Il videogioco: amico o nemico dei medici?

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Entrare in contatto con persone e pazienti reali può essere parecchio stressante per gli studenti di medicina che si preparano ad affrontare la professione medica.
Interagire e operare su veri e propri cadaveri piuttosto che su manichini realistici fa aumentare l’ansia e lo stress esponenzialmente, così uno studio condotto da del Blanco, Torrente, Fernandez-Manjon, Ruiz e Giner (2017) ha ipotizzato che queste variabili potrebbero essere ridotte facendo giocare i tirocinanti e gli operatori ad un videogioco di simulazione medica.

In questo breve serious game, che utilizza immagini e brevi video interattivi, gli studenti vengono istruiti riguardo l’operazione che devono compiere. Prima di effettuarla sul paziente in carne e ossa, essi devono fare lo stesso procedimento con il paziente virtuale.
Finita l’operazione virtuale, il videogioco fornirà un feedback (positivo o negativo) riguardo la prestazione data dall’operatore, così da mostrargli eventuali errori da non ripetere durante l’operazione vera e propria.

Dopo la realizzazione del videogame, esso è stato testato su 132 studenti di medicina e di infermeria, tutti senza esperienza nel campo chirurgico. Questi studenti sono stati divisi in due gruppi: un gruppo di controllo e un gruppo sperimentale, per vedere se effettivamente si ottiene un cambiamento significativo nel livello di ansia e stress provata.

L’esperimento ha confermato tutte le ipotesi. Gli studenti che hanno provato il videogioco:

  • Hanno mostrato meno paura durante l’operazione vera e propria;
  • Hanno avuto la percezione di aver commesso meno errori;
  • Si sono dimostrati più abili nell’eseguire l’operazione, mostrando alti livelli di conoscenza delle procedure da effettuare;
  • Hanno dimostrato un atteggiamento più collaborativo nei confronti dello staff medico che partecipa all’operazione.

Queste quattro variabili sono direttamente correlate al controllo della situazione. Se un medico, infatti, sa bene cosa deve fare e come deve agire, operare per la prima volta può essere piacevole e non stressante.

Anche altri studi meno recenti sembrano confermare il fatto. Secondo Lynch, Aughwane e Hammond (2010), i medici e chirurghi che giocano costantemente a videogiochi acquisiscono rapidamente tecniche endoscopiche, e le prestazioni lavorative sono migliori rispetto a chi non fa uso di videogame. Anche secondo Kato (2010) i videogiochi possono aiutare i medici ad apprendere determinate abilità e a ridurre gli errori durante le operazioni.

Quindi che dire a tutti i medici se non LET’S PLAY!

 

Fonti:

  • del Blanco, Torrente, Fernandez-Manjon, Ruiz e Giner (2017) “Using a videogame to facilitate  nursing and medical students first visit to the operating theatre. A randomized controlled trial.”
  • Kato (2010).  “Video games in health care: Closing the gap.”
  • Lynch, Aughwane, e Hammond (2010). “Video games and surgical ability: a literature review.”

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