Boom, headshot: Allenarsi con l’intelligenza artificiale

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Un allenamento basato sull’intelligenza artificiale che identifica le debolezze, allena le abilità già presenti, e misura le performance nei giochi FPS, il tutto disponibile a 15 euro su Steam.

Durante il recente torneo di Dota 2 organizzato da Valve, un evento a sorpresa ha presentato quello che è stato definito come il più grande giocatore di tutti i tempi: OpenAI, l’intelligenza artificiale creata da Elon Musk specificamente per giocare a Dota 2. Gli ingegneri del team hanno dimostrato come sia stato possibile per un circuito neurale artificiale riuscire a raccogliere i dati necessari per battere un pro-player ad un gioco dalla meccanica piuttosto complessa, dopo sole due settimane di apprendimento.

Date queste premesse, un gruppo di giovani neuroscienziati, membri del gruppo StateSpace – E-sport Science, ha voluto osare ancora di più, applicando le potenzialità della loro AI non solo al proprio apprendimento, ma anche al training di giocatori reali. Grazie all’intelligenza artificiale nasce quindi un alleato unico per aumentare la performance nel gioco, ad un livello che, secondo Wayne Mackey, PhD (il fondatore di StateSpace) non è ancora possibile per gli sport tradizionali.

Il software Aim Lab viene quindi presentato come l’allenamento definitivo, che grazie ad un sofisticato sistema di analisi dei punti di forza del giocatore produce grafici accurati con consigli su come rinforzarli (vedi fig. a sinistra). Il software può infatti inferire dati dal comportamento in-game del giocatore, restituendo feedback oggettivi. Tempo di reazione, controllo motorio, elementi di presa di decisione, accuratezza, stile di gioco (vedi fig. a destra): c’è un grafico per ogni cosa.

Spesso le imprecisioni durante il gioco sono difficili da notare e quindi difficili da correggere. Secondo questo gruppo di scienziati, quindi, i giocatori che durante l’allenamento ricevono un feedback specifico riguardante debolezze e inclinazioni imparano meglio e più velocemente che basandosi solo sui feedback binari forniti dai giochi FPS (colpito/mancato; rapporto uccisioni/morti). Vediamo qui sotto, ad esempio, i dati spaziali di un giocatore che presenta una debolezza nel campo visivo sinistro, in particolare per bersagli in arrivo dall’alto.

Dagli studi condotti in laboratorio, basati sulle performance di 200 giocatori allenati con Aim Lab, emerge quindi che questi hanno sviluppato un’accuratezza due volte migliore (in rosso nel grafico) rispetto a chi aveva giocato senza il feedback dell’AI (in blu nel grafico), ed i benefici sembrano rimanere stabili anche dopo la fine del periodo di allenamento.

Il modello fisico che Aim Lab usa al momento è basato su PlayerUnknown’s BattleGrounds, ma permette una grande flessibilità allenando le abilità di base comuni alla totalità degli FPS. Nuove opzioni saranno presto disponibili, come la possibilità di importare il rinculo e la frequenza di sparo delle armi di altri giochi, così come la sensibilità del mouse e i pattern di movimento tipici dei giocatori avversari.

Per ora sono quindi disponibili 4 modalità di allenamento, ciascuna con il suo obiettivo:

  1. Spidershot: punta ad allenare la precisione (fig. a sinistra) e la velocità (fig. a destra) in tutti i punti del campo visivoMolti giocatori di sport tradizionali come il basket, ma anche giocatori di Counter Strike: Global Offensive come n0thing (Cloud 9), hanno ammesso di essere più abili in alcuni settori del campo visivo.
  2. Strafeshot: punta ad aumentare l’abilità nel seguire e colpire bersagli in movimento, che durante il training imitano i movimenti di giocatori reali, mentre il giocatore è a sua volta in movimento. Molti giocatori infatti sono inconsapevolmente più lenti o meno bravi a sparare mentre l’avversario o loro stessi si muovono da destra a sinistra o viceversa.
  3. Pentakill: aiuta a ottenere più uccisioni possibili con il numero minore di proiettili possibile, diminuendo l’esigenza di ricaricare l’arma.
  4. Reflexshot: La modalità più impegnativa, aiuta il giocatore a stimare in modo accurato la distanza dall’obiettivo ed aumentare la probabilità di effettuare headshot.

Un’intelligenza artificiale in grado di scovare ed allenare le nostre potenzialità. Cosa aspettate ad allenarvi? The bomb has been planted!

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