ad acquistarlo. Questa dimensione sociale aggiunta permette un ulteriore rimanda allo realtà in termini di parallelismo più che di divergenza, aumentando di conseguenza il coinvolgimento.

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