Vintage, Moda e Nostalgia: passato e futuro di un videogioco

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Viviamo in un’epoca in cui la tecnologia è entrata prepotentemente a far parte della nostra vita quotidiana, in cui le apparecchiature elettroniche che appena acquistiamo divengono obsolete nell’arco di qualche mese o anno se si vuol esagerare, eppure il mercato del vintage è approdato anche qui, in questo contesto, nel modo dei videogiochi.

È divenuto comune ritrovarsi sotto mano annunci di persone che offrono o ricercano vecchie console, cartucce o dischi. Non stupisce nemmeno il fatto che tali oggetti, ormai di culto, siano diventati nuovamente dei presenti ideali da fare sotto le festività. Una vecchia console ritrova nuova vita e importanza oggi, essa acquista valore aggiunto sia sotto un profilo sentimentale, ma anche economico e per molti anche sotto l’aspetto estetico.

Le motivazioni che spingono le persone a ricercare questi prodotti sono per l’appunto molteplici; c’è chi, per sentimento nostalgico, ricerca quelle sensazioni provate durante l’infanzia riprovando a giocarci, chi invece per hobby o per collezionismo desidera recuperare queste reliquie ludiche che non ha avuto l’occasione di viverle a suo tempo, vi sono poi anche gli investitori, ossia coloro che vedono il tutto sotto la lente del profitto e giudicando questo mercato un buon investimento.

Traendo spunto da tutte queste motivazioni, le varie case videoludiche hanno scoperto una buona fetta di pubblico a cui riproporre i vecchi titoli di punta passati, cambiandone solo il supporto tecnologico.

Sono infatti molte le remastered o gli emulatori sorti negli ultimi anni, i quali offrono un più facile e moderno accesso a titoli storici e oramai difficili da reperire sul mercato.

Il design muta nel tempo, ma è come se i videogiochi avessero da sempre rappresentato la visione futuristica per eccellenza, dal loro assemblaggio minimalista le console fanno trasparire quel senso di moderno e all’avanguardia, sin dalle prime generazioni.

Il gusto e il senso estetico di questi prodotti ha abbracciato innumerevoli persone che li hanno riscoperti come accessori ideali nell’arredamento domestico e come comparto estetico, rivisitati cioè come gadget.

Cavalcando quest’onda culturale, compagnie come la Nintendo han saputo giocare le loro “cartucce migliori”, fondendo l’innovazione tecnologica con il “risparmio ludico” ma intelligente; basti solo pensare al lancio del NES mini, un prodotto che ha saputo conciliare il passato col presente, che ha offerto a innumerevoli giocatori old school ricordi di gioventù passati e ha concesso alle nuove generazioni di avvicinarsi e scoprire pietre miliari del videogioco.

Oppure come la Sony, che ha voluto omaggiare l’anniversario della sua prima console (Playstation) proponendo i suoi ultimi modelli con le vecchie tonalità e colori originali.

In conclusione, il videogioco ha saputo dimostrarsi un prodotto senza tempo, sempre ricercato, sempre in grado di offrire emozioni anche se datato (graficamente o tecnologicamente), trovando oggi una “rigiocabilità” nel mercato senza eguali e che sembra impossibile da arrestare.

 

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