Vietare Pokémon Go è una soluzione?

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La notizia di oggi è che il Codacons vuole far vietare Pokèmon Go in Italia. Ieri si parlava di proibire GTA e prima ancora c’era il medesimo discorso con Doom. Insomma, vietare giochi violenti e sparatutto ai minori è un discorso ancora coerente, ma adesso vogliamo proibire addirittura i Pokèmon, forse qualcosa non torna. 

Tuttavia l’iniziativa lanciata dal Codacons, Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, evidenzia un problema che ormai sembra essere sotto gli occhi di tutti. Pokémon Go è un gioco fortemente immersivo che, se abusato, può essere pericoloso. Il web è pieno di notizie che si rincorrono, riguardanti presunti incidenti, rapine o altri misfatti causati da un utilizzo improprio del sopraccitato gioco. Il fatto è che a causare questi problemi non è l’applicazione, ma la gente che non è in grado di gestirla. Ancora una volta l’uomo cerca di deresponsabilizzarsi di fronte alla tecnologia, preferendo additare il videogioco, piuttosto che assumersi le proprie responsabilità. Dunque la gente non è capace a regolarsi e noi cosa facciamo? Gli vietiamo Pokèmon Go. Certo, così la soluzione sarà piratarlo e giocarci comunque. Sono l’unico che vede una piccola falla in questo piano? E se invece di bloccarlo, provassimo a insegnare alla gente a regolarsi?

Facile a dirsi e più difficile a farsi vero? Allora ecco alcune iniziative che possono promuovere una corretta cultura videoludica:

  1. Giornate di sensibilizzazione generazionale: Inutile negarlo, i videogiochi hanno diviso le generazioni in due fasce: coloro che sono nati con i giochi elettronici e coloro che non ne hanno fatto esperienza. Purtroppo, questa seconda categoria pretende di insegnare come utilizzarli. Capirete che la cosa è parecchio problematica, è come se volessi insegnare a nuotare senza aver mai messo un piede in acqua. Tuttavia la questione non è da minimizzare: i genitori di oggi devono insegnare ai loro figli come relazionarsi con videogiochi e tecnologia più in generale, dunque come fare? Saltuariamente vengono organizzate giornate o corsi formativi volti a insegnare ai genitori cosa significano i videogame. Tali giornate consentono un avvicinamento generazionale, mostrando concretamente i pro e i contro del videogiocare.
  2. Educazione ai media: La tecnologia si evolve ad una velocità incredibile, la scuola invece no. Ci vorrà ancora molto prima di vedere dei corsi di educazione ai media? Cyberbullismo, violazione della privacy, abuso di mezzi elettronici sono solo alcuni dei problemi che possono includere anche il mondo videoludico. Il problema, identificato da diversi sociologi, è che i ragazzi di oggi hanno una grande abilità tecnica nell’utilizzo dei nuovi media, ma mancano totalmente di capacità morali ad esse collegate. Per ovviare al problema sarebbe il caso di lavorare sulle menti dei ragazzi fin da giovani al fine di farli crescere con valori sani, come ad esempio non accanirsi contro coetanei via web o non giocare a Pokèmon Go mentre si guida…
  3. Creare modelli positivi: Inutile dirlo, i videogiochi sono visti come qualsiasi cosa meno che modelli positivi. Eppure offrire dei prototipi comportamentali di giocatori attenti sarebbe un grande aiuto per i ragazzi di oggi e presumibilmente ridurrebbe non poco i comportamenti disfunzionali ad essi collegati. È mai possibile che il videogame sia ancora un tabù?

Probabilmente penserete che tutto ciò sembra eccessivo. Basterebbe un po’ di raziocinio, no? Eppure, viste le notizie che circolano sul web, pare che quest’ultimo sia difficile da trovare…

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