Stessa storia, stesso posto, stessa… barra

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Neuropsicologia e Crash Bandicoot: due mondi paralleli che non si incontreranno mai? Non proprio. L’anello di congiunzione esiste ed è rappresentato da un nome che ogni studente di psicologia che si rispetti sente ripetere fino allo sfinimento. Curiosi di sapere di chi stiamo parlando?

260196_1246297865913_full copia copiaCome sa chiunque abbia giocato almeno una volta a Crash, i nemici del nostro bandicoot antropomorfo hanno spesso una N. iniziale e caso vuole che quella N vada a formare strane combinazioni con il resto del nome. Abbiamo quindi, ad esempio, Nitrus Brio (N. Brio), che ricorda la parola inglese “embryo” (“embrione”), mentre il boss di Crash Bandicoot: Warped si chiamava Nefarious Tropy (N. Tropy) e, se avete prestato attenzione durante le lezioni di chimica, ricorderete di aver sentito parlare di entropia (anche solo per sentito dire, non ricordo di aver mai prestato davvero attenzione ad una lezione di chimica). Ma i personaggi su cui possiamo davvero ragionare i termini psicologici non sono questi. Partiamo dall’associazione più facile: come si chiama la nemesi di Crash? Se avete risposto “Neo Cortex”, 100 punti a Grifondoro. E come si chiama la parte più sviluppata del nostro cervello, quella che si è formata in tempi più recenti e grazie alla quale possiamo pensare, parlare, apprendere e fare tantissime altre cose tra cui, non dimentichiamolo, giocare ai videogiochi? Esattamente, parlo della neocorteccia. Se ci pensate un attimo, non è poi così strano che uno scienziato super intelligente, con una testa enorme (anche se, mi spiace dirvelo, quando si parla di cervello le dimensioni non contano) e che riesce ad inventare cose che gli altri non riescono nemmeno ad immaginare porti un nome del genere: in fin dei conti, è solo per merito della neocorteccia, dei suoi giri e delle sue circonvolluzioni se noi esseri umani possediamo quelle che in gergo tecnico vengono chiamate “funzioni cerebrali superiori”.

Ma vi ho promesso che avrei raccontato la storia di un nome noto ad ogni studente di psicologia, e non ho intenzione diImmagine21 deludervi. C’era una volta un uomo abbastanza normale, che aveva un lavoro abbastanza normale, una vita abbastanza normale e la cui sanità mentale era, tutto sommato, abbastanza normale. Finché non gli andò di traverso qualcosa, e non parlo di “ingoiò un boccone un po’ troppo grosso e si strozzò”, quanto di “una barra di metallo gli trapassò il cranio mentre lavorava”. Da quel momento, tutti gli “abbastanza normale” andarono nel dimenticatoio: l’uomo che fino ad allora era stimato da tutti cedette il passo ad un giocatore d’azzardo ubriacone, incapace di controllare il proprio comportamento e le proprie emozioni. Quest’uomo si chiamava Phineas Gage e viene ancora utilizzato, a distanza di quasi 200 anni,per descrivere come una lesione a determinate zone della corteccia cerebrale possa comportare cambiamenti a livello emotivo e di personalità. E’ più che lecito chiedersi il motivo per cui vi abbia raccontato questa allegra storiella, ma è presto detto. Se sostituite la barra d’acciaio con un missile, avete a grandi linee la storia di N. Gin (“engine”, ovvero “motore”), altro storico nemico di Crash Bandicoot. Anche se aveva studiato insieme a Neo Cortex e Nitrus Brio in una scuola per geni del male, il nostro “Phineas Gage videoludico” era riuscito a guadagnarsi la stima del mondo diventando un fisico di fama mondiale che lavorava nel settore difesa, progettando soprattutto missili. E sarà proprio un missile conficcatosi nella sua testa a causare il cambiamento di personalità, così come era accaduto con la barra di metallo due secoli prima.

Oltre al cambiamento avvenuto in seguito all’incidente, si nota anche un cambiamento di personalità nel corso della saga. Negli ultimi giochi, N. Gin è più sadico e, a tutti gli effetti, cattivo di quanto non fosse all’inizio, e si può notare come il missile si sia conficcato più in profondità provocando non solo un ulteriore cambiamento di personalità, ma anche sbalzi d’umore repentini e dando al nostro povero Gino un colorito non proprio salutare, noto anche come “abbronzatura dello studente universitario durante la sessione d’esami”.

N._Gin copia

Se l’altra volta vi ho parlato di quanto fossero pericolose le botte in testa, direi che stavolta l’avvertimento è chiaro: evitate di farvi trapassare il cranio da missili o barre di metallo, pena un cambiamento radicale della vostra personalità. Che dite, pensate di riuscire a stare lontani dai tubi di metallo, o cederete al loro fascino senza tempo?

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