EteRNA – Diventare Dio non è mai stato più divertente!

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Chi non ha mai sognato di poter creare la vita grazie a qualche semplice gesto? Giochi come Spore, The Sims, Sim City o Black&White sono categorizzati nel gruppo dei “God Game”, ovvero videogiochi strategici di simulazione in cui, nei panni di una divinità, si comandano persone, animali, città. Non hanno uno scopo ben preciso, ad esempio in Sim City lo scopo è di creare e gestire da sindaco una città, ma si ha il potere di scatenare terremoti, invasioni aliene, vulcani. Lo scopo sarebbe di gestire al meglio la propria utopia ma poi come tutti sappiamo è molto divertente anche veder andare tutto a rotoli per colpa di un mega robot, mandato da noi sulla città per scatenare il panico.

Tutti questi giochi però si basano su un livello più alto, e molto spesso meno educativo, avendo già tra le mani tutti gli strumenti della vita quotidiana.

EteRNA non è così. EteRNA si attesta a un livello molto più basso ma comunque necessario per la vita stessa: la creazione di catene di RNA, acido ribonucleico.

EteRNA non è però definibile come un “God Game” ma è un puzzle game accessibile tramite il loro browser, sviluppato dall’Università Carnegie Mellon e dall’Università di Stanford.

Lo scopo del gioco è creare catene di RNA, ovvero catene di nucleotidi simili al DNA, usando le 4 basi a disposizione: uracile, adenina, guanina e citosina. Le 4 basi si possono però accoppia solo in modalità specifiche: la guanina con la citosina e la adenina con l’uracile.

Provandolo si intuisce subito come la difficoltà aumenta man mano che si risolvono i primi livelli. Questo browser-puzzle game infatti è molto immediato nei comandi ma risolvere i puzzle più avanzati non è così semplice. Implica infatti l’utilizzo di abilità logiche sempre maggiori, e diverte insegnando.

La cosa che però ho trovato più sbalorditiva è l’utilizzo della community: i ricercatori che hanno sviluppato il gioco infatti hanno infatti basato il gioco sul cosiddetto “crowdsourcing” ovvero lo sviluppo collettivo del progetto da parte degli stessi giocatori. Ai giocatori non sembra essere data la possibilità di riscrivere il codice del gioco ma piuttosto di poter creare nuove molecole ed è proprio questo ultimo aspetto a essere sensazionale; infatti le molecole create con maggior appeal per la community vengono sintetizzate in un laboratorio di biochimica a Stanford. L’utilizzo di questo videogioco quindi non ha solo una funzione educativa, di svago, ma anche di ricerca.

Le attività proposte dal videogioco sono: le sfide o “challenges” proposte anche per familiarizzare con il videogioco, i puzzle creati dagli utenti, che vengono sbloccati dopo aver svolto una serie di puzzle, e il “Cloud Lab” ovvero dove i videogiocatori, dopo aver superato 10 sessioni di puzzle, possono partecipare alla ricerca in laboratorio.

Il progetto EteRNA ha chiaramente uno scopo didattico ma, come abbiamo già detto, anche di ricerca. Infatti dopo aver contribuito a studiare le varie sequenze di RNA e poi successivamente avendo contribuito a creare nuovi test sanguigni per l’individuazione della tubercolosi, attualmente ha rivolto la propria attenzione verso il CRISPR ovvero quel campo che studia il genoma umano e che cerca di modificarlo per debellare alcune malattie genetiche e alcune malattie rare.

Ma l’importanza della community non si ferma solo a quello precedentemente descritto: il browser-puzzle game si completa di un altro aggettivo: è un videogioco collaborativo. Infatti se non si riesce a risolvere un puzzle non c’è solo la possibilità di richiedere un suggerimento automatico ma è possibile fotografare la sessione di gioco che si sta cercando di risolvere per poter chiedere alla community un aiuto. Ciò lo tinge quindi non solo di una collaborazione con enti di studio ma anche con altri videogiocatori, basandosi sull’apprendimento cooperativo. Questa tipologia di apprendimento si basa infatti sull’interazione con propri simili, al fine di raggiungere un obbiettivo comune, per approfondire uno studio o per apprenderlo ex novo.

Perché quindi in questo videogioco saremmo Dio?

La spiegazione ci viene data dalla biologia e dalla biochimica. Alcune molecole di RNA, infatti, svolgono un ruolo attivo all’interno delle cellule al fine di catalizzare le reazioni biologiche, di controllo dell’espressione genica o per percepire e comunicare le risposte a segnali cellulari oppure la sintesi proteica; essi sono infatti tutti processi essenziali alla vita.

Trovare un videogioco così intuitivo ma così educativo è stata per me una scoperta, perché non solo insegna alcuni fondamenti della biologia, ma allena anche la logica e insegna la cooperazione.

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