Box art: donne da copertina

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Ormai nei videogiochi il ruolo femminile non è più relegato a quello della damigella in pericolo, o di premio per il giocatore che riesce a portare a termine il gioco. Aumenta sempre più la presenza di donne forti, protagoniste, e che non hanno nessun bisogno di un uomo che le venga a salvare, come ad esempio la famosissima archeologa Lara Croft, Samus Aran o la più recente Ellie, di The Last of Us. Ma se ancora in molti casi traspare maschilismo e una rappresentazione stereotipica del sesso femminile nei contenuti dei videogames, ciò appare anche nelle copertine dei giochi stessi.

Le copertine, malgrado stiano passando in secondo piano a causa della digitalizzazione della vendita, rappresentano ancora il primo impatto che abbiamo in negozio. Quando prendiamo in mano per la primissima volta la custodia di un videogioco, prima di comprarlo diamo un’occhiata alla copertina, almeno per farci una primissima idea di cosa esso tratti.

Analizzeremo ora alcune box art di famosi titoli per notare come vengono rappresentate le donne.

 

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Portal 2

 

Cominciamo con una copertina molto semplice: Portal 2. Chell, la protagonista di questa serie, è completamente assente dalla copertina (si è preferito dare spazio ai due robot della modalità cooperativa, introdotta in questo secondo capitolo), così come per il primo Portal. La si vede raramente in viso e durante il gioco non parla, ma è la protagonista indiscussa e il fulcro della storia.

 

 

 

 

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Nella serie di Mass Effect il giocatore è libero di scegliere il sesso del personaggio principale e di personalizzarlo a piacere, ma il testimonial scelto per tutte le copertine della saga è la versione maschile del comandante Shepard, cioè il volto del modello Mark Vanderloo. Solamente nel terzo capitolo, dopo una votazione sull’aspetto base della comandante Shepard lasciata alla community, è presente il suo aspetto femminile in posa determinata e battagliera come la sua controparte maschile. Bioware ci ha lasciato la libertà di scegliere tra i due semplicemente girando la copertina.

 

 

the-last-of-us-box-artThe Last of Us

 

Come comprimaria, Ellie si ritaglia la sua fetta di centralità nella copertina di The Last of Us, assieme a Joel, ma non senza lottare: è grazie all’insistenza degli sviluppatori di Naughty Dog se è presente, in quanto da un’intervista a Neil Druckmann e Ashley Johnson (rispettivamente direttore creativo e doppiatrice di Ellie) scopriamo che Sony aveva espressamente chiesto il focus sul protagonista maschile Joel, escludendola dalla copertina.

 

 

 

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Assassin’s Creed Syndicate

 

Evie Frye è una dei due protagonisti del gioco assieme al gemello Jacob, la prima volta che la serie di Assassin’s Creed introduce un personaggio selezionabile di sesso femminile. A livello di gameplay, i due gemelli sono alla pari, ma sulla copertina no: al centro di tutto c’è Jacob, mentre sulla destra vediamo Evie, assieme ad altri personaggi del gioco. A livello visivo quindi, il personaggio maschile è al centro, mentre quello femminile, se non si conosce il gioco, è assimilabile con gli altri npc in scena, rispetto al ruolo centrale che ha in questo capitolo di Assassin’s Creed.

 

 

 

tomb-raider-2016-box-artRise of the Tomb Raider

 

Gli artwork della saga di Tomb Raider hanno visto diverse interpretazioni della protagonista Lara Croft nel corso degli anni, rappresentandola in pose ammiccanti che mettessero in risalto le sue forme generose. Con il reboot della serie del 2014, a Lara è stata data un’altra immagine: ora, per dimostrare di essere un personaggio femminile più maturo e soprattutto in grado di vendere i suoi titoli, non è più obbligata a mostrare come primo impatto le sue caratteristiche sessuali. Infatti nell’ultimo capitolo, Rise of the Tomb Raider, la troviamo all’ingresso di una caverna durante una tempesta di neve, pronta ad affrontare le sfide che l’aspettano.

 

 

 

Bioshock Infinitebioshockinfinitecover

 

Quasi come per il caso di Portal 2, Elizabeth, personaggio femminile chiave dell’intricata storia di Bioshock Infinite, sempre al fianco di Booker DeWitt, si dimostra fin da subito ben più dello stereotipo della damigella da salvare, tenendo testa a Booker, standoci a fianco, guidandoci e, grazie alle sue capacità, un aiuto più che concreto durante le fasi del gioco.
Nemmeno lei si guadagna un posto in copertina, riservata a un arrabbiato Booker solitario. Come spiegato in un’intervista al direttore creativo Ken Levine, questa è una scelta di marketing fatta a malincuore per ampliare la fetta di pubblico e raggiungere i giocatori non informati sulla saga, rimuovendo dalla copertina elementi affettivi che avrebbero potuto portare l’acquirente alla decisione di lasciare il gioco sullo scaffale.

 

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